18.10.14

MERCURIO NEI VACCINI OBBLIGATORI PER BAMBINI, ACELLUVAX E TRIACELLUVAX, CRIMINI IMPUNITI DEI GOVERNI ITALIANI




di Gianni Lannes

Il 22 dicembre 1994 il ministero della sanità sotto il governo Berlusconi, con decreto numero A1274/1994, autorizza l’immissione in commercio dell’Acelluvax DTP, fabbricato da Chiron (specializzata in ingegneria genetica), ovvero Ciba Geigy. Nel testo ufficiale si legge: «a base di anatossine difterica e tetanica purificate e di antigeni purificati di bordetella pertussis adsorbiti su idrossido di alluminio». L’Informatore Farmaceutico (edizione 1996) riporta per l’Acelluvax, l’abnorme dose di 0,5 mg di sodio-etilmercurio-tiosalicilato, che unitamente all’alluminio, può provocare danni neurologici.  


Nel 1999 il governo degli Stati Uniti d’America sulla base di un inequivocabile studio scientifico che attesta la correlazione tra vaccini e autismo, mette al bando il mercurio contenuto nei vaccini pediatrici.

E in Italia le autorità governative che combinano? Mandano in onda una farsa istituzionale. Infatti, sempre a proposito del pericoloso mercurio, variamente denominato, il 15 giugno 2000, il ministro della sanità Umberto Veronesi sforna un decreto particolare che recita:

«Visto l’EMEA Public statement in thiomersal containing medicinal products dell’8 luglio 1999 che raccomanda di promuovere l’uso di vaccini privi di mertiolato … Ravvisata l’esigenza, a tutela della salute pubblica, di rendere conformi le schede tecniche ed il foglio illustrativo delle specialità medicinali in commercio in ambito nazionale e di incoraggiare l’uso di vaccini privi di mertiolato e di altri organomercuariali; Decreta … Art. 2  E’ fatto obbligo a tutte le aziende titolari di autorizzazione all’immissione in commercio di vaccine monodose contenenti mertiolato o altri conservanti, autorizzati con procedura di registrazione di tipo nazionale, di presentare al Ministero della sanità, entro sei anni dall’entrata in vigore del presente decreto, domanda di variazione del dossier di registrazione riguardante l’eliminazione del  mertiolato o degli altri conservanti; 2. Se opportunamente motivata dalla tipologia del processo produttivo potrà essere ammessa la presenza di mertiolato o di altri conservanti come residui del processo di produzione…».

Il decreto del ministero della salute datato 13 novembre 2001 stabilisce il ritiro dei vaccini monodose imbottiti di mercurio entro il 30 giugno 2003. Ma il 27 giugno 2003 il ministro al ramo, tale Sirchia, sempre sotto il governo Berlusconi, escogita una sorpresa e stabilisce con apposito decreto il rinvio “sine die” dal commercio e quindi dalla somministrazione dei vaccini intrisi di mercurio.

Dal 2004 è sparito in Italia il quadrivalente obbligatorio, e da allora viene usato l’esavalente l’Infanrix Hexa prodotto dalla Glaxo, sempre contenente i micidiali mercurio e alluminio, che comprende in più due vaccini non obbligatori (antidifterico e antipertosse). E così, senza informare preventivamente i genitori di rischi e pericoli, le autorità sanitarie italiane, a livello nazionale, regionale e locale, seguitano ad infliggere una vaccinazione che almeno per i suoi componenti (conservanti e adiuvanti) è comprovata scientificamente quanto meno dal 1999 come dannosa per la salute umana.


C’è di peggio e senza alcuna spiegazione istituzionale. Dopo sette anni di sperimentazione su neonati e bambini, il 18 dicembre 2001, viene decretata la «sospensione dell’autorizzazione all’immissione in commercio della specialità medicinale per uso umano “Acelluvax” e “Triacelluvax”» (Gazzetta Ufficiale, serie generale numero 302 del 31 dicembre 2001, pagine 27-28). Attualmente quante sono le persone, ossia i bambini danneggiate dai vaccini obbligatori?

Oggi, sabato 18 ottobre 2014 sul sito online italiano “In Farmacia”, un marchio Sintra Consulting srl (C.C.I.A.A. R.E.A. AR-130275 ; C.F. e Registro Imprese 01671150512 P.IVA: 01671150512) si trova commercializzato proprio lo stesso vaccino pertossico Acelluvax (in fiale da o,6 ml), fornito da Novartis. Anche sul portale italiano Salus.it - reclamizzato testualmente come “uno strumento per i medici” - troviamo il medesimo prodotto, venduto anche in Israele e Pakistan.





