7.4.14

MAR JONIO: AFFONDAMENTO UNITED STATES OF AMERICA DI GAS CHIMICI DALLA SIRIA ALLA DISCARICA ITALIA








di Gianni Lannes


Un crimine annunciato. L'ennesima follia degenerativa dei fantocci di Stato tricolore. L'Italia non solo è la discarica degli scarti nucleari dell'Europa, ma soprattutto la prostituta prediletta degli Stati Uniti d'America da ben 70 anni. Lo zio Sam può fare quello che vuole, ossia il porco comodo suo con la vita di cittadine e cittadini italiani, e nessuno si oppone nel belpaese delle banane. Poiché un'azione del genere di inquinamento deliberato, ha necessariamente ripercussioni sanitarie sulla popolazione residente di Calabria, Sicilia, Lucania Puglia e non solo.

Dopo il rifiuto dell’Albania, il Governo italiano (Enrico Letta) grazie al silenzio assenso del capo abusivo dello Stato (Giorgio Napolitano), violando le normative nazionali e internazionali (Convenzione di Aarhus, Convenzione di Londra, Trattato di Barcellona) ha messo a disposizione il porto di Gioia Tauro senza minimamente interpellare la popolazione della Calabria, ha elargito addirittura 3 milioni di euro (denaro dell'ignaro contribuente), per finanziare l’operazione di smaltimento illecito. Infine, ha consentito ai padroni di Washington di inabissare al  largo delle costa italiana, scarti di sostanze tossiche, cancerogene, mutagene e teratogene. Quali saranno gli effetti sulla fauna e sulla flora marina? E sulle persone che vivono nei territori costieri adiacenti al sito di inabissamento?

Come è noto a chi ha studiato un minimo di biologia marina, il Mediterraneo impiega circa un secolo per il ricambio delle acque superficiali. Nell’area di affondamento dell’arsenale (proibito dalla Convenzione di Parigi del 1993), mai resa nota a livello ufficiale dalle autorità italiane, vivono e si riproducono balenottere, capodogli, delfini e tartarughe caretta caretta.

A tutt’oggi è quantomeno assordante il silenzio delle cosiddette associazioni ambientaliste tricolori quotate in tv, anch’esse telecomandate e foraggiate dall’estero. In compenso sull’argomento hanno pontificato al grido di “bufala bufala”, esperti di ogni calibro che, però non hanno mai visto il Mar Jonio, non hanno mai fatto un'immersione subacquea in mare aperto, non hanno mai incontrato sott'acqua una creatura marina, nemmeno in cartolina e neanche immaginano quali siano le conseguenze in termini di danno ambientale sull’ecosistema mediterraneo, e di riflesso sui litorali italiani.

Chi ha deciso di mettere a disposizione le aree marine prospicienti la nostra Penisola, in zona di protezione ecologica? Quali sono le ragioni di questa scelta così scellerata?
Ecco la risposta contraddittoria e menzognera che ha dato il  vice ministro degli affari esteri Lapo Pistelli, che forse commette una gaffe e attesta che simili operazioni avvengono spesso a Gioia Tauro. Pistelli ha asserito che comunque l’operazione di distruzione avviene lontano dalla zona di protezione ambientale italiana, ma senza indicare le coordinate di affondamento. Insomma, una catastrofe da manuale di autolesionismo collettivo, un capolavoro all’italiana di servilismo e di miopia ecologica:

«…Ha inoltre messo a disposizione, come da richiesta dell'OPAC per dare esecuzione al piano, un porto, successivamente identificato dalle competenti autorità nazionali a Gioia Tauro, per un'operazione di trasbordo degli agenti chimici. La decisione sull'identificazione del porto è stata prerogativa italiana ed è stata adottata, a seguito di attenta concertazione interministeriale, al massimo livello politico. Il processo di selezione ha tenuto conto dell'esigenza di garantire le massime condizioni di sicurezza e di tutela ambientale. Il porto di Gioia Tauro effettua già normalmente operazioni di trasbordo di materiali chimici analoghi a quelli di provenienza dalla Siria… Il piano per la distruzione delle armi chimiche siriane, come ampiamente illustrato il 16 gennaio 2014 dal direttore generale dell'OPAC nel corso di un'audizione tenuta dinnanzi alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, prevede infatti il trasferimento all'estero degli agenti di maggiore pericolosità (cosiddetti di priorità 1) e la loro distruzione per idrolisi mediante apparecchiature mobili installate a bordo della nave americana "Cape Ray".Le sostanze, inizialmente trasportate verso il porto siriano di Latakia, verranno infatti trasportate a bordo di una nave danese al porto di Gioia Tauro, dove, come noto, saranno condotte le operazioni di trasbordo sulla Cape Ray. Una volta caricata, quest'ultima nave, nel pieno rispetto delle normative ambientali e dei requisiti di sicurezza, uscirà dalle acque territoriali italiane per collocarsi in acque internazionali, dove svolgerà le attività di distruzione…».



1 commento:

  1. bastardi. chi li ha autorizzati a scaricare? chi a usare soldi pubblici? non mangiano pesce costoro? calabresi incazzatevi come solo voi sapete fare!!!!!!

    RispondiElimina

Gradita firma degli utenti.