13.1.14

CORTE COSTITUZIONALE: VIA ABUSIVI E ILLEGITTIMI, NAPOLITANO, GOVERNO LETTA E PARLAMENTO










di Gianni Lannes


Lo Stato di diritto si fonda su tre pilastri fondamentali: la divisione dei poteri, la supremazia della legge, il prevalere dei principi di libertà ed uguaglianza.

Il principio di legalità è il caposaldo appunto, dello Stato di diritto che nasce da un sogno antico del pensiero politico: a governare siano le leggi ma non gli uomini. Aristotele l’aveva già scritto ai suoi tempi (Politica, III, 16, 1287°):

«è preferibile, senza dubbio, che governi la legge, più che un qualunque cittadino e, secondo questo stesso ragionamento, anche se è meglio che governino alcuni, costoro bisogna costituirli guardiani delle leggi e subordinati alle leggi».

Ecco un’importante sentenza della Corte suprema degli Stati Uniti d'America (Marbury vs Madison, 1803) che stabilisce un principio rivoluzionario, vale a dire che i giudici possono verificare se le leggi siano in armonia o contrastino con la Costituzione, e devono disapplicarle se riscontrano un contrasto:

 «O la Costituzione è una legge superiore prevalente, non modificabile con gli strumenti ordinari, oppure è posta sullo stesso livello della legislazione ordinaria e, come le altre leggi, è alterabile quando il legislatore ha piacere di alterarla. Se la prima parte dell’alternativa è vera, allora le costituzioni scritte sono un tentativo assurdo, da parte del popolo, di limitare un potere per sua stessa natura, illimitabile. Così , se una legge contraddice la Costituzione; se entrambe si applicano a un caso particolare, così che il giudice deve o decidere il caso in conformità alla legge, trascurando la Costituzione, o in conformità alla Costituzione, trascurando la legge: allora il giudice deve decidere quale delle norme in conflitto disciplina il caso. E’ questa la vera essenza della funzione giudiziaria. Allora, se i giudici devono tener conto della Costituzione, e la Costituzione è superiore a un atto di legislazione ordinaria, la Costituzione, e non quell’atto legislativo, disciplina il caso a cui entrambi sarebbero applicabili».

In Italia la sovranità non è del legislatore ma della Costituzione che prevale sulle leggi. Il principio di legalità ha incorporato il principio di legalità costituzionale, cui è  assoggettato lo stesso potere legislativo.

Infatti, l’articolo 134 della Costituzione, elencando le funzioni riservate alla Corte costituzionale, le attribuisce il giudizio di legittimità delle leggi, la soluzione dei conflitti tra Stato e regioni, la soluzione dei conflitti tra i poteri costituzionali. Inoltre la Corte costituzionale deve giudicare «sulle accuse promosse contro il presidente della Repubblica a norma della Costituzione», ovvero per le uniche due ipotesi di responsabilità presidenziale - alto tradimento e attentato alla Costituzione - per cui può essere messo in stato d’accusa (articolo 90, comma 1 Cost.).  

In Italia sono in atto da tempo gravi lesioni dello Stato di diritto, come attesta inequivocabilmente anche il recente pronunciamento (4 dicembre 2013) sulla manifesta incostituzionalità della legge 270/2005, entrata in vigore il 31 dicembre 2005, detta altresì dal suo stesso autore - un esperto di diritto crasso -  l’insigne odontoiatra Roberto Calderoli (Lega Nord), esattamente una “porcata”.


Non si tratta di una legge qualunque, bensì della norma che fissa la rappresentatività elettorale, un tassello fondamentale in democrazia o presunta tale. Ebbene soltanto a seguito delle denuncia documentata di 27 cittadini italiani, il caso è stato preso in esame dai giudici delle leggi.

