3.8.14

MARCO PANTANI E' STATO ASSASSINATO: PICCHIATO E COSTRETTO A INGURGITARE COCAINA


di Gianni Lannes


Il 16 agosto dell'anno 2013 avevo scritto un articolo dal titolo "MARCO PANTANI: OMICIDIO IMPUNITO DI UN CAMPIONE".  Pantani non si è suicidato il 14 febbraio 2004, ma è stato ucciso.


Con un post su Facebook, evidentemente scritto di getto, mamma Tonina, la madre di Marco Pantani, ha dato l'annuncio dell'apertura di un'inchiesta sulla morte del "Pirata". La tesi: non fu overdose ma omicidio volontario. Pantani, la stella polare del ciclismo di tutti i tempi, aveva oscurato e stracciato tutti, soprattutto Lance Armstrong, pompato ad arte dal governo USA.




Adesso la Procura della Repubblica di Rimini - la stessa che aveva condotto maldestramente le prime indagini - in ragione di un documentato esposto presentato la settimana scorsa dalla famiglia del campione italiano e della perizia medica del professor  Morte Pantani, la perizia: "Impossibile assumere tutta quella drogFrancesco Maria Avato. Per il procuratore Paolo Giovagnoli non si tratterebbe più di "morte come conseguenza accidentale di overdose" ma di "omicidio volontario". Il fascicolo è stato affidato al pubblico ministero Elisa Milocco.

Per la difesa Pantani conosceva gli assassini, sarebbe stato anche picchiato e la stanza "alterata" per simulare il delirio da stupefacenti. Secondo la ricostruzione il Pirata avrebbe passato gli ultimi minuti della sua vita in una stanza d'albergo, ma non da solo, come fino a oggi ha affermato la ridicoila "verità processuale" (giunta in Cassaziomne il 9 novembre 2011), e in preda alle allucinazioni per l'overdose letale di cocaina. Pantani avrebbe aperto la porta al suo assassino (o agli assassini), lo conosceva, forse si fidava. Ma presto la situazione sarebbe diventata incontrollabile. Per ben due volte il romagnolo chiama la reception, chiedendo addirittura l'intervento dei carabinieri (un doppio Sos prima ignorato e poi sottovalutato), circostanza appurata anche 10 anni fa. La lite verbale sarebbe presto degenerata, sfociando in un'aggressione. Pantani era ferito in più punti del corpo, prima di soccombere: stordito, sarebbe diventato una preda facile.

La madre del Pirata aveva sempre accusto: ‘’L’HANNO UCCISO. ANCHE MORALMENTE: SU DI LUI INDAGAVANO 7 PROCURE, NEANCHE UN DELINQUENTE È TARTASSATO IN QUEL MODO. Gli avevano portato 50 grammi di cocaina. Nello stomaco aveva tanta droga da ammazzare sei persone, insomma gliene hanno portata in eccesso. Inoltre aveva una pallotta di pane, ingoiata senza bere. Non era solo, l’hanno imboccato per togliergli la vita”….

Quanta ipocrisia dieci anni fa, proprio come oggi, dai mass media telecomandati ad arte, proprio come i governi italidioti.

Questo campione di tutti i tempi - una leggenda come Coppi e Bartali - era uno scalatore puro, un ragazzo semplice ed onesto, un vero italiano. Ciao Marco, ci manchi da morire!


 

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