22.5.14

ITALIA: MAFIA DI STATO








di Antonio Esposito


In un belpaese di smemorati ecco alcuni fatti di dominio pubblico da non far cadere nell'oblio, poiché riguardano un uomo libero e indipendente che si batte da sempre per la collettività, pagando di persona anche per le storture giudiziarie. Attentati e minacce di morte, anche con armi in pugno puntate contro di lui, non sono riusciti a piegarlo, ma l'hanno indotto ad abbandonare il suo lavoro - dove gli è stata fatta tabula rasa - e a tentare di mettere al sicuro i suoi cari. Purtroppo, in Italia i mass media, telecomandati e subordinati al sistema di potere, non hanno alcuna intenzione  di sfiorare la cancrena in espansione che ha già annientato servitori dello Stato e giornalisti.

Il suo punto debole, come per qualunque altro essere umano è la famiglia che ha già vissuto momenti critici. E lo Stato che fa? Dopo l’ennesimo attentato gli accorda una scorta della Polizia di Stato 24 ore su 24, salvo revocargli la protezione dopo quasi due anni, con una semplice telefonata (il 19 luglio 2011: anniversario della strage di via D'Amelio) di un funzionario del ministero dell’Interno, senza uno straccio di motivazione. A tal riguardo sono stati presentati numerosi atti parlamentari (interrogazioni e interpellanze) a ben tre governi (Berlusconi, Monti, Letta), ma non è mai giunta dai vertici dello Stato la benché minima risposta.

Dal 2008 ad oggi l’ex giornalista ha presentato una miriade di denunce circostanziate e documentate a: Guardia di Finanza, Carabinieri e Polizia di Stato. Risultato? La magistratura (Procura della Repubblica di Foggia) brancola ancora nel buio.
Singolari coincidenze. La notte fra l'1 e il 2 luglio 2009, ignoti fanno saltare in aria la sua auto. L’indomani l’ex cronista - nel corso di un’inchiesta sui crimini impuniti della NATO - avrebbe dovuto intervistare per conto della Rai a Napoli (trasmissione “LA STORIA SIAMO NOI” di Minoli) Giulio Russo Krauss. Ovviamente l’appuntamento salta e così anche la realizzazione del documentario, ovviamente mai portato a termine e mai andato in onda. Per la cronaca, il professor Russo Krauss muore improvvisamente qualche mese dopo.

Il 5 novembre 2009 all’ex giornalista ignoti bruciano l’auto. Il giorno seguente si fa vivo di persona un capitano dei carabinieri che rivela all’ex segugio testualmente: “Non si tratta di vendette postume in ragione del suo lavoro pregresso, ma di segnali intimidatori relativi alle sue indagini giornalistiche attuali”. 

Questo attentato precede di soli 9 giorni la pubblicazione del libro NATO: COLPITO E AFFONDATO. Un volume che ha consentito alla Procura della Repubblica di Trani di riaprire un fascicolo archiviato nel 1997, su una strage perpetrata dalla NATO a danno di poveri pescatori italiani. Più recentemente il magistrato incaricato delle indagini ha presentato una rogatoria al governo degli Stati Uniti d’America, che però, non ha prestato alcuna collaborazione.

Nel frattempo l’ex giornalista ha portato a termine diverse inchieste scottanti, tra cui,  le indagini sulle navi dei veleni e sulla strage di Ustica. A tutt’oggi, non c’è ancora un editore disposto a pubblicare questi lavori di scavo che hanno ormai dissolto certi misteri della colonia tricolore a stelle e strisce. Ovviamente l’ex cronista si è occupato anche di parecchie altre vicende scomode per il sistema di potere nazionale e internazionale. 

Infine, l'ex giornalista lancia l'idea di costituire un Coordinamento nazionale ed organizza l'evento per il 2 giugno a Roma: “VERSO L’ITALIA LIBERA”
DA BOMBE ATOMICHE,  SCIE CHIMICHE E DITTATURE! E ancora una volta, dopo aver evidenziato il vero volto di ciarlatani e venduti che in materia dominano la scena, guarda caso, dal nulla spuntano le ombre di morte.


Sia ben chiaro l’ex giornalista non chiede proprio niente allo Stato privo di sovranità in cui dominano poteri sovranazionali, ma è bene che la gente sappia qual è il livello di persecuzione in atto, nonché il livello di degrado istituzionale.




http://www.corriere.it/cronache/12_gennaio_30/giornalista-denuncia-ecomafia-e-riceve-minacce_350f33c2-4b42-11e1-8fad-efe86d39926f.shtml 

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=FRANCESCO+PADRE 


A chi vuole approfondire si consiglia la lettura del libro TACI INFAME. VITE DI CRONISTI DAL FRONTE DEL SUD (Milano, IL SAGGIATORE, 2010 - Premio Siani 2010), in particolare il paragrafo Il cronista più censurato d'Italia (pagine  213-226)

http://www.booksblog.it/post/6397/taci-infame-di-walter-molino

1 commento:

  1. Sembra che ci siamo arenati. Questo articolo, molto ben scritto, evidenzia come gli sforzi di chi lotta per far venire a galla la verita' falliscano miseramente in quanto neppure le autorita' competenti (carabinieri, magistratura) sembra abbiano il potere e la voglia di addentrarsi nei campi minati. Quindi? Siamo alpunto di partenza: l'informazione e' vitale, infatti questo blog ha prodotto grandi risultati in termini di presa di coscienza di chi non si accontenta della versione ufficiale e vuole la verita'. Ma non basta, in quanto la conoscenza e' perfettamente inutile se non si traduce in azione. Quindi che fare?
    Dopo le minacce e l'oscuramento, sembra chiaro come la comunicazione via internet si ritorca contro. Internet, come spesso ripeto, e' la piu' potente arma di controllo, mascherata da frontiera della liberta'. Quindi non rimane che tornare ai vecchi metodi: comunicazione solo via posta tradizionale, telefoni pubblici, incontri faccia a faccia.

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