Partiti, parlamentari, il capo dello Stato (pro tempore) Napolitano e tutto il cucuzzaro parassita che campa sul sudore e sul sangue del popolo italiano hanno fatto finta di niente per 9 anni. E adesso che né il Parlamento né il Governo eterodiretto Letta hanno più la facoltà legislativa poiché di fatto decaduti, approfittando dell'ignoranza generale nonché del servilismo dilagante, cianciano di riforma elettorale, unitamente all’ultimo arrivato dall’avanspettacolo, quello che annuncia in tv alla Rai un trattamento sanitario obbligatorio per gli iscritti del Pd che si azzardano a parlare di scie chimiche nei cieli. A zona Cesarini ormai scaduta, anzi a partita chiusa, finita, ultima, insomma terminata, la casta esala gli ultimi rantoli, prima di restituire il maltolto: emolumenti percepiti indebitamente per 9 anni.

Conseguenze? Qualcuno ha paventato uno stallo. Ma non è così. Il presidente emerito della Consulta, Pietro Capotosti, ha confermato:


«Il parlamento è esautorato, non potrà fare più niente».



Sul piano giuridico, ossia in punta di diritto ne discende che tutti gli atti legislativi varati da ben cinque governi nel corso di tre legislature (XV, XVI, XVII) sono nulli, ossia non validi. Tradotto per i parassiti della casta: assolutamente illegali. Compresa Equitalia e i suoi famigerati atti persecutori. Se poi il diritto costituzionale è diventato carta straccia è un altro discorso, ma le conseguenze sarebbero travolgenti se pensiamo soltanto a quanti danni economici questa accozzaglia di degenerati e servi ha provocato al popolo italiano. La legge è o non è uguale per tutti? Perché, se ora in questo caso non sarà rispettata la legalità, allora ognuno sarà legittimato a farsi finalmente giustizia con le proprie mani. E si ripiomberà nella barbarie (non che adesso sia tanto diverso).

Detto altrimenti, hanno giocato con una regola fondamentale truccata per 9 anni, di conseguenza ora che questi numerosi abusivi di alto rango (per modo di dire, sic!)sono stati scoperti definitivamente la partita è annullata. Chi ha barato spudoratamente pur di restare incollato al cadreghino, ora non può dettare nuove regole: non ha legittimità politica e morale, a partire dall'ex capo dello Stato Giorgio Napolitano. Insomma, tutti via. Fuori dallo Stato, ma dovranno restituire i soldoni incasassati indebitamente per quasi due lustri. Capitolo a parte: Napolitano, l'autore del golpe in atto,  dovrà essere processato per alto tradimento e attentato alla Costituzione.

Il problema è che il livello culturale italiano è attualmente terra terra, o meglio sotto terra. Secondo l’Istat "il 54,7 per cento - ossia la maggioranza del popolo tricolore - non legge un libro all’anno". E 4 su 5 s informano dai telegiornali, mentre il 45 per cento vanta un titolo di studio di scuola media inferiore. Certo i titoli di studio non sono tutto, la cultura è altra cosa. Ma a parte il dettaglio, quello che preoccupa maggiormente è la lobotomia sociale in atto da decenni, che ha divorato gli anticorpi intellettivi. E' scontato che dopo tutto questo sfacelo condito dall'analfabetismo di ritorno (funzionale) lo Stivale è il fanalino di coda del mondo in quanto a libertà di espressione.

IL POPOLO SOVRANO SARA' CAPACE DI COSTITUIRE DEMOCRATICAMENTE UN COMITATO DI LIBERAZIONE NAZIONALE CHE DIA RESPIRO AD UNA NUOVA COSTITUENTE E CONSEGNI ALL'ITALIA LIBERTA' E SOVRANITA'?






4 commenti:

  1. Ribadisco quanto scritto ieri, finalmente qualcuno scrive che si chiederà la restituzione del maltolto con una indicazione temporale. Torno a chiedere informazioni sul CNL,

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  2. le 27 persone che hanno denunciato sicuramente ne sanno più di me! ora per sostenere la Corte Costituzionale io cittadino che dovrei fare per stare nella legalità?

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  3. ..anche perché sono pigro a leggerlo..ma il patto di Lisbona, scavalca, se non addirittura annulla totalmente l'autogestione della stessa nazione Italia..non capisco allora il senso di parlar di mummie che comunque hanno un margine di manovra da schifo VEDASI F35....

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  4. più probabile proporre un referendum sulla moviola in campo, alle belve. in milioni parteciperebbero. le bestie.

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