4.8.14

L'ITALIA AFFOGA SOTTO UN MARE DI TRIVELLE





 di Gianni Lannes


L’Eldorado dell’oro nero. Chi l’avrebbe mai detto nella stagnante indifferenza generale? Ma allora, come fanno ogni anno a dare le bandierine blu? Forse, le vendono a buon mercato? 30 mila chilometri quadrati di aree marine aggiudicate quasi gratis alle multinazionali petrolifere, in prevalenza straniere. Senza contare ben 22 permessi di ricerca nel sottofondo marino che si estendono complessivamente su ben 6.879, 36 chilometri quadrati, nonché i 20.922 chilometri quadrati richiesti in Sardegna il 20 gennaio 2014 dalla Schlumberger Oilfield Services. 


Eppure le scorte di greggio disponibili sott’acqua sono pari soltanto a 10,3 milioni di tonnellate giudicate di scarsa qualità (petrolio amaro), comunque da raffinare. Agli attuali consumi dello Stivale basterebbero per meno di due mesi. Il gioco non vale la candela: ma perché distruggere.



 I Governi italiani, sempre più eterodiretti, senza tener conto del danno ambientale e della volontà popolare, hanno rilanciato illegalmente l'estrazione di idrocarburi a ridosso delle coste italiane. Zone di pregio marine e costiere sono esposte al rischio di inquinamento marino derivante  dalle attività di routine (come l'uso dell'air gun e di fanghi e fluidi perforanti radioattivi durante le attività di ricerca e perforazione e rilascio delle acque di produzione) e al rischio di incidente per le 116 piattaforme offshore




Tra le aree maggiormente interessate dalle estrazioni petrolifere ci sono il mar Adriatico, il Canale di Sicilia, il Golfo di Taranto. Un'area marina vietata alle attività di ricerca di petrolio fino al luglio 2011, quando un emendamento al testo di recepimento della direttiva europea sui reati ambientali ha di fatto riaperto anche questo tratto di mare alle società estrattive.

Con la legge 134 del 2012 (governo Monti) vengono fatti salvi tutti i procedimenti autorizzativi aperti al giugno 2010 - buona parte di questi prevedono impianti all'interno della fascia delle dodici miglia. In sostanza, sono state riaperte delle istanze di permesso di ricerca in precedenza rigettate. Nodo cruciale: le valutazioni di impatto ambientale, decisamente pilotate dagli interessi economici e ben lontane dal rigore ecologico.

Attualmente nei mari italiani sono attive 116 piattaforme e 699 pozzi di idrocarburi:  nei prossimi anni il loro numero è destinato ad aumentare. Mentre all’estero le multinazionali del settore pagano il 50 per cento di royalties, in Italia a malapena il 7 per cento. Quelli del Belpaese sono infatti i diritti più bassi al mondo (in Guinea sono il 25%, in Venezuela 33%, in Libia 85%, in Arabia Saudita 50%, in Russia 80%, in Canada 50%, in Alaska 60%, in Norvegia 80%).   

A parte l’inquinamento sempre più pervasivo, in caso di probabile incidente per i mari dello Stivale sarebbe la fine: l’Adriatico impiega 100 anni per il ricambio superficiale delle acque.


























riferimenti:






3 commenti:

  1. Attualmente nei mari italiani sono attive 116 piattaforme e 699 pozzi di idrocarburi: nei prossimi anni il loro numero è destinato ad aumentare. Mentre all’estero le multinazionali del settore pagano il 50 per cento di royalties, in Italia a malapena il 7 per cento. Quelli del Belpaese sono infatti i diritti più bassi al mondo (in Guinea sono il 25%, in Venezuela 33%, in Libia 85%, in Arabia Saudita 50%, in Russia 80%, in Canada 50%, in Alaska 60%, in Norveg

    andate al diavolo con il vostro 50% e 85% <:

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  2. Semplicemente incredibile! Si alle energie rinnovabili e no al petrolio, dovrebbero puntare sulle ricchezze naturalistiche del nostro paese piuttosto che rischiare catastrofi! Se vi va firmate questa petizione contro le trivellazioni nel mediterraneo lanciata dal Movimento per la Difesa dei Territori (MDT) https://www.change.org/it/petizioni/matteo-renzi-presidente-del-consiglio-basta-trivelle-nei-mari-di-sicilia-presidente-fermi-questa-inutile-corsa-all-oro-nei-mari-di-sicilia

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  3. Buona sera.
    Caro Gianni come mai la benzina a Mosca costa 60 cent al litro e qui' 1€ e 65?
    Sempre quelle benedette accise... Se i soldi poi da destinare ai terremotati poi non arrivano.. La gente vive ancora nei container! L'IMMUNITA' PARLAMENTARE GUAI A TOCCARLA VERO? Ora Renzo esce allo scoperto con Berlusconi, il servizio sociale e' agli sgoccioli... Cara Italia forse sarai smantellata come la Concordia, ora ci stiamo inabissando, peccato che non siamo sul fondale del giglio. Non si scherza qui'! E' tutto pianificato... Strano vero? Dagli incubi ci si risvegliava.. Non ho più' paura di dormire, ho anche smesso di sognare!
    Ciao Gianni! Buonanotte...

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