2.4.14

UN MORTO SU 5 PER INQUINAMENTO ATMOSFERICO: IL REGISTRO NAZIONALE INES E' FERMO AL 2002, PERCHE'?

Torino: scie chimiche - foto Antonio Bassi




di Gianni Lannes

E' in atto un silenzioso genocidio ben pianificato da chi comanda. La nocività è ormai una strategia istituzionale dello Stato tricolore e della cosiddetta Unione europea. Veleni disseminati dall'alto dei cieli, sepolti nella terra, affondati nei mari, accastastati nei fiumi, dispersi nei laghi. Veleni che fanno ammalare e poi ammazzano migliaia di persone, puntualmente ogni giorno, nell'indifferenza dello Stato, dei governi, delle regioni, e della stessa collettività.

Scie chimiche e inceneritori di rifiuti: una sinergia mortale. E così non c'è niente di meglio per assassinare lentamente, senza dare troppo nell'occhio, una popolazione ignara, inerme. Si ottiene un aumento dell'infertilità, tossicità organica e un irreversibile inquinamento ambientale che miete vittime inesorabilmente, ma di cui, chi controlla i governi fantoccio tricolore non tiene la contabilità pubblica. Male che vada, se qualcuno osa svegliarsi o si usano la maniere forti, oppure si adoperano gli esperti telecomandati e prezzolati per tacitare gli animi.

I veleni tracimano dagli ospedali, trasudano dalle scuole, traspirano dal cuore delle città e dei paesi. Siamo in pericollo quando respiriamo, beviamo e ci nutriamo. 

Ogni anno nel belpaese un italiano su cinque muore per cause ambientali e l’inquinamento dell’aria ne uccide quasi 9 mila. Questo allarme inascoltato è stato lanciato nel 2007 da Roberto Bertollini, direttore del programma salute e ambiente dell’Organizzazione mondiale della sanità. I numeri basati su statistiche ufficiali ma non reali, purtoppo oltre che essere datati sono ampiamente sottostimati. In realtà, sarebbero circa 20 milioni le persone che in Italia sopravvivono in territori a gravissimo rischio ambientale. Questi dati sono ben celati meglio di un segreto di Stato, dai governi tricolore che si passano il timone per conto terzi.

Attualmentei riscontri ufficiali sull'inquimento dell'aria in Italia sono congelati da 12 anni. Non è un caso. Allora il governo Berlusconi ha siglato con l'esecutivo United States of America, un accordo sulle sperimentazioni climatiche. Da allora impeversa anche nei nostri cieli l'aerosolterapia bellica: una sorta di chemioterapia di massa. E non a caso, appunto, i dati sull'inquinamento dell'aria che respiriamo non sono stati più aggiornati al pubblico.

Secondo il Cnr, gli italiani che vivono in zone inquinate, ad alto rischio per la salute sono 8,6 milioni. Si tratta di almeno 311 comuni, compresi Milano e Torino. Lungo lo Stivale ci sono infatti migliaia di siti ad elevato rischio: 54 siti di interesse nazionale, altri 6 mila di interesse regionale, 58 con elevata contaminazione da amianto, 1.550 siti minerari quasi tutti dismessi e 1.142 stabilimenti sono a rischio di incidenti rilevante.
«In Italia il 20 per cento della mortalità - ha spiegato Bertollini - è riconducibile a cause ambientali prevenibili. Le aree della Pianura Padana, insieme ad alcune zone di Olanda e Belgio, sono tra le più soggette all’inquinamento, in particolare delle polveri sottili».
Secondo il Cnr, una media di 8.220 morti l’anno è da attribuirsi agli effetti a lungo termine delle concentrazioni di Pm 10 superiori ai 20 mg/m3, il che equivale al 9 per cento della mortalità negli over 30 per tutte le cause escluse gli incidenti stradali. «Milano e Torino - ha aggiunto Bertollini - sono tra i centri in Europa caratterizzati dai più alti valori di concentrazione di Pm 2,5. Ossia il particolato fine».

Preoccupanti le conseguenze sulla salute: il particolato entra subito nella circolazione del sangue. «Secondo le linee guida dell’Oms - conclude Bertollini - il Pm 2,5 dovrebbe attestarsi sui 10 mg per metro cubo, mentre a Milano e Torino tocca regolarmente i 35/40 mg per metro cubo».

«L’attuale situazione in materia di qualità dell’aria in aree urbane e industriali – si legge nel rapporto - è particolarmente grave per quanto riguarda le polveri, l0’ozono, i metalli pesanti. Per tali inquinanti, soprattutto nei grandi centri urbani, si registrano spesso superamenti e dei valori limite stabiliti dalla legge».

Che hanno fatto di male i bambini? Di quali colpe si sono macchiati per essere puniti così? Sulla durezza della pena non c'è alcun dubbio: li constringiamo a sopravvivere in città avvelenate, respirando polveri tanto sottili quanto pericolose che la legge volutamente ignora. Pm 10, Pm 2,5: sigle che indicano problemi ma ssicurano solo guai alla salute. Questa micro polveri si depositano nel loro sistema repiratorio, pronte a scatenarsi contro corpi giovani e indifesi. Ben sappiamo gli effetti che avranno queste particelle inquinanti sui loro organismi, e per la verità anche sui nostri.

1 commento:

  1. Adesso gli Stati non possono piu rimanere in Ombra, perche la maggior parte dei cittadini sa tutto quello che gli eserciti di molti Stati , ci stanno avvelenando lentamente. con combinazioni che loro stessi manipolano, e dicendo bugie, per ci fanno capire che fanno tutto per il nostro bene.

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