Ma ecco uno stralcio della denuncia pubblica di Francesco Lucarelli intitolata “le stragi del vaccino pertosse”:

«Lamentavo il fatto di aver scoperto che i disordini neuropsichiatrici di cui mio figlio soffre derivavano dalla somministrazione del vaccino Acelluvax dell’azienda Chiron-Biocine-Novartis. E che, a mio avviso, simile sintomatologia aveva potuto essere osservata nei lattanti che avevano preso parte ad uno studio clinico di farmacovigilanza (fase IV) “camuffato”, condotto all’I.R.C.C.S. San Matteo di Pavia, esattamente al termine del quale la ditta produttrice del vaccino somministrato inviava una comunicazione al Ministero della Salute. Ministero che, a sua volta, provvedeva a sospenderne l’autorizzazione all’immissione in commercio. E che, visto l’esiguo numero dei neonati coinvolti in quel trial e il diffuso uso che di quel vaccino era stato fatto nel nostro Paese, per una semplice proporzione matematica, migliaia – se non decine di migliaia – dovevano esserne i danneggiati. Ed infatti ho avuto una piccola “ricaduta”. Dopo molto che non lo facevo, ho nuovamente “googlato” Acelluvax (ma non solo), questa volta limitando la ricerca dei risultati a quelli indicizzati negli ultimissimi anni. Ne sono emersi due veloci aggiornamenti ed una importante novità. Nel 2006 ipotizzavo che l’A.I.C. dell’Acelluvax, mai revocata su RINUNCIA del produttore – a differenza di quella dell’AcelluvaxDTP, che però aveva anche ottenuto un’autorizzazione centralizzata europea – bensì soltanto SOSPESA nel 2001 senza alcuna giustificazione formale e pubblica, sarebbe rimasta tale sine die, e cioè fino a sparire nel dimenticatoio. Nel dicembre del 2009, e quindi dopo ben 8 anni dalla sospensione, l’art. 38, comma 5 del DLgs 219/06 la faceva ricadere infatti nella cosiddetta “Sunset Clause”. Una A.I.C. “dormiente”, che usciva quindi definitivamente di scena, come da copione. L’Acelluvax non è sparito per sempre dal pianeta, come affermavo sei anni fa, bensì è purtroppo riapparso in Pakistan. Del resto Novartis avrà potuto presentarsi alle autorità pakistane con le preziose credenziali fornitegli dai dossier autorizzativi prodotti per la FDA, per l’EMEA e per il nostro Ministero della Sanità: infatti, una volta convertiti gli eventi avversi in polvere sotto il tappeto, non deve essere stato difficile giustificare i clamorosi abbandoni (e intendo soprattutto quelli prematuri dal mercato USA e UE, senza peraltro avere venduto neanche una fiala di vaccino) con vaghi motivi commerciali. Che poi Acelluvax e AcelluvaxDTP fossero due differenti composizioni di prodotto, credo proprio non sia stato di alcun interesse per nessuno: non lo è stato per Poggiolini e De Lorenzo, non credo che possa esserlo stato per il funzionario pakistano di turno (per dovere di cronaca, il Pakistan è messo ben peggio dell’Italia nella classifica mondiale sulla corruzione percepita)».


riferimenti:





2 commenti:

