12.12.13

EUROPA: POPOLI SCHEDATI FIN DALLA NASCITA ATTRAVERSO IL DNA?

I criminali internazionali Henry Kissinger e David Rockefeller




di Gianni Lannes


Una schedatura segreta di massa? Siamo alle solite. Chi controlla i controllori? Risposta: nessuno, e infatti spadroneggiano sulle nostre esistenze. Ma il cosiddetto Garante pagato con fior di euroni pubblici dove si è rintanato? E' forse in villeggiatura o in letargo? E' in gioco la vita, non solo la libertà. Siamo da un bel pezzo sotto dittatura, anche se i modi dell'oligarchia dominante sono apparentemente soft

Ora iniziamo ad alzare il tiro perché la gente deve sapere come stanno realmente le cose, visto che i patetici mass media telecomandati come i governi, mandano in onda la disinformazione quotidiana. Tema eluso del giorno: informazioni genetiche della popolazione.




Egregio presidente del consiglio pro tempore Enrico Letta le risulta per caso che negli ospedali pubblici e privati d’Italia, da circa 4 anni siano segretamente prelevati campioni di dna a partorienti e nascituri con variegati pretesti “scientifici” e senza il consenso informato degli interessati?

Presidente Letta, in caso disgraziatamente positivo sulla base di quale norma legislativa verrebbe effettuato questo prelievo forzoso? E a che scopo? Chi detiene - in base a quale diritto "divino" se non in palese violazione degli articoli 13 e 32 della Costituzione - e conserva nel Belpaese il codice genetico di cittadine e cittadini? Perché la banca dati del DNA prelevato a cittadine e cittadini italiani è accessibile a numerosi altri governi europei, ad Eurogendfor e quindi alla Nato che sovrintende tutto segretamente? Perché i dati sanitari sensibili del popolo italiano sono in mano al governo degli Stati Uniti d'America?

Egregio primo ministro, le risulta, sempre per caso, che il Ris dei carabinieri di Parma, detenga migliaia di tracce genetiche prelevate in Italia e messe a disposizione anche di altre forze di polizia militare europea, di Eurogendfor, e dunque dell'Otan?

In attesa di un improbabile chiarimento, come è stato nel caso delle origini artificiali dei terremoti e dell’aerosolterapia bellica quotidiana sui centri abitati, Il controllo dello Stato si esercita ogni giorno perfino sui nostri stili di vita individuali. Ormai, con l’ausilio delle nuove tecnologie, i funzionari della norma frugano ogni recesso della nostra esistenza. La nostra vita collettiva si dipana in una gabbia a cielo aperto. Un esempio? Il nostro corpo appartiene allo Stato italiano: una legge del 1999 consente di prelevare i nostri organi al momento della morte, se in vita non l’abbiamo rifiutato espressamente.  

Ma c’è qualcosa di peggio, anzi di inquietante. Avanza di nascosto, anzi segretamente una strana pratica stabilita dalla legge 30 giugno 2009, numero 85 che ratifica l’ennesimo accordo europeo passato sulla testa del popolo italiano. Infatti, il Trattato di Prüm è un accordo firmato appunto a Prüm da alcune Governi dell'Unione Europea (Austria, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Spagna e Paesi Bassi) il 27 maggio 2005.

Il pretesto per limitare drasticamente la democrazia, la libertà individuale e violare contro la nostra volontà il nostro stesso organismo è apparentemente nobile: la sedicente lotta al terrorismo. Il trattato può essere interpretato come una sorta di cooperazione rafforzata.  

Sulla carta, ossia all’apparenza la finalità del trattato è quella di aumentare le misure di coordinamento in materia di indagini giudiziarie e prevenzione dei reati.

Il principale settore in cui l'accordo interviene è quello dello scambio dei dati relativi al DNA non solo dei condannati per reati sul territorio dei paesi aderenti, ma anche dei semplici inquisiti. Questa norma, che non è prevista dal trattato di Schengen, amplia la quantità e la tipologia di informazioni che possono essere scambiate tra le forze di polizia, tutte ormai controllate da Eurogendfor (alla voce trattato di Velsen).
Il partito italiano Italia dei Valori e il governo Berlusconi IV ne hanno proposto la ratifica presso il Parlamento italiano, e così è stato maggioranza assoluta, senza voci di dissenso. La legge 30 giugno 2009, numero 85 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale 13 luglio 2009, numero 160 ha infine recepito tale Trattato. 

