2.12.13

VACCINI PEDIATRICI PERICOLOSI: NORME INCOSTITUZIONALI DA ABROGARE SUBITO!






di Gianni Lannes

Strage, truffa e abuso di potere dello Stato, ovvero di svariati governi tricolore. Non è tollerabile che si attenti alla salute dei bambini con vaccini pericolosi ed inutili che servono a sostenere l’industria farmaceutica unitamente alla casta dei politicanti parassiti all’ingrasso con il denaro pubblico e medici analfabeti o venduti al miglior offerente.
Infatti, l’articolo 32 della Costituzione stabilisce che: 

«La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana».

In base ai principi vigenti delle fonti giuridiche la Costituzione stabilisce la propria superiorità sulle altre fonti, ponendosi così al vertice del sistema. Il rilievo è fondato direttamente sugli articoli 134 (e 127), 138, 139 e, indirettamente, sull’articolo 1, secondo comma e su molte altre disposizioni costituzionali. In definitiva: la Costituzione è la fonte normativa suprema, a cui le leggi devono adeguarsi per avere valore fondante.

Attualmente le vaccinazioni pediatriche costituiscono  un trattamento sanitario obbligatorio per tutti i nuovi nati, limitatamente a 4 delle 13 vaccinazioni offerte dal Servizio sanitario nazionale: ovvero quella contro la difterite (L. 891/1939), contro la poliomielite (L. 51/1966), contro il tetano (L. 292/1963) e infine quella contro l'epatite B (L. 165/1991). Tuttavia, da almeno un decennio in Italia, inspiegabilmente è sparito dalla circolazione il quadrivalente e così si iniettano ai pargoli altri due vaccini non obbligatori in un’unica soluzione.
Ministero della Salute, Regioni ed Aziende sanitarie locali raccomandano ed offrono gratuitamente ulteriori 9 vaccinazioni (pertosse, Hemophilus influenzae, morbillo, rosolia, parotite, meningococco C, pneumo-cocco, influenza e -recentissimo- papillomavirus), non obbligatorie e dunque in tutta Italia sempre rifiutabili.

Una volta le vaccinazioni obbligatorie erano solo tre, ma dal 1991 sono diventate quattro essendo stata resa obbligatoria la vaccinazione antiepatite B (legge De Lorenzo, Andreotti, Cossiga del 27 maggio 1991, numero 165). Emblematico è stato il caso dell'ex ministro della Sanità Francesco De Lorenzo che, con propria legge 165 del 1991 (controfirmata da Andreotti e Cossiga), istituì l'obbligo per l'antiepatite B. Sebbene i casi relativi all'epatite fossero già in diminuzione, il ministro estese l'obbligatorietà della vaccinazione a milioni di bambini, portando l'Italia al raggiungimento del record mondiale di dieci vaccinazioni obbligatorie per individuo. Solo più tardi si scoprirà che il ministro aveva intascato una tangente da 600 milioni di lire dalla casa farmaceutica SmithKline Beecham (meglio nota come Glaxo), titolare ancora oggi anche del vaccino anti-epatite B. Questo è solo l'ennesimo esempio, tra i più recenti, di quanto anche questo settore del mercato farmaceutico sia ampiamente corrotto.  

Da circa 12 anni, tuttavia, al posto di questi 4 vaccini (contro difterite, tetano, poliomielite ed epatite B), senza alcuna legge dello Stato, il Servizio sanitario nazionale e le aziende sanitarie regionali hanno illegalmente imposto il micidiale esavalente che, oltre ai precedenti 4 vaccini, contiene anche quello contro pertosse e l’emofilo B. Nell’ottobre del 2012 appunto il vaccino pediatrico Infanrix Hexa (prodotto dalla britannica Glaxo) è stato sequestrato in Germania, Francia, Spagna, Slovacchia, Australia, eccetera, ma stranamente non in Italia. Il ministro della salute Renato Balduzzi l’anno scorso mi ha ufficialmente risposto, attraverso il suo portavoce, che “non ne sapeva nulla”. Possibile?


Se lo Stato impone quattro vaccini, perché i genitori devono essere costretti a farne somministrare addirittura sei in una botta sola? Chi ha consentito all’Industria Farmaceutica di togliere dal commercio alcuni vaccini singoli?

