31.7.14

SHARDANA SHIRARINDI


foto Gilan






di Gianni Lannes


Sardegna svegliati. Nessuno ha toccato questa territorio in mezzo al Mediterraneo, se non come un conquistatore, uno speculatore o un ospite incomprensivo. Oggi, piombano qui dall’estero per cercare ancora il petrolio a danno dell’ambiente e rapinare i semi della terra, cercando di colonizzarla come una landa  sperduta. I fieri autoctoni di questa isola dalla bellezza straordinaria, densa di storia e di tradizioni sono stufi dei predoni d’ogni latitudine e risma. Sono stanchi del peso dell’industria chimica. Non ne possono più di essere un laboratorio di sperimentazioni militari a danno della loro pelle.

La rinascita forse è già iniziata, grazie soprattutto alle donne: c’è una Sardinia felix, invisibile al torbido pantano della pseudo informazione tricolore. In loco le cose crescono lentamente, ma poi si radicano come le querce. Insomma, c’è tutta un’altra Sardegna che reclama il diritto alla vita, la garanzia del futuro, il rispetto della democrazia e della sovranità, la possibilità di esprimersi sulle questioni che riguardano la propria terra.

Allora, via le basi militari, bonifica integrale a carico degli inquinatori nazionali e stranieri secondo il principio internazionale “chi inquina paga”, ritorno alla naturalità e alla realizzazione concreta del bene comune. E' un cambiamento di paradigma: dall'economia all'ecologia.

1 commento:

  1. I shardana non l'avrebbero manco fatta avvicinare, quella gente

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