  1. Sono il genitore che ha tentato di denunciare pubblicamente lo scandalo Acelluvax.
    Una breve premessa: in calce alla pagina pubblicata sul sito Comilva è scaricabile quello che alcuni hanno definito "dossier Acelluvax", scritto tra il 2005 e il 2006. Dalla disamina e dalla ricostruzione dei fatti, nonché dalla documentazione raccolta, ipotizzavo che la composizione di entrambi i vaccini antipertosse Chiron (il vaccino singolo Acelluvax e quello combinato con la componente antidiftotetanica - AcelluvaxDTP/Triacelluvax i "brand" per i mercati italiano ed UE, Pertugen il "brand" previsto per quello USA) fosse stata MODIFICATA nel corso della commercializzazione italiana, con un esagerato INCREMENTO della quantità di conservante MERCURIALE (10 X, da 0,05 mg a 0,5mg di tiomersale), modifica avvenuta nel corso del 1995 o del 1996.
    Solo SUCCESSIVAMENTE alla stesura del testo, e grazie all'interessamento di amici del Comilva, è saltata fuori la copia dell'Informatore Farmaceutico ediz. 1996, a parziale conferma della correttezza dell'ipotesi di partenza. Ipotesi che, sostanzialmente, forniva la risposta alla seguente domanda: "com'era stato possibile che un vaccino, dapprima clinicamente testato su migliaia di bambini italiani, svedesi e statunitensi (e poi commercializzato, di fatto, ESCLUSIVAMENTE in Italia) fosse improvvisamente "desaparecido", dopo pochissimi anni soltanto, immediatamente dopo essere stato somministrato, in ambito CLINICO CONTROLLATO (San Matteo di Pavia), A NEANCHE 100 BAMBINI?
    Ora, l'anno scorso, poco dopo la pubblicazione della mia lettera aperta sul sito Comilva, ho avuto dei contatti (una telefonata di mezz'ora più un paio di e-mail) con il Servizio Sovrazonale di Epidemiologia dell'ASL di Alessandria, nelle persone dei dottori Vittorio Demicheli e Lorenza Ferrara. Il punto era: se quello riportato sull'Informatore Farmaceutico '96 era "probabilmente" (avverbio da loro usato) un errore, erano dunque in grado di dimostrarlo?
    Dapprima mi hanno inviato copia di un foglietto illustrativo-rev. luglio/95 dell'Acelluvax, che però nulla chiariva se non che, fino a quel momento, la quantità di conservante mercuriale nella composizione del vaccino era pari a 0,05 mg. Poi - e di loro iniziativa - hanno contattato l'Agenzia Italiana del FArmaco, nella persona della dottoressa Concetti (avvocato - ufficio accesso agli atti e contenzioso legale) e, "colpo di scena", mi hanno inviato copia intergrale del decreto autorizzativo del 1993, a firma Francesco De Lorenzo (0,05 mg). A quel punto ho capito definitivamente (ma ce n'era forse ancora di bisogno?) CHE NON SI TRATTAVA DI UN ERRORE, poichè, in caso contrario, sarebbero stati in grado di mostrarmi una più recente revisione (dal'96 al 2000/2001) del foglietto illustrativo.

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  2. Gianni, tu hai citato uno studio epidemiologico americano, che collegava il thimerosal all'autismo, all'origine delle "allerte" internazionali del '99 che, di lì a poco, ne avrebbero messo progressivamente al bando l'utilizzo nei vaccini pediatrici. Ciò, a mio avviso, è in parte corretto (il riferimento credo sia allo studio di Verstraeten e colleghi, più volte "rimaneggiato" prima della pubblicazione, fino a far SPARIRE la correlazione con l'autismo e facendo "sopravvivere" solo quella con i tic nervosi...) ma in questa vicenda il mezzo milligrammo di thimerosal nell'Acelluvax ha avuto un ruolo cruciale.
    Infatti non dimentichiamo che l'americana FDA e l'europea EMA, proprio in quel periodo, stavano valutando i dossier del Triacelluvax/Pertugen in previsione della sua commercializzazione nei più redditizi mercati mondiali, e ciò che accadde nel Paese Italidiota li spinse sicuramente a desistere e a comprendere, finalmente, che se 0,5 mg di thimerosal erano stati in grado di provocare disordini neurologici osservabili in un campione di neanche 100 bambini, gli 0,05 normalmente impiegati NON ERANO AFFATTO INNOCUI.
    La "patata bollente", però, fu soprattutto italiana, e toccò "sbucciarla" a Rosy Bindi prima, e a Umberto Veronesi poi (ed io un'idea di come siano andate le cose me la sono fatta da tempo), mentre agli autorevoli enti "sanitari"(?) americani, CDC in testa, toccò iniziare a pianificare quel cover-up che, a distanza di 15 anni, non è stato ancora disvelato (anche se qualcosa sta iniziando a muoversi - vedi Brian Hooker nonché le recenti rivelazioni del "whistleblower" William Thompson in merito alla correlazione MMR-autismo)
    E all'Istituto Superiore(?) di Sanità ne sanno ben qualcosa. Un nome per tutti? Stefania Salmaso, attualmente direttrice del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute (CNESPS) e protagonista attiva, fin dai suoi inizi, del "Progetto Pertosse", ovvero lo studio clinico italiano finanziato dai NIH statunitensi in cui l'AcelluvaxDTP è stato inizialmente testato.
    Io, nel mio piccolo, ho tentato di stimolare una pubblica denuncia di questo scandalo sanitario italiano però - e sicuramente non ti racconto nulla di nuovo - è stato tutto vano.
    "Su la testa" è una bella esortazione ma, prima di tutto, una testa "funzionante" bisogna pur averla" (e il "vil popol bue" spesso non ne dà gran dimostrazione...) e poi occorre che ognuno di noi inizi veramente a combattere i nostri nemici peggiori: l'indifferenza e l'assuefazione.
    E questo - è sottinteso - vale nei confronti di tutte le angherie del potere finanziario-industriale-militare che, quotidianamente, ci tocca digerire. Tempo fa ho letto una frase che mi ha colpito: "meglio morire di tumore che di fame". Mi auguro che, prima di arrivare all'auto-estinzione, saremo in grado, tutti insieme, di trovare un'alternativa.

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