9.5.14

IL DEBITO ECOLOGICO CON MADRE NATURA

il tramonto di Gaia - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)





di Gianni Lannes




L’economia capitalistica è una lente deformante della realtà: qualsiasi ricetta riformistica è priva di buonsenso. Il fatto che le sedicenti società “avanzate” misurino il progresso attraverso l’aumento del prodotto interno lordo (pil), implica erroneamente che si può progredire nello sviluppo soltanto producendo e consumando più merci, e pertanto sfruttando sempre più le foreste, le miniere, il suolo, il sottosuolo, le acque, i mari, gli oceani, e gli esseri viventi compreso l’essere umano, ed inquinando sempre più l’ecosistema terrestre. L’attuale economia di mercato, ovvero di rapina, è però incompatibile con l’integrità ambientale.

Luce foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

Finché il diritto imperante considera le creature viventi “cose” e non esseri viventi, esso sarò cieco di fronte alla possibilità che questi possano diventare soggetti di diritti.
La conseguenza è la negazione di qualsiasi dimensione sacra o spirituale a qualsiasi forma di vita della Terra. Gli unici diritti riconosciuti dal diritto dominante sono quelli applicabili in tribunale, e possono essere detenuti solo dagli umani o dalle persone giuridiche come le aziende. Dalla prospettiva distorta dei sistemi giuridici in vigore sul pianeta Terra, ciò significa che miliardi di altre specie viventi sono fuorilegge e come tali sono effettivamente trattate.



Acqua:  il principio della vita -   foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

Il decantato “progresso” della moderna civiltà è solo una sottile copertura della catastrofe globale in atto, acuita dalle sperimentazioni militari e dalle guerre per sete di dominio.

A parte le risorse limitate in Natura, il possesso di beni materiali - macchine, denaro, case, oggetti, persone - non ha niente a che vedere però con il benessere, la giustizia sociale, la felicità, la libertà e la democrazia. Ergo: va mutato il paradigma, altrimenti sarà la fine.

Mediterraneo -   foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

Viviamo tre crisi simultaneamente: ecologica, energetica, finanziaria. Ma tutte e tre hanno un’unica causa: il dominio dell’avidità. Non esiste alcun debito economico, ma solo un debito ecologico con la Natura. Vale a dire: la sommatoria di tutti i sovraconsumi accumulati negli anni; ovvero, eccedere le capacità rigenerative degli ecosistemi sfruttati dall’uomo.

  foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

La Terra perde una superficie forestale pari a 65 campi di calcio al minuto: la deforestazione miete superficie alberate ad un ritmo di 13 milioni di ettari l’anno.
L’uomo ha svuotato mari e fiumi delle varie forme di vita rubando più di quello che Gaia offre. Negli ultimi 30 anni i vertebrati selvatici sono diminuiti del 30 per cento. La salinizzazione colpisce 30 milioni degli attuali 260 milioni di ettari di terre irrigate. Il consumo energetico tra il 1961 e il 2001 è cresciuto del 700 per cento. E stanno per scatenarsi le guerre per l'oro blu. La prossima sete: c'è chi spreca l'acqua e chi neanche beve. 10.400 litri d’acqua per produrre un solo hamburger. Capitolo a parte lo zio Sam: una minaccia bellica per tutto il mondo civile. E il tasso di voracità disumana continua ad aumentare. Se vivessimo tutti come gli abitanti degli Stati Uniti d’America, avremmo bisogno di altri 5 pianeti. Mentre se vivessimo come gli inglesi ce ne vorrebbero solo tre. In Italia ci accontentiamo di un pianeta e mezzo. In compenso è stata chiusa la banca mediterranea del seme naturale a Bari, e la vicenda non ha avuto l'eco di una notizia.

Patriarchi verdi-  foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

Per migliaia di anni gli esseri umani hanno soddisfatto i loro bisogni utilizzando solo gli interessi del capitale Natura. La soglia critica è stata superata nel 1986. E siamo in rosso da allora, in attesa di rimanere a secco da un momento all'altro.