Perché l’Aifa, l’organo di controllo italiano partecipa attraverso i suoi rappresentanti ufficiali  ai convegni sponsorizzati dalla Glaxo?

La legge impositiva dell'obbligo vaccinale trova storicamente la sua motivazione nella necessità di tutelare la salute pubblica dal diffondersi di malattie endemiche e pericolose. Comunque, l’attuale situazione epidemiologica italiana, come fotografata dal medesimo Ministero della Salute nel Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2012–2014, è ben diversa da quella del secolo scorso, poiché le infezioni per le quali sussiste l’obbligo vaccinale sono oggi «… pressochè eliminate (Difterite, Poliomelite) o ridotte ad un’incidenza molto bassa (Tetano, Epatite B, Haemophilus Infuentae tipo b)».



Allora, perché lo Stato italiano, che nel 1977 sospese la vaccinazione antivaiolosa per poi abolirla definitivamente nel 1981, di fronte alla scomparsa della malattia, non fa altrettanto per difterite e poliomelite, che rappresentano, ancora oggi due delle quattro vaccinazioni obbligatorie per i nuovi nati? Anche a fronte di un migliaio di studi indipendenti a livello internazionale che attestano la pericolosità e l’inutilità dei vaccini per la prima infanzia?
E, ancora: in relazione all’articolo 32 della Costituzione occorrerà valutare se davvero è necessario mantenere l’obbligatorietà della vaccinazione antitetanica, visto che la scienza medica ha chiarito che il tetano non è una malattia trasmissibile e diffusiva, e dunque pericolosa per la collettività.

Adesso chi non ricorda la Tangentopoli dei farmaci durante nel decennio 1982-1992, che ha portato alla condanna in via definitiva dell’allora Ministro della Sanità De Lorenzo per i reati di corruzione e concussione per avere percepito «somme da numerose case farmaceutiche, producendo un danno erariale derivato dalla ingiustificata lievitazione della complessiva spesa farmaceutica, determinata dalla violazione degli obblighi di servizio a ciascuno riferibili e da illecite interferenze nei procedimenti amministrativi di determinazione e revisione dei prezzi dei farmaci in sede Cip e della loro registrazione e/o classificazione nel prontuario terapeutico».
La sopravvivenza della Legge 165/1991 e del relativo obbligo vaccinale (epatite B) non è però mai stata messa in discussione, nonostante la magistratura (Corte di Cassazione penale, Corte dei Conti e Cassazione a Sezioni Unite) abbia condannato l’ex ministro non solo per i reati ascrittigli, ma anche a risarcire allo Stato oltre 5 milioni di euro …. (Cassazione SS.UU. 5756/2012).

La valutazione delle quattro vaccinazioni ancora oggi obbligatorie per la Repubblica Italiana, in relazione all’articolo 32 della Costituzione, fanno apparire evidente come le stesse rappresentino oggi un anacronistico strumento di intervento sulla salute del singolo individuo, pure in assenza di reali rischi per la salute pubblica, ma soprattutto la palese incostituzionalità, mai comunque portata all’attenzione della Corte Costituzionale né dalle forze politiche, né dalle associazioni tematiche.

Ed è impossibile dimenticare che la Repubblica Italiana ha perfino riconosciuto la potenziale dannosità delle quattro vaccinazioni obbligatorie, tanto da prevedere con Legge 210 del 25 febbraio 1992 una specifica tutela risarcitoria a beneficio di coloro che abbiano subìto lesioni permanenti a causa delle vaccinazioni obbligatorie. Non a caso con la recente sentenza numero 107/2012 la Corte Costituzionale ha esteso la tutela risarcitoria prevista dalla Legge 210/1992, anche a beneficio di quanti sono stati lesi da vaccinazioni raccomandate.
Le vaccinazioni non sono coercibili (Decreto Legge 6.05.1994 numero 273, articolo 9), e all’indomani del D.P.R. 355 del 26.01.1999 che ha abolito la sanzione indiretta dell’esclusione dalla scuola dell’obbligo e dalle altre comunità dei bambini non vaccinati, resta a carico del genitore inadempiente all’obbligo, la mera ammenda pecuniaria (depenalizzata in base alla l. 689/1981, art. 32), oltre alla responsabilità per gli eventuali effetti dannosi subiti dai minori per la mancata vaccinazione (articolo 9, comma 3, Decreto Legge 273/1994).

