11.3.14

TRATTAMENTI SANITARI OBBLIGATORI E RICOVERI COATTI. LE INSULSE MINACCE DI MATTEO RENZI


 http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-1953d844-84a8-4eab-97bd-438d7a2d070d.html


di Gianni Lannes


Un negazionista spuntato dal niente, vale a dire senza alcuna legittimazione popolare, ma imposto dal sistema di potere dominante.  Matteo Renzi in televisione, a Ballarò, una specie di trasmissione Rai, quindi servizio pubblico pagato dai contribuenti, ha annunciato il trattamento sanitario obbligatorio per chi avvista le scie chimiche o parla di microchip sottocutanei, eccetera. Assurdo e intimidatoio. Un atteggiamento minaccioso assolutamente intollerabile ed intollerante verso il dissenso critico, ma soprattutto nei confronti di chi osserva e narra la realtà. E pertanto, da rispedire al mittente con tanti auguri di guarigione alle calende greche.

Di follia si muore nel Belpaese: dal suicidio cruento, all’annientamento invisibile a base di psicofarmaci: più pericolosi delle droghe comuni, ma non sanzionati dal codice penale che vengono ormai somministrati anche ai bambini alla voce Ritalin. E c’è pure chi lucra con i micro manicomi - nel settore cliniche private - in barba alla legge Basaglia del 1978. A proposito, qualche tempo fa, nel 2007, ho scoperto, documentato, scritto e pubblicato su importanti giornali dell'internamento nel manicomio di Potenza (proprietà del Vaticano) addirittura di ragazzi. Inchieste giornalistiche sul campo da cui sono scaturite interrogazioni parlamentari al governo.

36 anni dopo la legge 180 si viene ancora segregati in ospedale psichiatrico e nelle strutture pubbliche e private si fanno tuttora gli elettroshoc. In Italia, infatti, l’elettroshock non è proibito da alcuna norma, anche se viola gli articoli 13 e 32 della Costituzione repubblicana. Per il Consiglio Superiore di Sanità possono essere sottoposti a terapia elettroconvulsivante, ossia a scariche nel cervello di corrente elettrica alternata fra 100 e 130 volt «pazienti affetti da episodio repressivo e rallentamento psicomotorio (classificazione ICD 10), quando non possono attuarsi terapie farmacologiche, ovvero nei casi di vera ed accertata farmaco-resistenza e nei casi nei quali è controindicato l’uso di psicofarmaci, nei casi documentati di precedenti e gravi effetti collaterali imputabili agli antidepressivi, in pazienti affetti da forme maniacali resistenti alla terapia farmacologia o effetti da sindrome maligna da neurolettici  nei casi di catatonia maligna». 

Quanto a garanzie il testo specifica: «Nei casi in cui il paziente, in ragione della sua malattia, non sia in grado di esprimere liberamente il proprio assenso, il trattamento può essere praticato con il consenso del tutore legale e tramite la procedura del Tso». Al riguardo la letteratura scientifica ben documenta gli effetti collaterali:  amnesia, deficit cognitivo, lesioni cerebrali, ipertensione cronica, emorragia endocranica, infarto miocardico, distacco retinico, malattie degenerative dell’apparato osteo articolare, stati confusionali. Perché si ripropone la Tec? Semplice: è altamente lucrativa e non sporca le mani dell’industria sanitaria. Eppure è in vigore una circolare del ministero della Sanità che recita: «L’elettroshock si può fare in un unico caso - peraltro rarissimo - di depressione resistente a tutti i farmaci».

Quando ti dimettono da un reparto psichiatrico restano in corpo i gonfiori diffusi, la mente intorpidita dai sedativi, le paure in camice bianco. Sono i segni visibili di un passaggio infernale della modernità: il trattamento sanitario obbligatorio. E’ una pratica che isola, punisce, a volte uccide. Garanzie giuridiche a difesa dei comuni mortali? Praticamente formali. Parliamo di una diffusa “modalità terapeutica” adottata dai medici con la tacita o superficiale connivenza di sindaci armati di ordinanze prestampate, sovente tollerata (o ignorata) dalla magistratura. Accade sempre più spesso. Sarà un caso? Già, ma chi se n’è accorto? In Italia i funzionari della norma propongono e convalidano accertamenti anche sui minori non benestanti. I dati ufficiali del ministero della Sanità parlano chiaro: «Le caratteristiche socio-demografiche prevalgono sui motivi predisponenti e individuano i Tso nella popolazione». 