E piomberà la fame nera. Così inizierà la resistenza dura contro l’impero dei consumi e il  saccheggio della Natura. I mass media controllati dai fantasmi arroganti del capitalismo diffondono apatia, disimpegno, modelli artificiosi, l’idea che ogni resistenza è velleitaria. Invece. Occorre tornare all’essenza della vita, approdare alla bellezza primigenia, e mutare il paradigma: dalla velocità alla lentezza. La Terra è anarchica per natura, rigetta le scelte calate dall’alto, imposte da mutanti telecomandati.

 Mediterraneo -  foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)



Gli esseri umani non sono gli unici figli della Terra ad avere diritti e la fonte dei diritti non risiede nelle leggi dell'uomo. Il primo principio del nuovo diritto universale deve basarsi sulla salute e sulla prosperità dell'intera comunità di Gaia, al di sopra degli interessi di qualsiasi società di capitali.

Sulle ali del vento -  foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

La biosfera può soddisfare i bisogni di tutti se l'economia globale rispetta i limiti imposti dalla sostenibilità naturale e dalla giustizia sociale. 

Come ci ha ricordato Gandhi: "La Terra ha abbastanza per i bisogni di tutti, ma non per l'avidità di alcune persone".

 foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

Allora, vanno sovvertite realmente le priorità: allo sfruttamento delle risorse naturali ed umane, è necessario contrapporre la tutela dei beni, ma soprattutto della vita.


Adagio in G Minor di Albinoni:

4 commenti:

  1. Non abbiamo nessun bisogno della ripresa della crescita come vogliono farci credere, ma ben si di una decrescita lenta per tornare ad un sfruttamento della biosfera ché non danneggi gli ecosistemi. E fattibile, serve solo la volontà politica.
    13 milioni di ettari di foresta saccheggiati ogni anno non danno l'idea del problema. Togliendoci due zero arriviamo ai chilometri quadrati, e dunque, 130'000 chilometri quadrati, cioè più di tre volte la superficie della Svizzera ogni anno, o più di un terzo dell'Italia (330'000 km2 + o -).
    Non c'è mai stato nessuna crisi in nessun reparto delle organizzazioni umane. Tutte sono state ideate per favorire l'accaparramento del potere da una ristretta élite psicopatica.
    E chiaro ché le attività umane e lo sfruttamento di Gaia devono essere drasticamente ridimensionati, ma nostra madre Terra può accoglierci tutti, anche 7 miliardi e provvedere ai nostri bisogni. E l'avidità di pochi ché falsa i calcoli. Farebbero bene gasarci ancora di più perché il giorno in cui dovranno renderci conto degli abusi demenziali si sta avvicinando!

    RispondiElimina
  2. Come dice il compianto Prof. Emilio Del Giudice "L'Economia è un fatto intrinsecamente patologico."
    E più rifletto più mi sembra abbia ragione, anche senza scomodare la fisica quantistica.
    https://www.youtube.com/watch?v=kBRTy6LL5qE

    RispondiElimina
  3. Dici giusto occorre un cambio di paradigma oppure sarà la distruzione, così non si può continuare, certo è che anche il popolo bue ci mette del suo.
    Se gli euro-americani riducessero il consumo di carne del 30% ci sarebbero risorse per tuttti gli abitanti del pianeta senza più guerre inutili.
    Quello che si può fare è scegliere il meglio, smettere di bere e mangiare cose che inquinano e fanno pure male alla salute, ma se poi da macdonald c'è la fila e la bottega equa e solidale non ci và nessuno non lamentiamoci se le cose vanno come vanno.

    RispondiElimina
  4. GRAZIE GIANNI IL 25 APRILE SONO 2 ANNI CHE MI SONO TRASFERITO IN 1 FRAZIONE DELL'APPENNINO EMILIANO PRATICAMENTE 1 RISERVA NATURALE SOLO ADESSO CAPISCO IL RISPETTO PER LA NATURA E CERCO DI VIVERE IN ARMONIA CON ESSA

    RispondiElimina

Gradita firma degli utenti.