28.8.14

I VACCINI PEDIATRICI ATTENTANO ALLA VITA DEI BAMBINI





di Gianni Lannes




La vaccinoterapia è la base malata dell’affarismo farmaceutico incoraggiato dagli Stati eterodiretti come l'Italia. Pur di far soldi: il risultato finale è rendere gli esseri umani appena affacciati alla vita dei malati a vita, ossia dei consumatori di medicine. Le vaccinazioni indeboliscono le difese immunitarie: la letteratura scientifica indipendente dalle leggi del mero profitto, è ponderosa ma poco nota a gran parte dei pediatri distratti o ignoranti, se non proprio collusi con il sistema affaristico sotto l'aureola di esperti.


D’altro canto, non esiste una sola prova scientifica che i vaccini abbiano debellato le epidemie, risolte invece dal miglioramento delle qualità di vita. Un esempio lampante: al tempo della peste bubbonica non esistevano i vaccini, ma la peste è scomparsa ugualmente, ed è solo per il fatto che non vi erano i vaccini gli scientisti a pagamento non possono inculcare all’opinione pubblica che non è merito loro.

Nello Stivale il Decreto Legge 273 del 6 maggio 1994, convertito con legge 490 del 20 novembre 1995 ha stabilito che: «l'esecuzione delle vaccinazioni obbligatorie su minori non può essere coercitivamente imposta con intervento della forza pubblica». In definitiva, il deferimento è ancora tecnicamente possibile, ma non porterà alla vaccinazione coatta se i genitori esporranno le ragioni motivate del loro dissenso. E' possibile, inoltre, chiedere l'esonero dalle vaccinazioni, ai sensi del comma 4 dell'articolo 9 del citato Decreto, con certificato del pediatra di base o di medico specialista privato, legalmente non sindacabile da parte delle Aziende sanitarie locali.
Non a caso, un genitore consapevole dei rischi e che chiede all'autorità sanitaria di firmare una dichiarazione in cui si assume la responsabilità delle conseguenze del vaccino, si sente rifiutare la firma nel 100 per cento dei casi. Provate, verificate, dubitate delle istituzioni.

Se i vaccini obbligatori sono quattro, allora come mai dal 2004 in Italia hanno messo in circolazione soltanto l’esavalente, con l’aggiunta di due vaccini non obbligatori? Vale a dire: per quale ragione scientifica o comunque logica, un genitore deve consentire di inoculare al proprio figlio altri due vaccini non obbligatori? L’esavalente contiene due vaccini non obbligatori, quindi c'è l'impossibilità oggettiva per le aziende sanitarie locali di adempiere alla normativa nazionale sulle vaccinazioni obbligatorie, perché sprovviste da dieci anni delle dosi monovalenti degli unici vaccini obbligatori nel nostro Paese, ossia antipolio, antiepatite B antidifterica ed antitetanica.

Inoltre, la legge27 maggio 1991, numero 165 (obbligo antiepatite virale B), emanata e promulgata da Cossiga e Andreotti, come ha rivelato sotto processo l’ex ministro Francesco De Lorenzo, è il frutto perverso del pagamento di una tangente allo stesso di 600 milioni di lire. Per quale ragione dopo tutto questo tempo, non c’è stata una sola iniziativa parlamentare per abrogare tale abominio, anche a fronte di un’indimostrata efficacia terapeutica, consentendo di attentare alla vita di milioni di bambini italiani? E ancora: durante l'ultimo governo Prodi si è proceduto addirittura ad una sperimentazione segreta sui bambini. Cosa attende la magistratura per aprire un'inchiesta e perseguire i responsabili di questi crimini? I bambini non sono cavie né carne da macello, ma il sale della vita, il futuro dell'umanità.

Il 15 ottobre 2012  sulla base della mia inchiesta giornalistica «Vaccini: lo Stato italiano avvelena i neonati» è stata depositata l'interrogazione parlamentare numero 4/18107. A tutt’oggi, nonostante la rilevanza della problematica, i governi Monti, Letta e Renzi non hanno fornito una risposta.

«Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:
da un articolo pubblicato su internet a firma Gianni Lannes nel blog «Su la testa» e dal titolo

«Vaccini: lo Stato italiano avvelena i neonati», emerge che nel nostro Paese, fatte salve alcune regioni ove sono divenute facoltative, sono obbligatorie per tutti i nuovi nati le seguenti vaccinazioni: antipoliomielitica (legge 4 febbraio 1966 n. 51), antitetanica (legge 20 marzo 1968 n. 419), antidifterica (legge 6 giugno 1939 n. 891 - legge 27 aprile 1981 n. 166), antiepatite virale B (Legge 27 maggio 1991 n. 165); tuttavia quello che secondo l'articolo risulterebbe effettivamente reperibile nei centri vaccinazione è l'«Infanrix Hexa», vaccino esavalente dal costo di quasi 100 euro, prodotto dalla società britannica Glaxo Smith Kline, che viene somministrato in un'unica soluzione e che, nella dose
diffusa, contiene gli antigeni per altre due malattie infettive la pertosse e la meningite; in questo modo, non sono disponibili in unica soluzione singolarmente i quattro vaccini obbligatori; e spesso senza una piena consapevolezza da parte dei genitori, in un'unica dose vengono somministrati ben 6 vaccini; l'articolo segnala poi come vi siano pericoli connessi alla presenza di metalli pesanti, quali il mercurio che, nonostante la messa al bando con il decreto ministeriale del 27 giugno 2003 e rassicurazioni in tal senso fornite dal Ministero della salute e dall'Istituto superiore di sanità, sarebbe ancora presente nell'Infanrix Hexa nella quantità di 10 ppb (parti di miliardo) ovvero 0,01 ppm (parti per milione) vale a dire 0,010 mg/litro come conferma uno studio indipendente di ricercatori australiani (Austin DW, Shandley KA, Palombo EA) «Mercury in vaccines from the Australian childhood immunization program schedule» (Journal of Toxicology and Enviromental health. Part A. 2010; 73(10):637-40) ....
 
se quanto riferito in premessa corrisponda al vero; se non ritenga il Governo di abolire tutti gli obblighi di vaccinazione lasciando facoltativa la scelta o, quantomeno, rendendo disponibile l'accesso a vaccini specifici per ogni singola malattia; se e come il Governo monitora i casi di persone danneggiate da vaccinazioni nel nostro Paese e comunque di quali dati disponga in merito il Governo;

come si intenda ovviare alla mancanza di informazioni come descritte in premessa e quali azioni si intendano promuovere per fornire alle persone un'informazione corretta sulle vaccinazioni in modo che dunque possa valutare e decidere caso per caso, considerando esclusivamente il rapporto rischio-beneficio. (4-18107)».


riferimenti:


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