27.5.14

LE BASI USA DELLA GUERRA AMBIENTALE SEGRETA CONTRO L'UMANITA'



di Gianni Lannes



Prove ufficiali e scientifiche schiaccianti. Chi nega l'evidenza è complice attivo di un crimine contro il genere umano. La guerra ambientale in atto è decollata così, ed è stata infine perfezionata dal folle scienziato Teller nel 1997 (un piano devastante presentato proprio in Italia).


Ecco un estratto dal memorandum inviato al brigadiere generale L.R. Groves (direttore del progetto Manhattan) il 30 ottobre 1943 da James Bryant Conant (presidente dell’Università di Harvard e presidente del Consiglio nazionale della ricerca per la difesa, e dai premi Nobel Arthur H. Compton e Harold C. Urey. I passaggi salienti del documento ufficiale sottoposto a segreto:

«E’ accluso un riassunto del rapporto scritto dai dottori James B. Conant, presidente, A.H. Compton e H.C. Urey, componenti un sottocomitato, il Comitato esecutivo s-1 “sull’uso dei materiali radioattivi come arma militare”. Viene raccomandato che una decisione sia ottenuta da un’Autorità competente che autorizzi il lavoro supplementare pertinente all’uso dei materiali radioattivi affinché questo Paese possa essere pronto per l’uso di tali materiali o essere pronto a difendersi contro l’uso di tali materiali. Viene raccomandato il seguente programma:

a.     Formazione immediata di un gruppo di studio e ricerca all’Università di Chicago sotto la supervisione del genio militare dell’area. Assegnazione a questo gruppo di individui competenti che stiano già lavorando a munizioni che diffondano polvere o liquidi e a test sul campo di sostanze per la guerra chimica, che provengano dal Consiglio di ricerca della difesa nazionale;

b. assegnazione di un ufficiale competente nell’attività di guerra chimica al Genio militare dell’area di Chicago, che entri in familiarità con esso e che lavori al problema grazie agli studi dell’Università di Chicago. Questo ufficiale dovrebbe avere esperienza nell’uso pratico di armi da guerra al gas;

c. la responsabilità dell’organizzazione di cui sopra sarebbe:
(1) sviluppare gli strumenti per il rilevamento e la misura di radiazioni, ampliare le attuali attrezzature della Victoreen Company e preparare un’ordinazione di prova per gli strumenti di questa azienda;
(2) effettuare studi teorici pertinenti ai metodi, ai mezzi e alle attrezzature per la diffusione di materiale radioattivo come arma di guerra;
(3) condurre test sul campo in località isolate, come gli impianti di Clinton o di Sanford, usando materiale tracciante non radioattivo;
(4) preparare un manuale d’istruzioni per l’uso di queste armi radioattive o per la difesa da queste armi radioattive. Questo manuale sarebbe simile a quello ora usato dal servizio di guerra chimica per la guerra con i gas.



2. Come strumento di guerra con il gas, il materiale dovrebbe essere frantumato in particelle di dimensioni microscopiche per formare la polvere e il fumo e dovrebbe essere diffuso da un proiettile sparato da terra, o dai veicoli di terra, o da bombe aeree. In questa forma sarebbe inalato dalle persone. L’ammontare necessario per provocare la morte a una persona che lo inala è estremamente piccolo. E’ stato valutato che un milionesimo di grammo che venga accumulato nel corpo di una persona sarebbe mortale. Non ci sono metodi di cura conosciuti per questi casi. Due fattori sembrano aumentare l’efficacia come arma in forma di povere radioattiva o di fumo. 

