16.4.14

NAVI DEI VELENI: STATI E MULTINAZIONALI DEL CRIMINE NEL 2014



Italia -  foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati) 

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 di Gianni Lannes



U
n’inchiesta sul campo a 360 gradi che non guarda in faccia a nessuno! Solo qualche numero documentato: 203 navi dei veleni e un migliaio di container imbottiti di scorie. Il fenomeno va retrodattato a partire dagli anni '60. A proposito la Rigel, affondata il 21 settembre 1987, individuata dal capitano di corvetta Natale De Grazia, assassinato il 12 dicembre 1995 in ragione delle sue indagini sull'affondamento sospetto di 180 carrette del mare, non è stata colata a picco come sostiene la vulgata generale, inclusi tutti gli esperti che hanno scritto libri in materia e compilato fior di articoloni, senza mai però mettere piede in mare, a 20 miglia dalla costa calabrese, bensì a 35 miglia NNE a largo di Capo Spartivento

  Ecco qualche documento sulla Rigel affondata con un carico mascherato di scorie radioattive, su cui si è pronunciata definitivamente la Cassazione il 10 maggio 2001, dopo la condanna del Tribunale di La Spezia nel 1995 e della Corte d'Appello di Genova nel 1999. Questa è la prova giudiziaria, che attesta inequivocabilmente l'esistenza del fenomeno, sempre negato dallo Stato, dai governi, compresa la Prestigiacomo e Grasso (attuale presidente del Senato). A proposito: al largo di Cetraro, purtroppo, c'è proprio la Cunski. 

Il governo Renzi finalmente vuole incaricare il prelievo di qualche campione? Ed ecco la famigerata pagina dell'agenda di Giorgio Comerio, mai decifrata dagli inquirenti. Infatti, c'è pure un riferimento all'Agip. L'Eni, infatti, aveva un settore nucleare, anzi gestiva ed era proprietaria della centrale atomica di Borgo Sabotino (Latina), non ancora bonificata nonostante la Sogin sia stata incaricata dal 1999. Quell'impianto nucleare produceva non solo scarti micidiali, ma anche plutonio. Il rifornimento di uranio giungeve dalla Gran Bretagna e veniva riprocessato al centro Enea della Trisaia (alla voce: società Combustibili Nucleari con sede a Milano e a Rotondella in provincia di Matera).

l'agenda sequestrata a Comerio Giorgio


Il mare è vita, ma invece i governi. Prove alla mano, ecco come l’Europa e gli Stati Uniti d’America hanno ridotto l’Italia e i suoi mari: in una discarica chimica e nucleare a cielo aperto e fondali tombali. Dentro questa indagine mirata, nonostante attentati, minacce di morte e impedimenti di vario genere, c'è il lavoro sporco dei servizi segreti e delle organizzazioni criminali propriamente dette. Lo Stato italiano, come altri stati occidentali del resto, ha iniziato ad inabissare scorie nucleari nel 1967. Ecco una prova ufficiale  della Commissione europea:




Libri per re-agire! Sono stati interpellati 10 tra i maggiori editori italiani: ma tutti si sono defilati con scuse banali o commerciali. In realtà, hanno soltanto timori politici. Alcuni tra i più quotati non hanno proprio risposto!

Poiché il problema irrisolto al momento, è di estrema rilevanza pubblica, e ne va della salute degli ecosistemi naturali e di milioni di esseri umani che vivono nello Stivale e si affacciano ai mari Adriatico, Jonio e Tirreno, a meno che salti fuori all’ultimo momento una casa editrice che abbia il coraggio civile di pubblicare questa immensa e dettagliata opera di indagine, decolla adesso l’iniziativa di pubblicare comunque questo libro corredato da un documentario video e da un mare di prove, con il concreto sostegno economico di chiunque abbia realmente a cuore la vita.
 
Il progetto editoriale prevede la stampa di 10 mila copie cartacee a cui sarà allegato un dvd. E’ una sorta di regalo di Natale, poiché i tempi previsti per pubblicare l’opera e distribuirla in Italia - se i finanziamenti saranno raggiunti positivamente - sono di almeno 8 mesi. Dunque, prima presentazione il 12 dicembre 2014.
Il costo previsto si aggira sui 14 mila euro, equivalenti al 20 per cento delle spese sostenute per realizzare l’inchiesta giornalistica durata 5 anni.

Basta misteri di Stato: la gente ha il diritto di sapere la verità dei fatti. La catastrofe ha una matrice e una responsabilità, o meglio irresponsabilità criminale decisamente europea, non solo italiana. Il livello è semplicemente stragistico solo a valutare gli incalcolabili effetti biologici.

L'Italia non deve più essere la discarica di Germania, Francia, Svizzera, Gran Bretagna, Belgio, Olanda, Israele, United States of America, e così via. SU LA TESTA!
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