5.6.14

IL GOVERNO RENZI INNESTA LA RETROMARCIA CONTRO LA PEDOFILIA





 di Gianni Lannes


Italia corrente: culla del diritto e tomba della giustizia. Il 4 marzo 2014 il capo dello Stato pro tempore, Giorgio Napolitano ha emanato il decreto legislativo numero 39: “Attuazione della direttiva 2011/92/UE relativa alla lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile”, in attuazione della direttiva europea 2011/92/UE.



Il provvedimento controfirmato dal presidente del consiglio Matteo Renzi, e dai ministri Orlando, Mogherini e Padoan, (in Gazzetta Ufficiale numero 68 del 22 marzo 2014), entrava in vigore dal 6 aprile 2014. Ma il 3 aprile il governo ha innestato improvvisamente la retromarcia sulla norma che avrebbe imposto a tutti gli enti che impiegano a qualunque titolo personale a contatto con i bambini, di farsi consegnare il certificato penale, in modo da accertare l'eventuale esistenza di precedenti penali per abusi sessuali su minori. Appunto la sera del 3 aprile scorso dagli uffici del Guardasigilli Andrea Orlando viene diramata una circolare e due note interpretative che dimezzano il campo di applicazione della legge, esonerando a tutti gli effetti il microcosmo del volontariato dall'obbligo di certificazione antipedofili. Il testo del decreto legge, infatti, si applicava indistintamente a tutte le aziende, pubbliche e private, ma anche a tutti gli enti no profit. Dalle squadre di tutti gli sport, agli scout, alle parrocchie, alle scuole di musica, agli asili nido, chiunque adibisse personale a rapporti con bambini avrebbe avuto l'obbligo di schedarlo.  

L’Unione europea  il 27 ottobre 2011 aveva disposto sanzioni più severe per abusi sui minori. il Parlamento europeo aveva approvato questa direttiva e gli Stati membri avevano due anni per recepire tali disposizioni nella loro legislazione nazionale.

La circolare del Ministero della Giustizia e due note interpretative dell’Ufficio legislativo del Ministero della Giustizia sostengono che l’obbligo del certificato penale vale solo per i neo assunti e per rapporti di lavoro subordinato o parasubordinato. Se poi il datore di lavoro è un privato basta un’autocertificazione da parte del lavoratore. Esclusi da ogni obbligo coloro che già lavorano, gli occasionali e i collaboratori e tutto il mondo del volontariato. Nell’attesa di disposizioni definitive che arriveranno in sede di conversione in legge qualche consiglio per essere in regola. Tale assurda ed incostituzionale interpretazione sostiene infatti che a dover consegnare il proprio certificato penale al datore di lavoro devono essere solo e soltanto coloro che saranno assunti a partire dal 7 aprile 2014 con regolare contratto di rapporto di lavoro con l’esclusione di enti e associazioni di volontariato. Esclusi anche tutti i lavoratori autonomi e gli occasionali, insomma tutti coloro la cui collaborazione non sia strutturata all’interno di un definito rapporto di lavoro subordinato o parasubordinato. Se poi il datore di lavoro è un privato basta che il neo assunto produca un’autocertificazione.

E’ questo un ennesimo caso di come in Italia più delle leggi valgono le interpretazioni delle normative, anche se queste disattendono completamente le intenzioni del legislatore, ma soprattutto il buon senso calpestando al contempo la Costituzione republicana. Allora, di che stupirsi se nel Belpaese soltanto nel 2013 sono spariti più di 3 mila minori e nessuno si interroga pubblicamente, ma soprattutto se il primo ministro Renzi ha ospitato a Firenze in un convegno un noto e violento pedofilo (Rodolfo Fiesoli) più volte arrestato e condannato per violenza contro i bambini, e se il governo Renzi non risponde agli atti parlamentari sulla pedofilia e la violenza contro i minori. In un Paese civile in situazioni simili cadono all'istante i governi palesemente telecomandati, ed eticamente squalificati.

Ciò che più provoca la nausea è l'assuefazione al peggio ormai innescata nelle persone, che neanche si indignano a parole. Nel frattempo, ancora una volta, i pedofili italidioti - ben inseriti nel sistema di potere politico - ringraziano per il trattamento governativo di favore.




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1 commento:

  1. Che schifooo !!!! Le istituzioni che coprono simili crimini contro i bambini. Persone depravate e maniacali che volutamente decidono di fare del male a dei bambini. E spesso avviene proprio all'interno della famiglia . Altro che evoluzione ... Qualcuno già allora aveva detto che per le persone che commettono questo crimine sarebbe miglior sorte per loro mettersi una pietra al collo e gettarsi in mare. Ma sono una minoranza dalle cui scelte non dobbiamo farci infettare ma combattere con il nostro sano esempio di vita e sostenendo chi li sta combattendo a livello istituzionale. Il libero arbitrio, la libera scelta l'abbiamo proprio per questo. Gli animali meglio di noi...loro nascono senza libero arbitrio poiché nascono già con la scelta istintiva di stare da parte del bene.

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