8.7.14

EMIGRATI E MIGRANTI: RAZZISMO E SCHIAVITU’

lager-  foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)
 forni crematori - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)


di Gianni Lannes

Nei lager nazisti derivati dall'eugenetica statunitense, non sono stati annientati solo ebrei, ma anche zingari, dissidenti politici, omosessuali, testimoni di Geova e menomati fisici. In Italia a quel tempo c'era San Saba e numerosi campi di concentramento cosiddetti "minori",  ignoti ai libri di storia, ma sparsi su tutto il territorio nazionale. Altro che "italiani brava gente", senza dire dei primi campi di sterminio in Europa, un secolo e mezzo fa, messi in opera dai Savoia in Piemonte e Lombardia, contro i soldati borbonici che non si erano sottomessi. Oggi lo Stato di Israele ha replicato il medesimo copione contro il popolo palestinese.

Chi odia non pensa e non ragiona, ma soprattutto non ama il prossimo. Le razze non esistono: c’è una sola famiglia umana composta da miliardi di persone tutte diverse ma tutte uguali. La diversità tra gli umani è di natura culturale. L'antropologia d'accatto edita anche da potenti case editrici, non spiega un bel niente, anzi spesso nasconde una verità universale, nota dalla notte dei tempi.
 la mia Africa - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

All’origine del razzismo ci sono l’ignoranza e la paura. Le ideologie totalitarie hanno sempre usato la xenofobia per diffondersi nel mondo e stabilire differenze artificiose tra gli individui umani. E’ un meccanismo per imporre la supremazia di un gruppo su altri. In parole semplici: è un modo di perpetrare la schiavitù sotto altre forme.




Migranti in Italia - foto Gianni  Lannes (tutti i diritti riservati)
Oggi il razzismo è soltanto molto più banale di un tempo passato, sia pure ritornato alla carica. Infatti, si punta facilmente il dito contro lo straniero (economicamente il più debole), su chi non ha lo stesso colore della pelle. Su questa base si fonda il sistema dell’esclusione e del rifiuto dell’Altro.

Ai più bassi livelli della scala gerarchica sociale i disorientati razzisti del terzo millennio hanno bisogno di spostare le cause dei loro problemi (insicurezza, precarietà, disoccupazione) su altri. Alla prova dei fatti gli immigrati non sono assolutamente responsabili del peggioramento delle condizioni di lavoro ormai super sfruttato. Invece, manipoli sparuti di razzisti altolocati sanno bene che la responsabilità è del sistema economico, ovvero del potere dominante che scatena appositamente guerre tra poveri, ma hanno bisogno di trovare in tutta fretta qualcuno “debole” su cui riversare il loro rancore, aizzando le masse popolari.

 la mia Africa - foto Gianni  Lannes (tutti i diritti riservati)
Il razzismo - impastato di odio e stupidità gretta - è una malattia che si debella attraverso uno slancio etico, con il sapere e la conoscenza. In una parola, nel riconoscimento della fratellanza umana. Spesso le religioni per interesse di pochi hanno fomentato e diviso l'umanità., scatenando carneficine su scala planetaria.

Per tre lustri della mia esistenza ho seguito con gli occhi del cronista gli esodi dei migranti dal sud mondo al sud dell’Europa: dagli sbarchi dei fratelli albanesi massacrati nel canale d'Otranto - a bordo della Kater I Rades - da una nave della Marina Militare di nome Sibilla, fino all’ecatombe di Lampedusa del 3 ottobre 2013. Bilancio finale: 153 superstiti e 366 morti: uomini, donne e 16 bambini annegati per aver cercato scampo dalla persecuzione e dalla fame di diritti e di cibo. Il Mediterraneo è un immenso cimitero non solo dell'antichità, ma più ancora della contemporaneità. Uomini, donne e bambini che avevano un’unica essenza, come la nostra, quella di esseri umani.

Migranti in Italia - foto Gianni  Lannes (tutti i diritti riservati)
Il Belpaese è ormai un crocevia di lager chiamati impropriamente centri di accoglienza, frutto della grettezza politica. Basta girare lo Stivale per rendersene conto, da nord a sud, ma soprattutto nel Mezzogiorno e nelle isole. E poi, questi "extra terrestri" quando scampano ai campi di concentramento “legalizzati” dello Stato tricolore, in ossequio ad un’Europa finta, di meri interessi economici e finanziari, non di popoli e di accoglienza,  finiscono triturati dallo sfruttamento nelle campagne e nelle fabbriche. Tanti, in particolare i bambini, sopravvivono all’addiaccio., in mezzo alla strada.

 Migranti in Italia - foto Gianni  Lannes (tutti i diritti riservati)

Gli “stranieri” di oggi non sono alieni: anch'essi sono nati sulla Terra e sono figli di Gaia. Con questo criterio disumano, ossia uno stigma che marchia un essere umano come una bestia nell'Unione europea, allora anche gli svizzeri e gli statunitensi dovrebbero essere chiamati "extracomunitari". Insomma, una palese assurdità che però viene continuamente alimentata dai mass media, dai governi eterodiretti e da certe organizzazioni partitiche.

Infine, non dimentichiamo le valigie di cartone dei nostri avi, trattati come bestie in America, in Svizzera, in Germania, anche solo nel Settentrione d’Italia, quando negli anni ’60 e ’70 a Torino e Milano non si fittavano le case ai meridionali. Non dimenticatelo mai, e non lasciate che il razzismo strisciante alberghi nei cuori umani, anche se si sopravvive sotto regime.

Migranti in Italia -  foto Gianni  Lannes (tutti i diritti riservati)

La crisi economica in realtà è una crisi morale, soprattutto ecologica. L’essere umano ha un unico debito, ma con madre Natura.

Nessun commento:

Posta un commento

Gradita firma degli utenti.