5.5.14

ITALIA, INQUINAMENTO NUCLEARE CRONICO: UN RAPPORTO ISPRA




rapporto ISPRA 2011



di Gianni Lannes



Fase di declassamento, decontaminazione e smantellamento di un impianto
nucleare, che ha lo scopo di giungere alla demolizione dell’impianto e alla
rimozione di ogni vincolo dovuto alla presenza di materiale radioattivo nel
sito. E' la traduzione del vocabolo inglese decommissioning, un'attività affidata dallo Stato alla Sogin nel 2000. Allora, tutto regolare, tutto a posto, nessun inquinamento dello Stivale? Macché, a parte la voragine di denaro pubblico drenato agli ignari contribuenti attraverso una voce della bolletta elettrica. Gli esperti di turno hanno sempre certificato che la contaminazione radioattiva era dovuta all'incidente di Chernobyl del 26 aprile 1986. Invece non è assolutamente vero, come attestano anche questi dati dello Stato italiano e le ricerche scientifiche degli ultimi 50 anni, nonché il caso dei cinghiali radioattivi in Valsesia. Non va dimenticato, come insegna la letteratura scientifica che dosi infinitesimali di radioattività sono in grado di innescare cancro, malformazioni e mutagenesi negli esseri viventi. La soglia biologica di sicurezza è zero.

Ecco l'ultimo riscontro ufficiale disponibile al pubblico, riferito agli scarichi nucleari nel 2010, tra cui figura anche il Plutonio 239 che vanta un'emivita di 24.400 anni. Non compaiono i riferimenti alla centrale nucleare militare in Toscana. La quantità di scorie complessive, ammonta a 28 mila metri cubi, a fronte invece dei numeri Sogin che prevedono un deposito per rifiuti radioattivi a bassa e media attività, ma non ad alta (da confinare nel sottosuolo), di ben 90 mila metri cubi. Una discrepanza molto ampia a fronte del reale fabbisogno. Intanto, una conferma: la sicurezza sanitaria non è stata mai realmente assicurata, da quando negli anni '50 questa follia atomica si è radicata nei vertici istituzionali del Belpaese. Un dettaglio: nel 2010 il deposito Avogadro Fiat Avio a Saluggia risulta ancora "in attività con rifiuti non condizionati".

Un giorno la storia umana non perdonerà la nostra attuale ignoranza, l'insensibilità, il cinismo e l'egoismo. I conti con la Natura prima o poi si pagano, grazie anche a politicanti che hanno disastrato l'Italia, attentando impunemente alla vita della popolazione. Un certo danno ambientale e sanitario è irreversibile.

 rapporto ISPRA 2011

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