25.3.14

SARDEGNA: DOVE LA NATO FA LA GUERRA TUTTI I GIORNI E SI PESCANO BOMBE E MISSILI






di Gianni Lannes


Un laboratorio bellico a cielo aperto dove dilagano le metastasi del cancro. Punta sudoccidentale dell'isola noleggiata ai fabbricati di armi: insediamento militare dall'11 dicembre 1956 ed esercitazioni a fuoco corazzato dal 1959. Ben 232 contadini e pastori sono stati espropriati definitivamente, ossia cacciati brutalmente senza cerimonie, dallo Stato tricolore nel 1971 con l'emissione di 87 decreti prefettizi. Da Capo Teulada a Capo Pino: 25 chilometri di costa dove la Nato da mezzo secolo si esercita alla guerra con armi e ordigni veri che inquinano il territorio pesantemente.

 Porto Zafferano


«Vedi laggiù oltre quel promontorio c’è Porto Zafferano. E’ ridotto a una collina deserta con un tappeto di missili al suolo. Quella è l’isola Rossa, là c’è porto Scudo. Questa è zona interdetta». Il pescatore che ci indica lo scempio di Capo Teulada è uno dei 60 che si batte da tempo per continuare a fare il suo lavoro onesto. 

Basta esaminare le ordinanze a raffica della Guardia Costiera di Cagliari per rendersi conto che in loco la guerra è continua. Conseguenze ambientali e sanitarie? Semplicemente catastrofiche, ma lo Stato, o meglio i Governi tricolore si sono sempre girati dall’altra parte. La salute della popolazione non conta, tantomeno l’ecosistema.

Questo poligono permanente è il più strategico d’Europa (7.200 ettari), dove navi, sommergibili, aerei, elicotteri, carri armati e mezzi da sbarco sparano continuamente. Una servitù che ha messo in ginocchio l’antica attività ittica e compromesso l’equilibrio naturale.


Nonostante lo scempio continuo è una delle zone più belle del Mediterraneo, preclusa però ai civili. In una pubblicazione dello Stato Maggiore dell’Esercito (Esercito e ambiente, edita dalla De Agostini nel 1989, a pagina 199 è scritto testualmente:

«Il poligono si articola in due aree: 1. Delle installazioni permanenti; 2. Di addestramento. Quest’ultima a sua volta è suddivisa in quattro poligoni… Poligono “D” (a sud): costituito dalla penisola-promontorio di capo Teulada, permanentemente interdetta al transito di mezzi e delle persone per la presenza di residuati esplosivi di cui non è possibile o conveniente la bonifica. E’ utilizzato per tiri navali contro costa, per esercitazioni di bombardamento aereo, e infine quale zona di sgancio di emergenza per gli aerei…».



Questo vanto dello Stato Maggiore dell'Esercito tricolore, è un ammissione di conclamato e stratificato inquinamento bellico di cui deve occuparsi - hic et nunc - la magistratura italiana.




1 commento:

  1. Porto Zafferano ha una spiaggia e soprattutto un mare veramente unici nel loro genere. La sabbia si presenta candida e finissima, soffice, avvolta da piccole dune colonizzate da ginepri e mirti. Sulla battigia è possibile scorgere una splendida frammentazione di coralli rosa che la rende una spiaggia unica.

    La trasparenza delle acque lascia senza fiato e la ricchezza dei fondali è quella tipica ed incontaminata del mediterraneo sardo. Sono assolutamente da non perdere le immersioni subacquee in questa zona dove con maschera e boccaglio puoi scorgere facilmente molti tipi di pesci, tra cui murene, polpi, ricci di mare e tanto altro.
    COME ARRIVARE
    La spiaggia di Porto Zafferano si trova nell'area del poligono militare di Capo Teulada, ed è dunque accessibile unicamente via mare. Si raggiunge dalla SS 195, girando al bivio di Porto Teulada da Teulada. Poco prima del piccolo porto si svolta a destra proseguendo per meno di 1 km, sino ad incontrare il camping di Porto Tramatzu, porta d'accesso al mare.

    E' presente in zona anche un porticciolo turistico, che può ospitare sino a 133 imbarcazioni non più lunghe di 30 metri.

    questo stà scritto nei siti Sardegna turismo....guai a voi polpi, ricci di mare scappate!

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