1.6.14

TAVOLIERE DI PUGLIA: PRIMATO EUROPEO PER INCENERITORI DI RIFIUTI




di Salvatore Esposito 



Fra inceneritori di rifiuti camuffati da centrali a biomasse e due centrali turbogas (San Severo e Candela), l'antica Daunia rischia il soffocamento da inquinamento industriale, se già non bastassero le scie chimiche che piovono dal cielo ad affaticare il respiro.
Un ex giornalista in solitaria, senza clamori sta arrestando legalmente la mega fabbrica Marcegaglia di diossine impiantata nel cuore della Daunia, grazie alla compiacenza delle autorità nazionali, regionali e locali. Inoltre, rischia di essere approvato un inceneritore anche a Torremaggiore, dopo l'approvazione di impianti simili in alcuni borghi dei Monti Dauni.

Purtroppo gli attacchi al territorio e alla vita sono innumerevoli, come dimostra l'autorizzazione regionale alla Enterra di Bergamo per l'ennesimo inceneritore collocato tra San Severo e Foggia (Rignano Garganico Scalo).

Non è tutto. Nel 2012 cinque deputati del Partito democratico, traendo spunto da un'inchiesta giornalistica, hanno presentato all'esecutivo Monti un'interrogazione scritta. Dopo due anni e tre governi, non è ancora giunta una risposta, mentre a livello locale amministrazioni di destra e di sinistra non hanno concretamente sfornato alcun atto contrario ad un inceneritore della Caviro di Faenza, addirittura a qualche chilometro dal mega impianto Marcegaglia non sottoposto all'obbligatoria valutazione ambientale strategica (VAS). 

I politicanti di destra e sinistra hanno sponsorizzato direttamente gli inceneritori. Ecco qualche nome utile: Raffaele Fitto, Nicola Vendola, Paolo Campo, Angelo Riccardi, (alla voce delibere di consiglio comunale), eccetera eccetera. Addirittura, carte e prove alla mano, qualche anno fa, il sindaco antesignano Moscarella (msi/an/forza italia/pdl/forza italia) aveva tentato infruttuosamente di impiantare proprio un inceneritore in zona. Poi gli è andata meglio - si fa per dire - con l'eolico e il pirp reale sito (2 milioni pubblici di euro elargiti dalla regione vendoliana e suoli pubblici concessi illegalmente ai soliti amiconi), per cui è stato reiteratamente denunciato unitamente ai suoi sodali da un imprenditore della zona. Sulla vicenda i fatti registrano una trasversale continuità affaristica tra destra e sinistra. Infatti nel 2011, con una delibera di consiglio comunale l'amministrazione Calvio (Piddì) invece di denunciare il malaffare ha avallato il sistema affaristico orchestrato sul Pirp che ha beneficiato i grandi elettori destrorsi Marseglia/Festa - messo in piedi da chi l'aveva preceduta. All'opposizione sulla carta c'era un certo Lorenzo Annese, arrestato dai carabinieri per traffico di rifiuti nel luglio 2012; infine lo stesso è passato a bordo di una porsche con la Calvio del Piddì. Alle votazioni del 25 maggio Annese è stato il più suffragato. Se al ballottaggio dell'8 giugno vincerà la Calvio il personaggio appena citato farà il vice sindaco o soltanto l'assessore? Ma questi dettagli a Bari e a Roma sono noti?

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Mentre i politicanti parassiti d'ogni colorazione hanno svenduto il territorio al miglior offerente (vedi impianti industriali eolici appiccicati ai Paesi e in suoli agricoli dove sono stati occultati rifiuti pericolosi), per fortuna, quell'ex giornalista, mettendo al bando la demagogia e le false promesse correnti ha consegnato all'ente Provincia di Foggia, l'unico vero atto di opposizione tecnica, sostenuto dalla firma di qualche migliaio di persone sensibili e coscienti del pericolo, arrestando per la seconda volta consecutiva la minaccia Caviro. Lo stesso ex cronista con l'appoggio di gran parte della cittadinanza ha fatto anche bocciare dalla Regione il progetto del cementificio veneto Grigolin (che avrebbe bruciato rifiuti industriali) ad Apricena.





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