20.10.14

NAVE HEDIA: NESSUN NAUFRAGIO. LANNES SCRIVE ALL'AMBASCIATORE DI FRANCIA IN ITALIA

Algeri (2 settembre 1962), Ambasciata di Francia: "prigionieri europei" - foto Jim Howard (United Press International)




Roma, 20 ottobre 2014

                                                  
Alla cortese attenzione dell'ambasciatore di Francia in Italia
Catherine Colonna



Madame Colonna,


Le scrivo in merito alla sparizione di ben 20 marinai, 19 dei quali italiani ed uno di origine gallese, scomparsi nel marzo1962 e fotografati il 2 settembre 1962 da Jim Howard ( inviato di United Press International) nell’ambasciata francese ad Algeri.

L’immagine è stata poi diffusa in Italia dall’Ansa (agenzia giornalistica italiana) il successivo 13 settembre dello stesso anno, e pubblicata da alcuni quotidiani e dal settimanale L’Europeo. La didascalia ufficiale confermata dall’UPI attesta che si tratta di “europei liberati”. La United Press ha inoltre comunicato da Parigi che la telefoto è autentica, ed è stata ritratta il 2 settembre 1962. 

Nonostante numerosi depistaggi (errori, omissioni e falsificazioni), operati anche da qualche giornalista italiano, purtroppo, un fatto è certo. Almeno tre di quegli uomini ripresi in primo piano - ovvero Ferdinando Balboni, Elio Dell’Andrea e Filippo Graffeo - sono stati riconosciuti inequivocabilmente da parenti stretti ed amici. Inoltre, il riconoscimento all'epoca, è stato ufficializzato dinanzi ad un notaio italiano.

In sintesi. La Hedia salpa da Casablanca il 10 marzo, transita da Gibilterra, naviga a ridosso della costa algerina. Il 14 marzo l’armatore Giuseppe Patella, a Venezia, riceve un cablo dal piroscafo Hedia. Il testo recita: «1.000 Galita 6512 n807 persistendo passeremo sud Sicilia Hedia». Ovvero: ore 10, posizione La Galita (una minuscola isola dinanzi alle coste della Tunisia), 65, numero giri motore (normale), 12 tonnellate di consumo carburante, mare forza 8 da nord, velocità navigazione 7 nodi; se la mareggiata da tramontana persisterà passeremo sottovento, la firma del comandante Agostinelli di Fano. Il 22 marzo radio Malta comunica al Marisicilia di avere intercettato da radio Tunisi questa notizia: «Capitano porto Tunisi segnala nave liberiana Hedia cessate trasmissioni dal 21 marzo ore 10.14, sembra in difficoltà posizione La Galita stop navi in vicinanze diano notizie».
 
Una recente indagine giornalistica dello scrivente, ancora inedita, ha accertato che la nave non ha subito naufragio e che in Italia, nonostante una denuncia presentata ai carabinieri di Trieste (come evidenzia una nota della prefettura datata 8 agosto 1962) dal signor Romeo Cesca (padre del giovane marconista), la magistratura non ha mai aperto un’inchiesta giudiziaria.


Da allora questi uomini sono spariti e così la nave Hedia (ex Milly, ex Generous). Pertanto, poiché nessuna autorità governativa italiana l’ha mai fatto prima, le inolytro pubblicamente la seguente domanda: a che titolo quei cittadini italiani sono stati catturati e trattenuti dalle autorità francesi, e che fine abbiano fatto, unitamente alla predetta nave Hedia?

La signora Rosa Guirreri che ha 98 anni e vive a Sciaccia in Sicilia, madre del marinaio Filippo Graffeo (che allora aveva appena 20 anni), attende ancora il ritorno a casa di suo figlio.

Grato sin d’ora per un suo sensibile riscontro al caso, e per un suo cortese e fattivo interessamento per contribuire alla risoluzione del mistero internazionale, le porgo i miei

cordiali saluti!

Gianni Lannes *


*giornalista e scrittore, pronipote di Jean Lannes, generale e maresciallo dell’impero napoleonico,   sepolto al Pantheon, tra i grandi di Francia!

 

1 commento:

  1. Abbiamo il diritto costituzionale di sapere che fine hanno fatto 19 italiani. Graffeo Accursio

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