28.12.13

ITALIA: BONIFICHE AMBIENTALI INESISTENTI, IN COMPENSO SOLDI PUBBLICI SPERPERATI E SALUTE A RISCHIO. LE ECOMAFIE RINGRAZIANO LO STATO

Italia: inquinamento industriale








di Gianni Lannes

Inquinamento, malattie e morte: il vero lusso è la salute. Quasi 12 milioni di cittadine e cittadini italiani (dati ufficiali), compresi i bambini sopravvivono in aree a grave rischio ambientale del Belpaese. Le bonifiche previste dal decreto del ministero dell’Ambiente datato 18 settembre 2001, non sono state ancora realizzate da Stato e Regioni, mentre le zone inquinate sono aumentate a dismisura, e risultano ormai fuori controllo. In compenso i quattrini dell’ignaro contribuente sono stati sperperati impunemente. Sono passati una mezza dozzina di governi eterodiretti dall’estero, ma della salute umana di un intero popolo la casta politica tricolore, spesso in affari con le mafie organizzate, se n'é sempre fregata. E’ ora di archiviare in blocco, tutti i politicanti spazzatura, già bollati dalla Corte costituzionale come onorevoli illegittimi, ossia abusivi. L'Italia è l'unico paese al mondo dove i rifiuti si riciclano soltanto in politica.




estratto dal decreto ministero Ambiente 18 settembre 2001:

«Visti  i  decreti  ministeriali di perimetrazione dei primi siti di interesse   nazionale   individuati   dalla   legge   n.  426/1998  e precisamente:  Cengio e Saliceto del 20 ottobre 1999; Massa e Carrara del  21  dicembre  1999, Napoli orientale del 29 dicembre 1999; Pieve Vergonte  del  10 gennaio  2000; Balangero del 10 gennaio 2000; Casal Monferrato  del  10 gennaio  2000;  Manfredonia  del 10 gennaio 2000; Litorale  Domitio  Flegreo  ed  Agro  Aversano  del  10 gennaio 2000; Pitelli del 10 gennaio 2000; Taranto del 10 gennaio 2000 Brindisi del 10 gennaio  2000;  Piombino del 10 gennaio 2000; Gela e Priolo del 10 gennaio  2000;  Venezia-Porto  Marghera  del  23 febbraio 2000, con i quali  sono  stati  perimetrati,  sentiti  i  comuni interessati, dal Ministro dell'ambiente sulla base dei criteri di cui all'articolo 18, comma  1, lettera n) del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 e successive   modificazioni,  i  primi  siti  di  interesse  nazionale individuati dall'articolo 1, comma 4, della legge n. 426/1998;

Vista la legge 23 dicembre 1999, n. 488; Vista  la  legge  23 dicembre  2000,  n.  388,  ed  in  particolare l'articolo 114,  commi  24 e 25, che ha individuato tre nuovi siti di interesse  nazionale:  Sesto  San  Giovanni, Napoli Bagnoli-Coroglio, Pioltello e Rodano; Ritenuto  di  identificare, in ragione della predetta similitudine, tra  gli  interventi proposti quali ulteriori interventi di interesse nazionale  quelli relativi ai seguenti siti: Basse di Stura (Torino), Biancavilla,  Bolzano,  Cerro  al  Lambro, Cogoleto (Stoppani), basso bacino  del fiume Chienti, Crotone, Emarese (Aosta), Fibronit (Bari), Fidenza, provincia di Frosinone, laguna di Grado e Marano, Guglionesi II,  Livorno,  Mardimago  e  Ceregnano (Rovigo), Milano-Bovisa, fiumi Saline    e    Alento,    comprensorio   Sassuolo-Scandiano,   Sulcis Iglesiente-Guspinese, Terni, Tito, Trento Nord, Trieste.

Tenuto  conto  che  i nuovi siti di interesse nazionale individuati dalla  legge  n. 388/2000 e i siti individuati dal presente Programma nazionale  di  bonifica devono essere perimetrati secondo le medesime procedure  di cui alla legge n. 426/1998 e ritenuta l'opportunita' di allegare  al  Programma nazionale le schede tecniche illustrative dei siti  nazionali  dalle quali risultano, tra l'altro, la situazione di inquinamento,  il  costo  di  massima  presunto  degli  interventi di bonifica   e  ripristino  ambientale  nonche'  le  motivazioni  della rilevanza nazionale degli stessi;

Considerato  l'elevato  numero  dei  siti,  la  complessita'  delle situazioni   presenti   negli  ambiti  perimetrati,  la  mancanza  di indicatori  puntuali  dello  stato  di  contaminazione  degli stessi, l'urgenza  di  avviare  gli  interventi  di  riduzione  degli effetti dell'inquinamento,  la  necessita',  a  tali  scopi,  di  individuare puntualmente  le  aree  e  di  identificare  il tipo ed il livello di contaminazione mediante adeguata caratterizzazione analitica…».

Nessun commento:

Posta un commento

Gradita firma degli utenti.