Inoltre l’anacronistico obbligo vaccinale in questi ultimi anni è stato di fatto scardinato da alcune politiche sanitarie regionali. In effetti sono le singole Regioni che, forti della devoluzione delle competenze in materia sanitarie attribuite loro con Legge 3/2001, stanno contribuendo alla nascita di un sistema basato sulla volontaria adesione alla pratica vaccinale, riconoscendo il diritto del genitore all’autodeterminazione consapevole; in taluni casi (Veneto) l’obbligo vaccinale è stato addirittura sospeso per i nuovi nati (L.R. Veneto 7/2007). La Regione Toscana, che pure lo ha mantenuto, con delibera G.R.T. n. 369 del 22.06.2006, ha riconosciuto la piena legittimità dell’obiezione all’obbligo vaccinale del genitore, regolamentando la procedura del dissenso informato (Allegato “A” alla delibera G.R.T. 369/2006). In Toscana, infatti, i genitori hanno l’ineliminabile diritto di rifiutare la vaccinazione, anche per motivi di convincimento personale, e non è loro richiesto di fornire le ragioni sottese alla scelta del dissenso. I genitori, almeno in Toscana, devono essere posti in condizione di esercitare il sacro diritto all’autodeterminazione consapevole, e manifestare liberamente il dissenso.

Al pediatra o al medico di famiglia spettano precisi obblighi di informazione sui rischi a cui il bambino non vaccinato può andare incontro. E allora quali argomentazioni potrebbe l’esperto istituzionale e sanitario portare all’attenzione del genitore obiettore, se è lo stesso Ministero della Salute ad avere dichiarato la quasi totale scomparsa delle infezioni per le quali vi è obbligo vaccinale. 

In ogni caso, i medici dovrebbero disporre di tutte le conoscenze necessarie per mettere in grado i genitori di valutare e scegliere, tenendo sempre a mente i contenuti dei documenti internazionali sui diritti inviolabili della persona (dal Codice di Norimberga alla dichiarazione di Helsinki, fino alla più recente Convenzione europea di Oviedo 4 aprile 1997 sui diritti dell’uomo e la biomedicina, ratificata in Italia con Legge numero 145 il 28 marzo 2001), così come il fondamentale articolo 32 della Costituzione italiana e l’articolo 30 del Codice di deontologia medica.

Non a caso la legge 833 del 23 dicembre 1978 all’articolo 1 ha stabilito:

«La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività mediante il servizio sanitario nazionale. La tutela della salute fisica e psichica deve avvenire nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana. Il servizio  sanitario nazionale è costituito dal complesso delle funzioni,  delle  strutture,  dei servizi e delle attività destinati alla promozione, al mantenimento ed al recupero della salute fisica e psichica  di tutta  la popolazione senza distinzione di condizioni individuali   o   sociali e secondo modalità  che assicurino l'eguaglianza dei cittadini nei confronti del servizio. L'attuazione del  servizio sanitario nazionale compete allo Stato, alle regioni e agli  enti  locali  territoriali, garantendo la partecipazione dei cittadini».

Per dirla con il professor Giulio A. Maccacaro: 

«Bisogna lottare contro la malattia come perdita di partecipazione e rifiutare la perdita di partecipazione come malattia».



I tempi sono maturi per l’abolizione di fatto in tutte le Regioni italiane dell’obbligo vaccinale: il punto di arrivo imprescindibile per un sistema sanitario che si inacardina nell’espressione consapevole del consenso informato e critico. 






riferimenti:

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/12/le-vaccinazioni-pediatriche-non-sono.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=vaccini

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=aifa














  
http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca /la_cassazione_conferma_de_lorenzo_e_poggiolini_devono_10_milioni_allo_stato/notizie/190765.shtml











http://ddata.over-blog.com/3/27/09/71/2012-2013/con fid.pdf
http://ddata.over-blog.com/3/27/09/71/2012-2013/Pha rmacovigilance-vaccins-Jonville-Bera--Revue-du-Praticien.pdf 

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