26.6.14

MARI D'ITALIA: NIENTE BANDIERE BLU MA VESSILLI NUCLEARI

Pisa: centrale nucleare militare - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)


di Gianni Lannes


Estate 2014: nei mari d'Italia al posto delle bandiere blu, ora sventolano più che mai vessilli nucleari, in particolare nel santuario dei cetacei. Come nel caso della Toscana e del parco di Migliarino San Rossore. Lo Stato Maggiore della Difesa prima ha occultato le scorie solide nella pineta in riva al Mar Tirreno, poi ha trasformato impunemente l'area in una discarica bellica. Il 15 novembre 2013 è iniziato lo sversamento dei liquidi radioattivi della piscina di raffreddamento del reattore nucleare del Cisam (Centro interforze studi per le applicazioni militari) di San Piero a Grado (Pisa). L'operazione, a seguito di un decreto militare che sgancia le autorizzazioni al decommissioning dagli organi civili, è gestita dai militari del Cisam con la collaborazione e il supporto tecnico di Arpat, Enea e Ispra, per mezzo della ditta appaltatrice Lainsa.

Nel corso del procedimento di smaltimento, che si concluderà nel 2020, dovranno essere trattati e
sversati nel canale dei Navicelli ben 750mila litri di liquidi nucleari, per poi defluire in mare depositandosi nei sedimenti, entrando nella catena alimentare.


Pisa: piscina del reattore nucleare Galilei - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

L'acqua del reattore Galilei contiene ancora radioisotopi quali cesio 137, stronzio 90 e trizio. Ciò che rimane di tali radioisotopi viene concentrato per essere smaltito nel deposito temporaneo dei
rifiuti radioattivi attraverso l'immissione in un evaporatore sottovuoto immesso nei depuratori comunali.

L'operazione di smaltimento del primo lotto dei liquidi (30 metri cubi), dopo l'assenso ricevuto
dall'Enea, durerà 5 giorni, per cui ad essere sversato nel canale Navicelli ogni settimana è un
quantitativo di acqua contaminata pari a 4,5 metri cubi al giorno.

Il ruolo di Enea appare si riduce a quello di mero laboratorio di analisi, mentre la predisposizione della "formula di scarico", che dovrebbe essere responsabilità dell'ente appaltante, il Cisam, viene trattata dalla ditta esecutrice dei lavori. In base al decreto legislativo 17 marzo 1995, numero 230, e successive modificazioni e secondo i relativi decreti attuativi, per immettere nell'ambiente materiali radioattivi, è necessaria l'autorizzazione di organi civili attraverso la "formula di scarico" prodotta da un esperto qualificato in radioprotezione iscritto nell'elenco del Ministero del lavoro e della previdenza sociale. Il decommissioning del reattore costituisce a tutti gli effetti un'attività di natura industriale-civile con possibili quanto rilevanti ricadute sulla salute della popolazione e sull'ambiente, come testimonia il fatto stesso di voler sversare le acque provenienti dalla piscina del reattore al di fuori del sito militare del Cisam.

L 'attività di trattamento dei rifiuti radioattivi dovrebbe essere sottoposta alle prescrizioni autorizzatorie
proprie della legislazione civile e alle relative direttive in materia di valutazione di impatto ambientale
(VIA) ove applicabili, cosa che non sta avvenendo. potrebbe essere considerato critico da un punto di vista tecnico anche il trattamento dell'acqua radioattiva, ovvero l'evaporazione sottovuoto, che potrebbe risultare non adeguata al fine di eliminare i componenti radioattivi più leggeri come il trizio. 


riferimenti:

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=cisam

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