15.10.14

MAFIA E PARTITO DEMOCRATICO: LA FESTA A SAN GERARDO


di Luigi Russo

Anno 2014: accade in provincia di Foggia come se niente fosse, e serve a consolidare il consenso sociale. In un paese di ventimila animedella Capitanata, assurto alle cronache nere per lo sfruttamento schiavistico dei migranti e come regno incontrastato di un clan mafioso che si mantiene col traffico di droga, l’interramento nei suoli agricoli di rifiuti industriali provenienti dal nord, e si avvale di alcuni prestanome infiltrati nell’economia sana per riciclare il denaro sporco, un prete e un comitato feste, organizzano una celebrazione in onore di San Gerardo Maiella. E fin qui niente di strano. Ma basta dare un’occhiata al programma ufficiale della solennità sia pure postuma rispetto alla celebrazione del santo (prima decade di settembre), per rendersi conto che il chiacchierato personaggio, platealmente devoto al santo, già arrestato qualche tempo fa per traffico ecomafioso di rifiuti, sponsorizzi l’evento a cui partecipano un arcivescovo e un vescovo, col patrocinio dei fuochi d’artificio. Lo stesso individuo in odore di traffici illeciti, è stato candidato nelle ultime elezioni comunali in una coalizione del centro sinistra capeggiata dal Piddì, in cui si pavoneggiavano taluni quaquaraquà antimafiosi solo a parole. Allora: “pecunia non olet”. Insomma, un esempio "edificante" per i giovani, propinato dai vertici locali della chiesa cattolica e dal Piddì. Evidentemente il monito contro la mafia "Convertitevi...", lanciato da Papa Giovanni Paolo II ad Agrigento il 9 maggio 1993 e la lezione morale di Enrico Berlinguer, non sono mai arrivate a queste disastrate latitudini, dove regnano l'omertà e l'ipocrisia. In zona un killer costa solo 100 euro e il degrado minorile è un tabù.


1 commento:

  1. ho postato a momenti un mio commento con account Google ma ho inviato senza firmare!!!!
    pindaro33@virgilio.it

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