Questi sono:
(1) non può essere rilevata dai cinque sensi;
(2) può essere distrutta in forma di fumo o di polvere così sottile che attraverserà anche il filtro di una maschera antigas in quantità abbastanza grandi da essere estremamente dannose.
Un fattore negativo nella sua efficacia come arma è quello che in forma di polvere o di fumo il materiale è così finemente polverizzato che si comporta con le stesse caratteristiche di un gas sparso velocemente ed è quindi soggetto a tutti i fattori (quali il vento) che lavorano in senso contrario al mantenimento di alte concentrazioni per più di alcuni minuti sopra una zona stabilita.



a.     Uso possibile da parte del nemico. E’ ritenuto che la guerra radioattiva possa essere usata dai tedeschi per i seguenti scopi:
(1) rendere le zone evacuate inabitabili;
(2) contaminare piccole aree critiche come aeroporti, scali, ferrovie;
(3) come gas tossico radioattivo per colpire le truppe;
(4) contro le grandi città, per scatenare il panico e colpire le popolazioni civili.
Per l’uso in città, viene stimato che le concentrazioni dovrebbero essere estremamente alte per annullare l’effetto di protezione dei palazzi.
I dottori Compton e Urey, due membri del comitato, hanno temuto che il materiale radioattivo potesse essere utilizzato dai tedeschi contro le Nazioni Unite nell’autunno del 1943. Il dottor Conant apparentemente non sembrava essere d’accordo con questa ipotesi.
Uso da parte degli Stati Uniti. Fa parte delle raccomandazioni di questo sottocomitato che, se le autorità militari ritenessero che gli Stat Uniti debbano essere pronti a usare armi radioattive nel caso il nemico le abbia usate per primo, gli studi su questo argomento dovrebbero iniziare immediatamente.



3. Gli usi militari possibili dei materiali radioattivi sono i seguenti:
(1) come agente inquinante del terreno. Per essere usati in questo modo, i materiali radioattivi verrebbero dispersi sul terreno dalla terra o dall’aria, se il nemico controllasse il territorio. Per rendere impraticabile il terreno all’una o all’altra parte, se non al prezzo di esporre il personale a radiazioni nocive.
Le stime indicano che questi materiali potrebbero essere prodotti dai tedeschi in tali quantità che ogni quattro giorni 2 miglia quadrate di terreno potrebbero essere contaminate da un’intensità media di radiazioni di 100 roentgen l giorno a una quota di 3 piedi (90 cm, ndA) sopra il livello del suolo.
L’esposizione giornaliera (100 roentgen per l’intero corpo) provocherebbe disabilità temporanea, un minor periodo di esposizione provocherebbe una disabilità minore, l’esposizione per un’intera settimana provocherebbe la morte. Gli effetti su una persona probabilmente non sarebbero immediati, ma sarebbero ritardati per giorni o forse per settimane secondo l’ammontare dell’esposizione. L’esposizione a cinque-dieci volte la concentrazione descritta renderebbe disabili in un paio di giorni e, per una durata di esposizione dai tre ai cinque giorni, i danni sarebbero mortali.
Le zone contaminate in questo modo da materiale radioattivo rimarrebbero pericolose fino a quando non avvenisse il lento naturale deperimento del materiale, che potrebbe richiedere settimane e perfino mesi. Su superfici dure e piane, una certa decontaminazione potrebbe essere compiuta lavandola con acqua, ma per terreni di tipo medio nessun metodo di decontaminazione è conosciuto. Non sembra possibile produrre nessun efficace vestiario per la protezione del personale;
(2) come strumento di guerra con gas. Il materiale sarebbe frantumato in particelle di formato microscopico e verrebbe distribuito da proiettili lanciati da veicoli da terra, da aeroplani, o dalle bombe aeree in forma di polvere o di fumo o disciolto in liquido. In questa forma, verrebbe respirato dalle persone. La quantità necessaria a causare la morte di una persona che inala il materiale è estremamente piccola. Un importo infinitesimale che si accumula nel corpo di una persona sarebbe mortale in alcuni giorni o settimane a seconda della quantità assorbita e del livello della radioattività. Non ci sono metodi di cura conosciuti che siano efficaci per questo tipo di problemi.
Le zone contaminate in questo modo da polvere e fumi radioattivi rimarrebbero pericolose finché fosse mantenuta un’alta concentrazione del materiale. N queste forme, i materiali hanno le stesse caratteristiche di un gas che si dissipi rapidamente ed è improbabile che le concentrazioni intense possano restare per più di alcuni minuti sopra una zona data. Tuttavia, possono essere diffuse come polveri fini del terreno dai venti, dal movimento dei veicoli o delle truppe ecc e rimarrebbero come un rischio potenziale per un lungo periodo.
Questi materiali possono anche essere usati in modo da entrare nel corpo non per inalazione, ma tramite ingestione. Possono essere contaminati i bacini idrici o i pozzi o gli alimenti, provocando un effetto simile a quello che deriva dall’inalazione delle polveri o del fumo. Una produzione di quattro giorni potrebbe fornire materiale radioattivo per contaminare un milione di galloni d’acqua, in misura che un quarto di gallone, bevuto ogni giorno, probabilmente provocherebbe la disabilità o la morte nel tempo circa di un mese.




