3.6.14

GANZER: IL GENERALE DEI CARABINIERI CONDANNATO PER TRAFFICO INTERNAZIONALE DI DROGA

il generale dei carabinieri Giampaolo Ganzer


di Gianni Lannes

«Traditore per smisurata ambizione». Questa una delle motivazioni per le quali i giudici dell’ottava sezione penale di Milano hanno condannato a 14 anni di carcere il generale del Ros Giampaolo Ganzer, all’interdizione dai pubblici uffici e alla sanzione di 65 mila euro. Correva il 12 luglio 2010 quando arrivò questa sentenza di primo grado (8255/10). Secondo il Tribunale, il comandante del Reparto operativo speciale dell’arma, fiore all’occhiello dei Carabinieri, tra il 1991 e il 1997 «non si è fatto scrupolo di accordarsi con pericolosissimi trafficanti ai quali ha dato la possibilità di vendere in Italia decine di chili di droga garantendo loro l’assoluta impunità», dunque «Ganzer ha tradito per interesse lo Stato e tutti i suoi doveri tra cui quello di rispettare e fare rispettare la legge».
Tutto questo possibile perché «all’interno del raggruppamento dei Ros c’era un insieme di ufficiali e sottufficiali che, in combutta con alcuni malavitosi, aveva costituito un’associazione finalizzata al traffico di droga, al peculato, al falso, al fine di fare una rapida carriera».

In Italia la legge - com'è abbastanza noto - non è uguale per tutti, basta vedere come se la spassa il massone piduista Silvio Berlusconi, alla testa di "forza italia". Un altro intoccabile: il generale Ganzer è rimasto al suo posto di comando fino alla pensione. Il 13 dicembre 2013 la condanna sia pure ridotta a 4 anni e 11 mesi di reclusione è stata confermata in appello.

La pm Maria Luisa Zanetti aveva chiesto 27 anni per il generale Ganzer, ma il tribunale aveva ridotto la condanna a 14 anni, in quanto la Corte presieduta da Luigi Capazzo non ha riconosciuto il reato di associazione a delinquere. Ma non ha concesso nemmeno le attenuanti generiche all’alto ufficiale, in quanto «pur di tentare di sfuggire alle gravissime responsabilità della sua condotta, Ganzer ha preferito vestire i panni di un distratto burocrate che firmava gli atti che gli venivano sottoposti, dando agli stessi solo una scorsa superficiale». Secondo i giudici, inoltre «Ganzer non ha minimamente esitato a fare ricorso a operazioni basate su un metodo assolutamente contrario alla legge ripromettendosi dalle stesse risultati di immagine straordinari per sé stesso e per il suo reparto». 17 i condannati nel processo, tra cui il narcotrafficante libanese Jean Bou Chaaya (tuttora latitante) e molti carabinieri: il colonnello Mario Obinu (ai servizi segreti) con 7 anni e 10 mesi, 13 anni e mezzo a Gilberto Lovato, 10 anni a Gianfranco Benigni e Rodolfo Arpa, 5 anni e 4 mesi a Vincenzo Rinaldi, 5 anni e 2 mesi a Michele Scalisi, 6 anni e 2 mesi ad Alberto Lazzeri Zanoni, un anno e mezzo a Carlo Fischione e Laureano Palmisano.

La clamorosa condanna del generale Ganzer fu accolta tra il silenzio dell’allora ministro della Difesa Ignazio La Russa, la solidarietà dell’allora ministro dell’Interno Roberto Maroni e la difesa dell’ex procuratore antimafia Pierluigi Vigna, benché questa brutta vicenda che “scuote l’arma” avrebbe dovuto portare alla sospensione della carica e quindi del servizio di Ganzer, in ottemperanza all’articolo 922 del decreto legislativo 15 marzo 2010, la cosiddetta “norma di rinvio” che dice: «Al personale militare continuano ad applicarsi le ipotesi di sospensione dall’impiego previste dall’articolo  4 della legge 27 marzo 2001, numero 97” che attiene alle “Norme sul rapporto tra procedimento penale e procedimento disciplinare ed effetti del giudicato penale nei confronti dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche” e che all’articolo 4 dice espressamente: “In caso di condanna, anche non definitiva, per alcuno dei delitti indicati all’articolo 3 comma 1, i dipendenti sono sospesi dal servizio». Tra i delitti considerati c’è pure il peculato, reato contemplato nella sentenza a carico di Ganzer.

Eppure, da allora, il generale Ganzer è rimasto in carica fino alle pensione e nessun ministro (La Russa allora, Di Paola dopo), tantomeno  il capo dello Stato e capo delle forze armate pro tempore Giorgio Napolitano, gli ha fatto rispettare la legge.