Sono le classi sociali prive o con scarsi conti in banca a farne le spese. I Tso si subiscono. Per effettuare un trattamento sanitario obbligatorio necessita la proposta motivata di un dottore. Il sanitario con l’intervento coatto non incorre nel reato di violenza privata e sequestro di persona. Ma dov’è l’urgenza psichiatrica quando il Tso si materializza in accordo con le famiglie? «Un grave disturbo dell’ideazione o delle percezioni che s’accompagnano ad immotivato rifiuto del trattamento» sono sufficienti. E’ quanto recita la legge. Il medico non ha l’obbligo di formulare una chiara diagnosi. Basta la «presenza di un quadro sindromico: agitazione psicomotoria, stato delirante, stato confusionale». Un Tso dura in media 7 giorni, ma potrebbe prolungarsi oltre. Il ricovero «deve avvenire nei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura, ubicati negli ospedali generali dotati di un numero di posti letto non superiori a 15». 
I cosiddetti “malati di mente” vengono segregati in reparti psichiatrici angusti dove non possono comunicare con i familiari; sovente finiscono legati ai letti. Il Tso è una via senza ritorno. In caso d’errore diagnostico, la normativa prevede la possibilità di conferma o di rifiuto della proposta sanitaria da parte di un secondo medico in veste di pubblico ufficiale. Non capita quasi mai. Dal momento dell’ospedalizzazione si avvisa l’ufficiale di Stato Civile. Segue, entro 48 ore, un’ordinanza del sindaco che assume carattere di tutela; poi un provvedimento di convalida del giudice tutelare. Allo scadere della settimana solo se il paziente viene dimesso mantiene i suoi diritti e non rischia di essere posto in regime di amministrazione controllata. 

In Italia nell’anno 2014 i tso si fanno indiscriminatamente anche ai bambini ma soprattutto agli indigenti, e perfino ai militari “disubbidienti”, ai sovversivi e ai dissidenti politici. O peggio, come nel caso di Matteo Renzi, attuale primo ministro pro tempore, si minacciano le persone (iscritte al Pd) che avvistano le pericolose scie chimiche.




Malati di mente? Malati di niente. Attenzione però al nulla che avanza, minaccia la vita e attenta alla democrazia.

5 commenti:

  1. Quindi, io, che non sono mai stato iscritto al PD, io, che non mi iscriverò mai al PD, io che non parteciperò mai a nessuna adunata primariale, posso tranquillamente dare di testa parlando quotidianamente di aerei non civili, non identificati e non identificabili? ( Il sito Flightradar24, sulla mia testa, rileva, quasi quotidianamente, un traffico aereo estremamente diverso, almeno per quantità, da quello che vedo dal mio balcone ). Certo stravedo! Posso, quindi, straparlare di aerei che, a bassissima quota, ( i reattori, sulle ali anteriori, non emettono alcuna scia ) emettono scie persistenti dalle ali di coda? Posso continuare a straparlare dicendo che queste scie si allargano piano piano formando manti biancastri a coprire buona parte del cielo visibile formando "innoque velature"? Quindi, io, posso ancora stravedere e straparlare? Ditemi che non è un messaggio per rassicurare chi, ( i mercati? ), favorisce "impopolari ascensioni", ( certamente le impone l' "emergenza" ), che i compiti a casa verranno svolti in modo corretto, puntuale e diligente! Sono sicuro che non è così! E sono contento che l' eventuale provvedimento descritto, per il momento, non mi riguardi. Ma fino a quando?

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  2. Almeno Di PIetro a suo tempo presentò una interrogazione parlamentare e non negò la questione del traffico aereo sconosciuto.
    Quanto ai chip la tecnologia rfid è utilizzata ovunque, in un supermercato ho trovato un chip antitaccheggio perfino nell'involucro del parmigiano (non è uno scherzo)!

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  3. La cronaca ci ci bombarda giornalmente con omicidi di donne e, purtroppo, anche di bambini, commessi da persone che, spesso, fino a un momento prima dell'omicidio non avevano dato né segni di squilibrio né preoccupanti.
    Quello che sarebbe opportuno sapere e che nessuno dice è quanti psicofarmaci questa gente aveva in corpo. Uccidere donne e bambini non è una passeggiata, sono certa che, spesso, alcuni freni e alcuni limiti presenti nella psiche umana possano essere annullati dalla chimica che viene somministrata con gli psicofarmaci e la rabbia e la cattiveria, presenti comunque nella persona, possano raggiungere, a causa degli psicofarmaci, effetti devastanti.
    Enrica Martolini

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  4. Posso solo dire che quelli che viviamo sono tempi orribili,il paese si sta impoverendo a ritmi vertiginosi, e l'aumento di infanticidi e uxoricidi è impressionante, siamo di fronte ad una sorta di follia generalizzata.


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