4. Dalle fonti interne.
VIE RESPIRATORIE. Il dottor Wollan ha valutato che un’0accumulazione di un millesimo di curie di materiale ad alta energia, emettitore di raggi beta, produrrebbe un’esposizione di circa 100 roentgen al giorno ai polmoni. Purtroppo, non ci sono dati sperimentali sul deposito dei prodotti di fissione né sull’azione dei raggi beta sulle superfici bronchiali e alveolari.
Le particelle più grandi di 1 micron di dimensione è probabile che vengano trattenute nel naso, nella trachea o nei bronchi e poi è probabile che vengano portate con il muco sulle pareti alla media di mezzo o un centimetro al minuto. Per quelle minori di 1 micron è più probabile che siano depositate negli alveoli in cui rimarranno indefinitamente o che vengano assorbite nel sistema linfatico o nel sangue. La probabilità del deposito delle particelle di polvere in qualsiasi zona nelle vie respiratorie dipende dal ritmo respiratorio, dalle dimensioni delle particelle, dalla loro natura fisica e chimica e dalla loro concentrazione nell’atmosfera. Quindi la probabilità di un prodotto di fissione di causare danno ai polmoni dipende dall’insieme di tutti questi fattori.
Mentre sono disponibili soltanto informazioni frammentarie che il disturbo si manifesti come irritazione bronchiale che si mostra dopo alcune ore o alcuni giorni, secondo la dose. Immediatamente non produce disabilità tranne che per dosi nelle aree prossime a 400 o più roentgen al giorno. L’effetto più serio sarebbe un danno permanente che si manifesti dopo mesi, causato dalla continua irradiazione delle particelle ingerite anche se l’irradiazione è lenta. Sembra che i gas chimici possano colpire meglio e più rapidamente per quanto riguarda le superfici delle pelle e i polmoni. I raggi che emettono radiazioni beta, invece, avrebbero effetti più permanenti che si manifestano mesi dopo l’esposizione.



TRATTO GASTROINTESTINALE. I prodotti di fissione che emettono radiazioni beta potrebbero essere introdotti nel tratto gastrointestinale da acque contaminate, da alimenti, o dall’aria. Dall’aria entrerebbero nel muco del naso, poi nella gola e nei bronchi ecc, e verrebbero inghiottiti. Gli effetti sarebbero quelli di un’irritazione localizzata, come nei bronchi, e sarebbe necessaria un’esposizione alla stessa quantità come nei bronchi. Lo stomaco, l’intestino cieco e il retto, dove le sostanze rimangono più a lungo che in nessuna altra parte, sarebbero le aree più probabili a essere influenzate. E’ prevedibile che potrebbero essere prodotte ulcere e perforazioni dell’intestino, in seguito anche la morte, anche senza che vengano mostrati i tipici effetti generali delle radiazioni.

CIRCOLAZIONE SANGUIGNA E TESSUTI. I prodotti di fissione emettitori di raggi gamma possono essere assorbiti dai polmoni o dal tratto gastrointestinale e confluire nel sangue in modo da distribuirsi in tutto il corpo.

Questo documento contiene informazioni che interessano la difesa nazionale degli Stati Uniti nei termini della Legge sullo spionaggio, u.s.c. 50:31 e 32. La trasmissione o la rivelazione delle informazioni in esso contenute in qualsiasi modo a una persona non autorizzata è proibito dalla legge».



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