L'accordo internazionale è chiamato anche “Shengen II”, in quanto porta a compimento il processo di integrazione frontaliera avviato, per l’appunto, a Shengen, attraverso una più marcata definizione dello spazio europeo in termini di concreto esercizio della sovranità interna. (il cosiddetto “Codice Shengen” Regolamento CE 562/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio). Predisposto da Belgio, Germania, Spagna, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Austria e da questi sottoscritto 27 maggio a Prüm (Germania), esso trova l’esplicitazione del suo senso “politico” in un documento firmato pochi giorni prima, il 10 maggio 2005, «“Il programma dell’Aia”, una Comunicazione della Commissione al Consiglio e Parlamento europeo contenente dieci priorità per il quinquennio successivo in materia di libertà, sicurezza e giustizia”: 1) rafforzamento di diritti fondamentali e della cittadinanza; b) lotta al terrorismo; 3) impostazione equilibrata delle politiche dell’immigrazione; 4) procedure comuni sul diritto di asilo; 5) massimizzazione delle ricadute positive immigrazione; 6) gestione integrata frontiere interne UE; 7) equilibrio tra rispetto della privacy e sicurezza nell’ambito dello scambio di informazioni; 8) strategia comune nella lotta alla criminalità organizzata; 9) creazione di uno spazio effettivo di giustizia; 10) condivisione delle responsabilità con politiche di solidarietà (COM [2005] 184)».

Nel programma dell’Aja, dunque, è stato aggiunto uno nuovo: la disponibilità (avaibility), in base al quale gli apparati di intelligence e polizieschi di ciascuno Stato, che abbiano bisogno di talune informazioni prima dell’avvio del procedimento giudiziario, possono ottenerle da un altro Stato membro. Si punta, così, verso l’uniformazione di condizioni di operatività di Unione Europea, come è chiarito anche nel Proposal for a Council Frameworlk Decision on the Exchange of information under the principle of availability (COM [2005] 490).

L’operazione è partita ufficialmente con la risoluzione del Consiglio dell’Unione europea del 9 giugno 1997 sullo scambio di risultati di analisi del DNA (GU 97/C193/2), dove si esorta “gli Stati membri a istituire banche dati di DNA”.

Nel frattempo, è intervenuta la Corte europea dei diritti dell’uomo, che ha giudicato la conservazione generalizzata e per tempi indefiniti di impronte digitali, campioni biologici e profili del DNA di persone sospettate di aver commesso reati, ma non condannate, in contrasto con l’articolo 8 della CEDU, che, tra le altre cose, è posto a tutela del diritto al rispetto della vita privata. (S. and Marper vs United Kingdom, ECHR, NO. 30562/04 e30566/04, 4.12.2008). La sentenza non tocca il Trattato di Prüm, ma non può certo essere ignorata dagli Stati nella fase di attuazione. Il discorso tocca soprattutto l’Italia.

Nella legge italiana, la banca dati del DNA viene istituita al solo “fine di facilitare l’identificazione degli autori dei delitti” ed è collocata presso il Ministero dell’Interno, Dipartimento di Pubblica sicurezza (articolo 5 c.1), con il compito di raccogliere e confrontare i dati relativi al DNA (articolo 7), mentre la tipizzazione dei profili e la conservazione dei campioni biologici sarà a cura di un Laboratorio centrale appositamente costituito e collocato presso il Ministero della Giustizia, Dipartimento affari penitenziari (articoli. 5 c. 2 e 8).

