2.6.14

ROBERT KENNEDY: IL PIU' BEL DISCORSO DEL MONDO






(discorso tenuto da Robert Kennedy  all'università del Kansas il 18 marzo 1968)


di Robert Kennedy


«Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jones, nè i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere o l'onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell'equità nei rapporti fra di noi. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani».


Robert Francis Kennedy, chiamato affettuosamente, Bobby (Brookline, 20 novembre 1925 – Los Angeles, 6 giugno 1968), era il fratello di John Fitzgerald Kennedy e di Ted Kennedy. 

Se John e Robert Kennedy, contrari alla guerra, non fossero stati assassinati su commissione del complesso militar-industriale, sicuramente il mondo non sarebbe nella tragica condizione attuale.

Già ministro delle giustizia durante la presidenza del fratello John, si candidò alle elezioni presidenziali del 1968, partecipando alle elezioni primarie del Partito Democratico. Morì in seguito ad un attentato all'indomani della sua vittoria nelle elezioni primarie di California e Dakota del Sud.
Nella sera tra il 4 giugno ed il 5 giugno 1968, nella sala da ballo dell'Ambassador Hotel di Los Angeles, Bob Kennedy incontrò i suoi sostenitori per festeggiare la vittoria elettorale conseguita nelle primarie della California. Dopo il discorso di saluto vennero esplosi colpi di pistola contro di lui sotto gli occhi dei reporter e dei teleoperatori al suo seguito.  In base all'autopsia eseguita dal dottor Noguchi (vedi il libro di Noguchi "Il cadavere interrogato, rispose"), Kennedy presentava un foro d'entrata del proiettile nella tempia destra e la foto scattata subito dopo la sparatoria, rivela una ptosi palpebrale tipica di una lesione cerebrale. Le conclusioni di Noguchi furono completamente ignorate, alimentando il sospetto che il colpo mortale sia stato esploso da un membro dello staff di Kennedy, mentre il presunto sparatore, Sirhan Sirhan che si era presentato frontalmente alla vittima, avrebbe avuto solo il ruolo di specchietto per le allodole, in modo da distrarre i presenti, mentre il vero assassino agiva indisturbato. Kennedy morì all'alba del 6 giugno. Aveva 42 anni.  

«Amore, saggezza, solidarietà per coloro che soffrono, giustizia per tutti, bianchi e neri»
(Discorso pronunciato da RFK dopo l'assassinio di Martin Luther King nel quale condanna "le divisioni, l'odio, la violenza e l'illegalità").


 















 




Nessun commento:

Posta un commento

Gradita firma degli utenti.