30.4.14

NOCIVITA': STRATEGIA GLOBALE DI DOMINIO

di Gianni Lannes 

Il male invisibile è sempre più tangibile: la nocività come strategia globale di dominio. Prendiamo le scie chimiche: oggi diversi testimoni oculari dalla Puglia e dalla Sardegna hanno segnalato il grave fenomeno. Dalle immagini si evincono in cielo delle griglie, ordite dai velivoli militari che irrorano di sostanze tossiche costantemente i centri abitati con il beneplacito del governo Renzi (quel montato dal sistema che ha minacciato trattamenti sanitari obbligatori a chi segnale le scie chimiche) imposto dal capo abusivo dello Stato. 

E’ in atto un progetto globale, non si tratta di avvistamenti sporadici o disorganizzati, bensì ben pianificati dalla NATO e dall’Aeronautica militare tricolore.
Quali conseguenze? L’invadenza militare è un tumore che genera metastasi reali nella disattenta popolazione. Le basi della guerra sono ormai dentro casa, anzi dentro gli umani che il sistema di potere dominante pretende ammalati e schiavi. Si è in balìa dell’industria della sofferenza: armi e medicinali.

Un altro cancro sociale è il segreto di Stato usato per coprire crimini di ogni genere. Gli enti pubblici di controllo sanitario sono indotti a svendere le rispettive competenze per la propria sopravvivenza professionale.

Si sopravvive in ambienti contaminati, stressanti e rischiosi, condannati alla totale subalternità al mercato, irreggimentati dall’informazione propagandistica, deviati da scelte elettorali aleatorie e grullesche.

La pervadente ingerenza bellica è l’emblema dei passi che stanno portando alla completa militarizzazione del territorio nazionale e dell'Europa nuclearizzata con centinaia di ordigni nucleari United States of America in violazione palese del Trattato di non proliferazione atomica, a seguito del clima di guerra globale cui la superpotenza egemone sul capitalismo internazionale sta conducendo la Terra.

Si tratta di guerre pretestuose sotto la copertura del patto atlantico e colpi di Stato per l’accaparramento di risorse energetiche e strategiche. Tuttavia, non tutto è perduto. Ora sta a noi fare la differenza: lamentarsi non serve a niente e a nessuno, tantomeno implorare il carnefice. Non abbiamo che da perdere le catene. Le dittature si abbattono con astuzia, intelligenza e creatività, perché non accettano riforme.

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