Tuttavia, il Trattato di Prüm prevede altro e va oltre. Infatti:







Facciamo adesso un passo indietro nel tempo e allarghiamo l’orizzonte.  Il Protocollo di Palermo è il trattato che vieta il traffico di esseri umani, incluso il traffico di minori. Il suo titolo esatto è "Protocollo delle Nazioni Unite sulla prevenzione, soppressione e persecuzione del traffico di esseri umani, in particolar modo donne e bambini" . Si tratta di un documento addizionale alla Convenzione contro il Crimine Transnazionale Organizzato. Prende il nome dalla città, Palermo, dove venne adottato e firmato nel 2000. Il Protocollo di Palermo è entrato in vigore a livello internazionale il 25 dicembre 2003. L'Italia, pur essendo tra i primi paesi firmatari nel 2000, ha ratificato il Protocollo di Palermo solo il 2 agosto 2006. 

Singolare coincidenza: da allora il numero ufficiale (fonte ministero dell’Interno) è in vertiginoso aumento. Infatti, il 2013 si chiude addirittura con la scomparsa di oltre 2550 bambini in Italia.
E non c’è uno straccio di telegiornale o o di carta stampata, che abbia almeno sfiorato il problema. Cosa sta accadendo? Bisogna sapere presso l’Unione europea, soprattutto a Bruxelles bivacca in sede istituzionale una potente lobby di pedofili.
Primo ministro pro tempore Enrico Letta, in Italia da chi è costituito il Comitato nazionale per la biosicurezza e le biotecnologie, previsto dalla legge 85 del 2009 che il controllo sulla banca dati del DNA?
L’essenza del totalitarismo è il controllo tecnologico delle informazioni personali. Lo aveva profetizzato George Orwell nel famoso libro 1984. Stati totalitari e  tecnologia deviata avevano ispirato allo scrittore inglese le telecamere a circuito chiuso che, conficcate nei muri come l’ombra oblunga di un occhio, sorvegliano costantemente la popolazione, libera, si fa per dire, soltanto di riprodursi senza  amare e di divertirsi con i programmi televisivi spazzatura, sotto lo sguardo onnisciente del Grande Fratello.

Riferimenti:

Il libro di Gianni Lannes, IL GRANDE FRATELLO, STRATEGIE DEL DOMINIO (2012)

S. 586 Disegno di Legge di iniziativa dell'Italia dei Valori al Senato

C. 1146 Disegno di Legge di iniziativa dell'Italia dei Valori alla Camera

S. 905 Disegno di Legge di iniziativa governativa (Berlusconi IV)

Legge 30 giugno 2009, n. 85 "Adesione della Repubblica italiana al Trattato concluso il 27 maggio 2005 tra il Regno del Belgio, la Repubblica federale di Germania, il Regno di Spagna, la Repubblica francese, il Granducato di Lussemburgo, il Regno dei Paesi Bassi e la Repubblica d'Austria, relativo all'approfondimento della cooperazione transfrontaliera, in particolare allo scopo di contrastare il terrorismo, la criminalità transfrontaliera e la migrazione illegale (Trattato di Prüm). Istituzione della banca dati nazionale del DNA e del laboratorio centrale per la banca dati nazionale del DNA. Delega al Governo per l'istituzione dei ruoli tecnici del Corpo di polizia penitenziaria. Modifiche al codice di procedura penale in materia di accertamenti tecnici idonei ad incidere sulla libertà personale" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale numero 160 del 13 luglio 2009 - Supplemento ordinario numero108.














2 commenti:

  1. Interessante articolo che solo pochi sanno, tutto viene fatto dalla più oscura tirannide che il mondo abbia mai avuto.

    Ma, va anche oltre, nel tempo di centinaia se non millenni di anni.

    Codice di Diritto Mercantile Marittimo, VALIDO E APPLICATO ANCORA OGGI.


    Perciò la seconda cosa su cui ragionare è: perché per il potere mondiale chiamato anche cabala nera è fondamentale, il nostro consenso?

    Qualsiasi cosa vorremmo o potremmo fare sarà inutile, inefficace, avremo già perso in partenza.

    RispondiElimina
  2. Domanda: nessuno di noi ha mai fatto le analisi del sangue? Un prelievo di sangue? Ecco già lo hanno..

    RispondiElimina

Gradita firma degli utenti.