20.3.14

ILARIA ALPI E MIRAN HROVATIN: ASSASSINATI DA SICARI DELLO STATO ITALIANO

una lettera di Carlo Taormina


di Gianni Lannes



Ho ricevuto da fonte anonima una lettera istituzionale a firma di Carlo Taormina, indirizzata nel 2005 al capo della procura di Roma. Poiché è di interesse generale la rendo di dominio pubblico.

Adesso va in onda la solita farsa all'italiana. Da una parte c'è chi chiede la desecretazione di un fantomatico dossier dei servizi segreti, mentre sulla sponda istituzionale i governanti fingono di tentennare. Passato il clamore spettacolare dopo un ventennio di menzogne e insabbiamenti statali, sarà tutto avvolto dall'oblio. La verità indicibile sull'omicidio di Ilaria e Miran è sepolta nel viscere dello Stato, da cui è partita proprio la decisione di assassinarli, poiché avrebbero rivelato in diretta televisiva una verità dirompente, una settimana prima delle elezioni. La miscela è composta dai seguenti fattori: Stato italiano, armi, rifiuti, bambini, denaro, fazioni somale.

Se non c'è niente da nascondere, allora come mai migliaia di atti, documenti e informative depositate da anni presso la Procura della Repubblica di Roma, Reggio Calabria, Matera, nonché nel Parlamento italiano risultano segretati? Dal 20 marzo 1994, giorno dell'esecuzione su commissione di Ilaria e Miran, sono passati i seguenti governi: 

Ciampi, Berlusconi, Dini, Prodi, D'Alema, D'Alema, Amato, Berlusconi, Berlusconi, Prodi, Berlusconi, Monti, Letta. 

Renzi è in carica, allora che fa concretamente hit et nunc? Particolare non trascurabile: nessuno dei suddetti esecutivi ha dissolto il segreto tombale su questo assassinio che ha mandanti impuniti dentro lo Stato. A proposito: perchè nel 2002 il generale Mori a capo del Sisde in sede processuale si è avvalso della facoltà di non rispondere? Per quale ragione Berlusconi allora presidente del consiglio non ha mai risposto alle interrogazioni parlamentari in merito?


 una lettera di Carlo Taormina





Uso e abuso. Il segreto di Stato è il corollario in Italia di almeno due postulati. Il primo è l'uso disinvolto dei servizi segreti e delle loro informazioni da parte dei governi per il condizionamento di invidui, organizzazioni, società, e della vita polita del Belpaese. Il secondo postulato lo ha enunciato ufficialmente l'ammiraglio Fulvio Martini, in veste di direttore del Sismi alla Commissione affari costituzionali della Camera (1° dicembre 1987): "Se devo essere onesto non vedo con eccessivo favore un controllo molto profondo e incisivo  del parlamento sui Servizi".



In altri termini, il segreto è una prerogativa del potere esecutivo: infatti la democrazia parlamentare e lo Stato di diritto sono di fatto considerati inopportuni e nocivi per le trame oscure dei boiardi statali. E non a caso i parlamentari della commissione di controllo dell'intelligence nostrana, in materia sono tutti indistintamente degli incompetenti (in senso bonario s'intende). E allora come fanno a controllare le attività degli 007 tricolore? Impossibile.



In ogni caso la sentenza della Corte costituzionale 24 maggio 1977, numero 86, ha sancito che:

"il segreto può trovare legittimazione solo ove si tratti di agire per la salvaguardia di supremi, imprescindibili interessi dello Stato (quali l'indipendenza nazionale, l'unità e l'indivisibilità dello Stato, la democraticità dell'ordinamento), la Corte dichiara che mai il segreto potrebbe essere allegato per impedire l'accertamento di fatti eversivi dell'ordine costituzionale".  

Il segreto di Stato spesso è usato come paravento agli intrighi affaristici dei governi e dei servizi segreti. Ancora oggi nello Stivale il segreto di Stato evidenzia l'arroganza che limita ed annulla la realizzazione dei principi della democrazia parlamentare e dello Stato di diritto.

1 commento:

  1. Vedi caro Renzi adesso inizierai a perdere i capelli, qualsiasi cosa tu decida di fare........tu.decida !... parola grossa per il tuo vocabolario.

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Gradita firma degli utenti.