11.5.14

PENA DI MORTE E MORTE PER PENA

Sardegna: scie chimiche - foto Gianni Lannes




   di  Corrado Leoni

Gentilissimo Gianni Lannes,

mi permetto di darti del tu, è ormai da diverso tempo che ti seguo attraverso il tuo blog e con viva attenzione. Ti scrivo per dare una testimonianza, una delle tante, di quello che sta accadendo sulle nostre teste, sempre inchinate a guardare l’asfalto, sempre troppo pesanti di conti da pagare, oppure distratte dal vuoto.

Già prima di leggere i tuoi interessanti e importanti articoli seguivo l’argomento delle scie chimiche. E già avevo notato, abituato come sono a guardare il cielo, che qualcosa stava, sta accadendo. Ma ciò che si vede non è la realtà. Così vogliono farci credere. Vogliono farci credere che non siamo in grado di capire ciò che vediamo chiaramente ogni giorno.

Abito a Guspini, un paese di poco più di 12.000 persone, in cui continuamente il cielo viene attraversato da profonde ferite bianche che si espandono fino a velarlo completamente. A una trentina di chilometri c’è la base militare di Capo Frasca.

In questi ultimi anni tutti, qui, abbiamo assistito ad un aumento di patologie tumorali e di problemi legati alla tiroide. Ma siamo in Sardegna e i sardi sono esposti in maniera particolare a certi problemi di salute. Così dicono, così vogliono farci credere. Ma in passato non era così.

Tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre dell’anno scorso, prima dell’alluvione, il cielo è stato cosparso in maniera indicibile e a bassa quota. Risultato, oltre all’alluvione, problemi articolari più diffusi a distanza di circa uno o due mesi. Ormai due più due non fa più quattro, ma fa cinque. E chi dice diversamente è un complottista o comunque uno che ha bisogno di essere curato secondo le loro linee guida.

Non abbiamo bisogno di farci additare la Luna, sappiamo benissimo dove è la Luna e come è fatta, ma il dito distrae e la Luna scompare. Non abbiamo bisogno di dirci come dobbiamo pensare o come dobbiamo vedere o quello che dobbiamo vedere. Abbiamo una mente e un cuore e dobbiamo solo usarli e camminare sulle nostre gambe. E dobbiamo usare la nostra coscienza, non dobbiamo lasciarla che dorma o sonnecchi: deve essere ben desta.

Ma io sono solo un uomo che vede e ricorda come era il cielo negli anni ottanta, come erano le nuvole, ricorda il profumo dell’aria e della terra di settembre al contatto con le prime piogge. Sono un uomo che non crede ai dogmi e alle bugie che ripetute cento volte alla fine divengono verità: non sono verità, le bugie restano tali e sempre sotto gli occhi di tutti. Se solo si aprissero. Prima, però, bisogna aprire la mente e il cuore e sentire l’urlo di Madre Terra.

Grazie di tutto! Con tutto il cuore!


1 commento:

  1. Ciao Corrado.
    Grazie per il tuo intervento.
    Anche io riesiedo nell'isola e guardo da tanto,troppo tempo ciò che stanno facendo sulle nostre teste e che ha ripercussioni sulla salute e sul clima.
    E'giunta l'ora però di agire,di far capire agli autori di tutto ciò,che alcuni di noi si sono svegliati e altri(purtroppo ancora troppo pochi)lo stanno facendo.
    Se sei disponibile puoi chiedere la mia e-mail in redazione e così ci si può sentire per poter iniziare a costruire qualcosa di concreto per coinvolgere quante più persone possibile.
    Ti saluto.
    SamBellamy

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Gradita firma degli utenti.