18.7.14

IL GIA' FASCISTA GIORGIO NAPOLITANO, A CAPO DELLO STATO TRICOLORE






 di Gianni Lannes


«Fin dal 1942, a Napoli, iscrittosi all’Università, ha fatto parte di un gruppo di giovani antifascisti e ha aderito, nel 1945, al Partito Comunista Italiano, di cui è stato militante e poi dirigente fino alla costituzione del Partito Democratico della Sinistra».


La biografia ufficiale del capo abusivo dello Stato italiano, presente sul sito online del Quirinale - da cui è tratto il precedente stralcio - almeno in un punto fondamentale non risponde alla realtà dei fatti documentati. Come mai sulla pagina internet della più alta carica dello Stato c'è una menzogna così eclatante? Cosa ha da nascondere il Napolitano? Questo sbianchettamento istituzionale è un'offesa al popolo italiano.


Giorgio Napolitano era un fascista che nel 1942 aderì volontariamente al Guf (Gruppo universitario fascista). Una verità infamante per la più alta carica dello Stato nonché garante di carta della Costituzione ormai stracciata con la firma (Prodi e D’Alema) il 12 dicembre 2007 del Trattato di Lisbona. Una verità inconfutabile quanto inconfessabile, occultata dai mass media di regime e dalle istituzioni dello Stato tricolore.

Napolitano ha collaborato attivamente al settimanale dei fascisti universitari di Napoli "IX maggio". Questo membro della casta non ha fatto alcuna guerra di resistenza al nazifascismo, a differenza di tanti altri. E invece di combattere la dittatura ha preferito imboscarsi all’isola di Capri, nella villa di un facoltoso amico. E soltanto a conflitto terminato (dicembre 1945) ha aderito al Pci. Un'adesione al fascismo quella di Napolitano maturata all'apice dei vent'anni di dittatura mussoliniana, dopo la promulgazione delle leggi razziali nel 1938, l'alleanza con Hitler e l'ingresso dell'Italia nella seconda guerra mondiale il 10 giugno 1940.

Perché Napolitano non ha mai rinnegato questo suo imbarazzante passato di militanza fascista e non ha mai sentito il bisogno di fare almeno un'autocritica pubblica? Invece ha dichiarato pubblicamente che «Il GUF era in effetti un vero e proprio vivaio di energie intellettuali antifasciste».

 

2 commenti:

  1. Napolitano è un traditore in tutti i sensi. Molti personaggi piu o meno famosi soprattutto del dopoguerra, hanno aderito al regime fascista in buona fede e di questo non è giusto addossare colpe, anche se la guerra civile del dopo 25 aprile ha ampiamente dimostrato il contrario, non risparmiando nemmeno i bambini.Questo sarebbe un primo grande esame di coscienza nazionale che il popolo italiano dovrebbe fare, se vuole fare pace con se stesso.
    Ciò non toglie che non solo Napolitano, ma anche altri politici del dopoguerra hanno fondato il loro potere sulla" religione della resistenza", in quanto molti di essi sono saltati sul carro degli invasori e dei traditori dopo l'8 settembre 1943, per approfittarne fino in fondo dopo il 25 aprile 1945, con il benestare dello zio Sam.
    Napolitano rest comunque il peggiore traditore della storia italiana. Vergogna italiana nel mondo.

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  2. (grazie a Gianni Lannes, da tempo giornalista senza paura)
    L'arte di arrangiarsi ha incorniciato da sempre quel tipo di perversione che accompagna molti personaggi nati o formati in quel contesto del cosiddetto "napoletano".Se poi questo sia il risultato delle vicende storiche di quel territorio, o se le vicende di quel territorio diano viceversa per risultato certi interpreti molto scadenti dell'umano genere, è come sempre una desolante via di fuga per chi si rifiuta di esercitare il diritto di riflessione critica. Oltre a tutto è legittimo affermare che l'onestà intellettuale non è da elencare tra le leggi di Mendel.

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