21.4.14

ITALIA NUCLEARE: GLI SPERPERI DI DENARO PUBBLICO TARGATI SOGIN

Carlo Jean


di Gianni Lannes


Nel 1999 il governo tricolore affida alla Sogin il compito ben remunerato di smantellare il nucleare in Italia. Dopo 15 anni questo incarico è lungi dall’essere portato a termine. In compenso i parassiti della casta hanno consentito che venisse dilapidato un fiume di denaro pubblico. L'unica cosa che ha subito un'evidente accelerazione, è il contributo pagato dall'ignaro popolo italiano per il nucleare: se nel 1999 era di una lira per kilowattora, oggi costa l'equivalente di quasi 2 mila lire. A cosa sono serviti i soldi degli italiani? Ecco un documentato esempio: dal 2002 al 2007 la Sogin ha speso più 673,4 milioni di euro solo per smontare le parti convenzionali degli impianti. Ma allora, cosa ha combinato in tutti questi anni la Sogin, di cui è stato presidente anche Carlo Jean? Esatto, quel generale che si era intestardito nel voler realizzare a tutti i costi contro il volere della dormiente popolazione lucana, il deposito unico di scorie a Scanzano Jonico. 

La Sogin ha assunto amici, figli, parenti, e amanti di politicanti e di membri del consiglio di amministrazione; ha speso in poco tempo milioni di euro per i lauti stipendi dei propri manager, per consulenze pagate tra gli innumerevoli altri allo studio Previti e all'ex studio di Tremonti, per sponsorizzazioni come quella della fiera del libro antico organizzata dal latitante Marcello Dell'Utri, braccio sinistro del piduista (tessera P 2 numero 1816) Berlusconi Silvio, o per fingere di smantellare i sommergibili nucleari russi, o addirittura per organizzare un mega rinfresco a Mosca. Tutte cosucce che non hanno nulla a che vedere con la sua missione istituzionale. Sarebbe davvero istruttivo far ascoltare agli italiani le intercettazioni telefoniche dell'Autorità Giudiziaria a carico dle generale Jean.

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