15.1.14

A RISCHIO FRANE IL 70 PER CENTO D’ITALIA. IN TOSCANA QUESTO PERICOLO E' AL 98 PER CENTO

Puglia: speculazioni eoliche in aree a rischio idrogeologico e sismico  - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)


di Gianni Lannes


Altro che debito economico. Il debito dell'uomo è soltanto ecologico con madre Natura. Dalle parti dell'Italietta delle banane, colonia anglo-americana da 70 anni suonati, i dati ufficiali dello Stato tricolore restano sepolti nelle sabbie mobili dei cassetti ministeriali, mentre l’ex giardino d’Europa muore in silenzio.

Suoli in liquefazione. Infatti, senza esagerare affatto – come sanno gli esperti seri nonché gli addetti ai lavori - gran parte dello Stivale potrebbe franare all’improvviso alla prossima alluvione, naturale o militare (alla voce Sardegna), non fa differenza. 

Quando si consumerà l'ennesima strage umana previo imminente disastro innaturale, si sprecheranno come al solito fiumi di retorica, scaturirà qualche affarone per arraffare valanghe di denaro pubblico, e poi tutto tornerà prodigiosamente come prima. 

Allora, rischio idrogeologico: questa preoccupazione riguarda il 100 per cento del suolo di  Calabria, Umbria e addirittura Valle d’Aosta. Mentre va per meglio, per modo di dire, alle Marche sulla soglia del 99 per cento, e alla Toscana impennata al 98 per cento di territorio a rischio sbriciolamento. 

E lo Stato che fa? Per dirla con De André: “si indigna ma poi getta la spugna con gran dignità”. Vale a dire: non investe in tutela, protezione e risanamento., ma incoraggia la speculazione edilizia e i disboscamenti addirittura in aree protette” sulla carta come i parchi nazionali (ad esempio nel Gargano). 

Uno degli esempi negativi più eclatanti è offerto dalla Puglia del sedicente ecologista da campagna elettorale Vendola, al secolo Nichi. Infatti, la sua giunta regionale con l'aureola verde certificata ha autorizzato giganteschi (e fuori scala) impianti industrali eolici e fotovoltaici in aree a rischio idrogeologico e sismico come i Monti Dauni che franano da decenni nell'indifferenza generale. Ma non solo: il governatore ambientalista di Sel ha anche rilasciato ben 14 autorizzazioni (dicasi quattordici) per ricerca e trivellazioni di idrocarburi nella sola provincia di Foggia, mentre gli adepti svendolini - compresi gli autoctoni dauni - del suo partitino non hanno fiatato. Un record nazionale, da profondo nero.

In cifre al dettaglio: sono attualmente 5.581 i centri italiani in cui il rischio idrogeologico è elevato, di cui 1.700 a rischio frana, 1.285 a rischio alluvione e 2.596 a rischio sia di frana che di alluvione.  
Lo stato di salute della penisola è comatoso anche sotto il profilo ambientale.

E’ l’eccessiva antropizzazione delle aree di esondazione naturale dei corsi d’acqua e dei versanti franosi e instabili a rappresentare un rischio ulteriore. Le regioni con le più alte percentuali di paesi con abitazioni in zone a rischio sono la Sicilia con il 93 per cento e la Toscana con il 91 per cento. 

In Sardegna c’è la maggior percentuale di comuni con interi quartieri costruiti in zone a rischio, mentre in Sicilia e Toscana si segnala anche  l'elevato numero di comuni con insediamenti industriali e produttivi in aree esposte a rischio idrogeologico.

Senza dire nulla del rischio sismico: un’altra storia da vaso di Pandora. I soliti tuttologi diranno ora, che è la questione è risaputa; può darsi, ma lo Stato, le Regioni, le province e i Comuni si sono sempre lavati le mani incassando senza far niente di buono e sperperando, i soldoni dei contribuenti. Toc, toc: che prevenzione fa la Protezione Civile? Invisibile? Allerta: si salvi chi può.

1 commento:

  1. Ciao Gianni, ho letto con attenzione il tuo articolo, sono un ingegnere per l'ambiente e il territorio e argomenti come questi mi interessano in maniera diretta. Tutto vero quello che dici, ma sai nel paese delle banane si preferisce andare avanti a colpi di condoni...ben 3 negli ultimi 30 anni, uno ogni dieci anni mediamente...e certo i condoni portano soldi, ma non sarebbe meglio e più corretto vigilare e fare prevenzione anzicchè avallare abusi edilizi? Il problema è che in questo paese è tutto marcio, si va avanti a colpi di sotterfugi, imbrogli, mazzette e raccomandazioni....si salvi chi può !!!!!
    Francesco D'Ambrosio

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