15.10.14

UN MONDO NUOVO DALLA RIVOLUZIONE INTERIORE



di Gianni Lannes


Quando i poteri dello Stato, delle nazioni, delle multinazionali e delle organizzazioni segrete violano impunemente le libertà fondamentali di un essere umano, è diritto e dovere di ogni cittadino resistere ad oltranza. Occorre mettere in campo idee e azioni, ovvero esempi concreti e risolutivi. Stimolare la produzione di beni relazionali come l'amicizia e la conoscenza, il cui uso non diminuisce le scorte esistenti, bensì le aumenta. La conoscenza è un bene collettivo: la base è la vita sociale.

Il problema è il dominio: l'1 per cento della popolazione si arroga il diritto di vita e di morte sul 99 per cento dell'umanità. Che ingiustizia globale. E, allora, al bando il blà blà blà della rassegnazione: la tendenza a pensare che i giochi di potere a danno dell'umanità siano ineluttabili ed invincibili. Il risveglio della coscienza nasce dalla consapevolezza. 

Temo il giorno in cui alcuni ci chiederanno (magari, i nostri figli): ma voi dove eravate, cosa avete fatto, perché non vi siete opposti al degrado, alla sottomissione e all'annientamentlo della vita? Perché un conto sono i servi del potere: stanno dalla parte vincente, ma solo temporaneamente, e servi rimangono per l'eternità. E un conto sono invece le persone responsabili, quelle che hanno l'etica come paradigma. Il bene comune ha bisogno di parole chiare, di prese di posizioni nette e ragionate. Alla radice di tutto c'è la vita: radicalità, non incertezza, non compromessi e inciuci. La politica, quando è intesa e praticata virtuosamente, è fondamentalmente la risoluzione dei problemi della collettività. Lamentarsi continuamente e piangersi addosso non serve a niente, se non ad acuire l'ingiustizia, il disagio e la sofferenza. Non dimenticate che la storia è fatta dalle minoranze attive. Un mondo nuovo nasce da una rivoluzione interiore.

La prima, e più importante, resistenza passa attraverso la conoscenza, l’informazione, la possibilità di farsi un’opinione e di farla valere concretamente, discutendone nell’agorà, ossia all'aria aperta, nelle piazze, nei giardini, nei parchi, nei teatri, nelle librerie, nei cinema, nelle biblioteche, nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle università. E perché no: nelle chiese e in ogni luogo di culto.

Ogni idea deve tramutarsi in consapevolezza e azione virtuosa. "Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo" ha dimostrato Gandhi. La vera libertà non è quella di scegliere, ma di essere.
 

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