17.7.14

PALESTINA: GUERRA A TUTTO GAS





di Gianni Lannes

Se mi dai uno schiaffo massacro il tuo popolo. Un casus belli inventato dal governo ebraico per bombardare e invadere Gaza. Un solo esercito, una sola aviazione: un’azione di guerra - sostenuta dal governo di Washington a livello internazionale - contro un intero popolo, in particolare i civili.. E una sola vittima israeliana: un soldato. Tutte le altre vittime sono civili , donne e bambini palestinesi. Una sproporzione gigantesca tra offesa e reazione.    

In realtà, il nodo cruciale è lo sfruttamento esclusivo di un giacimento di idrocarburi nelle acque territoriali della terra santa, dinanzi a Gaza, del valore di miliardi euro. Nel 1999 ci fu un accordo per l’estrazione firmato da Yasser Arafat che vede un contratto tra British Gas Group ed una compagnia privata palestinese per l’estrazione del gas. L’operazione viene osteggiata ad arrestata dal governo di Tel Aviv - grazie anche ai buoni uffici di Tony Blair - che vuole invece arraffare tutto.

In ogni caso viene formato un nuovo governo di unità nazionale il 2 giugno 2014. Questo governo diventa decisivo per i progettati accordi tra Russia e Palestina e il 12 giugno, dieci giorni dopo, si consuma il cosiddettorapimento dei tre giovani israeliani.


Le radici di questo genocidio sono economiche. E’ questa la scoperta svelata da Michel Chossudovsky, docente di economia all’Università di Ottawa che spiega nel suo articolo War and Natural Gas: The Israeli Invasion and Gaza’s Offshore Gas Fields apparso l’8 gennaio 2009 su globalresearch.


Scrive il professor Choussudovsky:

«L’invasione militare della striscia di Gaza da parte delle Forze israeliane ha una relazione diretta con il controllo e con la proprietà di strategici giacimenti di gas al largo».
 Rivela il ricercatore indipendente, che le riserve di gas appartengono alla Palestina e che alla morte di Yasser Arafat e con l’elezione del Governo di Hamas, Israele di fatto ha preso il controllo dei giacimenti senza consultare Hamas. Infatti nel 1999 fu firmato un accordo tra l’Autorità Palestinese e la Bg, British Gas Group per i diritti di prospezione per gas e petrolio per 25 anni. Dopo una serie di vicende altalenanti, incontri, scontri e negoziati: «L’intenzione di Israele era evitare la possibilità che i compensi fossero pagati ai palestinesi. Nel dicembre 2007 la BG Group si ritirò dai negoziati con Israele e nel gennaio 2008 chiuse il suo ufficio in Israele».  
 
Così si giunge all’estate del 2008, il crocevia per la pianificazione in contemporanea di negoziati tra Israele e BG per lo sfruttamento del gas e l’invasione della Striscia di Gaza per togliere la proprietà dei giacimenti ai palestinesi:

«Cronologicamente la decisione di accelerare i negoziati con la British Gas (il gruppo BG) coincideva con la pianificazione dell’invasione di Gaza iniziata a giugno. Sembra che Israele si affrettasse a concludere un accordo con la BG Group prima dell’invasione, la cui pianificazione era già in una fase avanzata. Più che altro, questi negoziati erano condotti dal governo di Ehud Olmert, che era al corrente che un’invasione militare era allo studio».

L’operazione dell’invasione della Striscia di Gaza, conosciuta come “piombo fuso” nasce così nel giugno 2008 mentre proseguono i negoziati tra Istraele e BG fino all’ottobre dello stesso anno.

Si chiedeva Chossudovsky ben 5 cinque anni fa:

«Cosa possiamo aspettarci dopo l’invasione? Qual’è l’intenzione d’Israele per quanto riguarda il gas naturale della Palestina? Ci sarà un nuovo accordo territoriale, con lo stanziamento di truppe israeliane e/o la presenza “di forze per il mantenimento della pace”? Assisteremo alla militarizzazione della totalità del litorale di Gaza, strategico per Israele?».

riferimenti:


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