10.11.13

QUIRINALE, PARLAMENTO E PALAZZO CHIGI: 1.000 EURO AL MESE E ZERO PRIVILEGI







di Gianni Lannes


I parassiti nelle istituzioni non possiamo mantenerli a vita. Ora basta: in punta di diritto si può fare in un amen. Poche chiacchiere: invece di aumentare le tasse già elevate rispetto al resto del mondo e dell'Europa, si riduce drasticamente la busta paga dei politicanti (ne avevo già scritto due anni fa). Ergo, la casta politica va messa subito a stecchetto, tagliando radicalmente stipendi, indennità, emolumenti, e utilizzando quella valanga di denaro per consolidare lo Stato sociale, aggredendo la povertà materiale, e fornendo ai giovani un vero futuro, non aria fritta. In uno Stato di diritto non può essere garantito il crasso privilegio di chi tra l’altro, sta affondando il nostro Paese per interessi stranieri.

Solo Giorgio Napolitano al Quirinale, quello che nei viaggi al parlamento europeo faceva la cresta aerea, ci costa 26 mila euro all’ora, ovvero 624 mila euro al giorno. E’ uno spreco di denaro pubblico assolutamente folle, eticamente insostenibile con le persone che non hanno un lavoro e i pensionati che muoiono di stenti, mentre i giovani annaspano senza speranza affogando l’intelligenza nel vuoto assoluto.

Camera dei deputati

La politica è una missione al servizio della collettività. Allora, vuoi fare il politicante a Roma? Accontentati di un migliaio di euro al mese, altrimenti a casa. Niente di nuovo: lo ha già dettato la Costituzione, purtroppo stracciata dal Trattato di Lisbona entrato in vigore nel 2009 (firmato senza mandato del popolo sovrano nel 2007 da Prodi e D’Alema). Lo stipendio equo per senatori e deputati italiani è 1.138 euro netti al mese (con rivalutazione monetaria odierna). Lo hanno stabilito i costituenti con la legge 9 agosto 1948, numero 1102: 

«Determinazione dell’indennità spettante ai membri del Parlamento». Le firme sono tutte di uomini d’altri tempi e tempra. La prima è quella di Luigi Einaudi, la seconda è quella di Alcide De Gasperi, la terza è quella di Ezio Vanoni, ministro del Bilancio e delle Finanze, e la quarta quella di Giuseppe Pella, ministro del Tesoro. Timbro posto dal guardasigilli Giuseppe Grassi.

«Ai membri del Parlamento è corrisposta una indennità mensile di lire 65 mila». Una somma che con l’inflazione e la rivalutazione monetaria in 64 anni equivale attualmente a 2.204.800 lire, pari appunto a 1.138 euro. Netti. Ai parlamentari era concesso «un rimborso spese per i giorni delle sedute parlamentari alle quali essi partecipano. La misura di tale diaria sarà stabilita dagli uffici di presidenza delle rispettive Camere, tenendo conto della residenza o meno nella capitale di ciascun membro del Parlamento». A differenza di oggi dunque si rimborsavano le spese di alloggio a Roma per fare i parlamentari solo per i giorni in cui c’erano sedute e solo ai parlamentari che effettivamente erano presenti. Era vietato il cumulo della indennità parlamentare con gettoni di presenza o qualsiasi tipo di incarico conferito dallo Stato o da un ente pubblico. 

Quella legge è stata abrogata dalla successiva legge 31 ottobre 1965, numero 1261 (trattamento economico dei parlamentari) che ha aperto una gran confusione sullo status degli onorevoli, affidando i loro stipendi agli interna corporis (con un tetto massimo non  quantificato, ma legato allo stipendio di un presidente di sezione della Corte di Cassazione). Allora: tagliamo subito lo stipendio agli onorevoli. 

Il Movimento 5 Stelle batta un colpo vero dall'opposizione: ha i numeri per mandare a casa qualsiasi governo telecomandato (anche dall'estero). Basta un pò di determinazione.

Prendere o lasciare: sicuramente non avranno un'altra occasione per entrare nel transatlantico per comandare le nostre vite. Altra soluzione immediata: uscita dall’euro, senza se e senza ma. Il popolo italiano sarà fesso ma non è scemo. E qui si batte la fame.


LEGGE 31 ottobre 1965, n. 1261



LEGGE 9 agosto 1948 , n. 1102





2 commenti:

  1. L'italiano non è pronto per fare la rivoluzione..ci son tantissime persone che evidentemente stanno bene o va bene questa situazione politica ed economia...per quanto riguarda l uscita dall euro fortunatamente tantissime persone ne sono a conoscenza ma siamo sicuri che risolverebbe gran parte dei problemi di un paese cosi marcio? Io penso proprio di no

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    1. Infatti non basta uscire dall'euro ma servirebbe una nuova Costituente, come hanno fatto in Isalanda e come stanno facendo in Ungheria. L'Italia l'ha creata la massoneria, proprio come l'Europa; adesso dovrebbe essere il popolo a scriversi la Costituzione a suo uso e consumo. Ma come si fa? Ce lo insegnera' la necessita'.

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