Ganzer ha continuato a dirigere il Ros, ad occuparsi di inchieste della portata di Finmeccanica, degli attentatori dell’ad di Ansaldo Roberto Adinolfi, senza contare le presenze ai dibattiti sulla legalità al fianco dell’ex sottosegretario del Pdl Alfredo Mantovano, suo grande difensore. Infine, indisturbato Ganzer ha lasciato il comando del Reparto. Non per l’infamante condanna ridotta ma confermata in appello il 13 dicembre 2013 (4 anni e 11 mesi di reclusione). Ma “per raggiunti limiti d’età”, e andare in pensione. Da «Traditore per smisurata ambizione» a fruitore di (smisurata?) pensione. Protetto dagli uomini delle istituzioni e alla faccia di chi la legge la rispetta.
Tutto normale nel paese colonia a stelle e strisce, dove la droga si smercia impunemente nelle basi USA e NATO. No, in uno Stato di diritto non è normale che un generale, che ricopre un incarico così importante nei Carabinieri, rimanga al suo posto nonostante fosse stato indagato, rinviato a giudizio e poi addirittura condannato a 14 anni di carcere per reati gravissimi. Né è normale che resti al suo posto nonostante sia stato condannato anche all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. No. Non è normale. E non è da Paese civile.

Quale credibilità mostra di avere uno Stato che consente a un generale dell’Arma, condannato in primo grado e in appello, di continuare a restare al suo posto e di proseguire negli arresti? Poca o nessuna. Una mancanza di credibilità che genera l’ennesimo ossimoro istituzionale: un generale condannato che arresta degli indagati. Stride non poco, vero? Ancora più stridente è poi vedere il Generale condannato mentre illustra i particolari degli arresti in una conferenza stampa. Tradotto: nonostante la condanna, si è deciso di lasciarlo al suo posto, senza nemmeno avere l’accortezza di evitare inopportune apparizioni.  

riferimenti:





  

8 commenti:

  1. Ovviamente nessuno commenta. Se c'è da commentare "Fischio Rossi" o la "Giuventus" o qualche pagliacciata di sagra paesana o di concerto "tutto esaurito", tutti la sanno lunga e si sbracciano per dire cazzate vuote di significato e cariche di inutili sproloqui. Sulle questioni serie tutti tacciono, lividi di paura e cambiano rapidamente discorso. Davvero un "grande popolo, campioni del mondo, a tutti i costi!". E dire che i primi a farne le spese di queste situazioni sono proprio i Carabinieri onesti, messi da parte come arnesi inutili, o buttati allo sbaraglio quando c'è da rischiare e faticare. Ci sarebbe da ringraziare anche un certo Dalema di cui Lannes si è scordato, tutto preso dalle sue monomanie contro gli americani totipotenti e buoni per accusarli di ogni nefandezza (dovesse non sciogliersi il sangue di San Gennaro, anche di quello sarebbero incolpati) salvo attendersi sempre da loro la soluzione di tutti i problemi del mondo. Le cose da dire e che l'episodio suscita sono infinite. Ne basti una: una volta che i magistrati, più correttamente, quei magistrati, si assumono una responsabilità che va nel senso della Costituzione Repubblicana e dell'uguaglianza di fronte alla legge, si trovano ad averne una eco come nel vuoto assoluto: il nulla! Ed è questo il Paese reale, ragazzi!

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  2. Sul guerrafondaio D'Alema in questo diario internautico c'è ampia e variegata letteratura!

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  3. vergogna totale di uno stato fallito, andava condannato a risarcire milioni di euro e doveva pagare con i soldi suoi e di tutti i suoi eredi. questo stato si accanisce con i poveri ma mantiene al suo posto certi criminali . stato fallito !!!

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  4. vergogna italiana!!! una delle tante

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  5. Qualche estate fà il ' viscido' Dalema si è permesso di scontarsi l'aragosta a suo piacere sull'isola dell' Asinara comprata da pescatori locali, caro Dalema la prossima volta ' tolgo' il tappo alla tua barca almeno 'costei' muore con dignità e non con te a bordo

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    1. C'è ancora qualcosa da commentare, se non sono ladri non li votiamo, poi troviamo: tangenti per posti di lavoro, per ingresso all'Università e chi più né ha più né mette, ci sarebbe da scrivere per anni non pensiamoci più ma non mi rassegno.

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  6. Un commento lo faccio volentieri, per chi stá attaccando senza conoscere la veritá. Al comando del Generale Ganzer si sono disintegrate decine di colossali bande di importazione e vendita di droghe. Operando, Ganzer, sicuramente in forma illegale, peró con fini e risultati indiscutibili! Ho lavorato con lui e posso dire che é stato un Generale unico e insostituibile, infatti nessuno ha avuto il coraggio di cancellarlo....anche perché, imbecilli che non siete altro, voi che non sapete un cazzo e vi permettete di fare le morali, nessuno dei politici menzionati aveva la coscenza pulita ed un Generale dei Carabinieri, deve conoscere sempre tutto o é un imbecille! Gianni Lannes, sarai anche un giornalista coraggioso, (cose che si scrivono!) peró non parlare di chi non conosci, o i Generali dei Carabinieri li vorresti tutti imbecilli vero? Non fare l'eroe, se non conosci la veritá!

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  7. Buongiorno Bruno

    «Traditore per smisurata ambizione». Questa una delle motivazioni per le quali i giudici dell’ottava sezione penale di Milano hanno condannato a 14 anni di carcere il generale del Ros Giampaolo Ganzer, all’interdizione dai pubblici uffici e alla sanzione di 65 mila euro

    e da qui in poi tutto doveva procedere diversamente,
    è vero la legge in Italia non è uguale per tutti e questo noi imbecilli lo sappiamo lo abbiamo capito e i fatti lo dimostrano .

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