4.5.13

ARMI NUCLEARI NORDAMERICANE IN ITALIA



Longare (Vicenza) - deposito di ordigni nucleri USA - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)



di Gianni Lannes

Assenza di sovranità. E pericoli atomici in violazione del Trattato internazionale di non proliferazione nucleare (TNP). Tutti i governi italiani hanno sempre negato spavaldamente la presenza e l’esistenza sul suolo nazionale di armi atomiche. In particolare, hanno violato gli articoli 32, 80 e 90 della Costituzione Repubblicana ed antifascista.

Ma ecco una delle numerose prove che ho raccolto, insieme alla documentazione militare targata USA ed ai carteggi inediti in materia nucleare di Segni, Taviani e Fanfani

In questo caso si tratta di una lettera datata 12 aprile 1956. La missiva fu inviata dal segretario di Stato John Foster Dulles, al segretario della Difesa Charles Wilson. Il documento è stato declassificato il 20 ottobre 1995.


«Caro Signor Segretario, mi riferisco alla sua lettera del 22 dicembre 1955, concernente la richiesta dell’ufficio congiunto degli Stati maggiori di immagazzinare armi nucleari nella Francia metropolitana e in Italia, e alla mia risposta interlocutoria del 24 gennaio 1956. La questione concernente la Francia è attualmente materia di discussione fra le nostre amministrazioni.

L’ambasciatore Luce ha discusso lo spiegamento di armi atomiche con il ministro della Difesa Taviani. Il ministro italiano della Difesa ha assicurato l’ambasciatore che gli Stati Uniti possono liberamente procedere con lo spiegamento. 

Sono d’accordo con lo spiegamento di armi atomiche in Italia. Prendo nota dell’assicurazione contenuta nella sua lettera del 22 dicembre secondo cui il Dipartimento di Stato verrà informato in anticipo della data in cui avrà inizio lo spiegamento in Italia di armi speciali. Quando questo spiegamento sarà stato completato, il Dipartimento di Stato si propone di autorizzare l’ambasciatore Luce, se lo ritiene necessario alla luce della sua conversazione con Taviani, a informare il generale Mancinelli, capo di Stato maggiore, in merito alla generale ubicazione dei siti». 




Le prime due regioni ad ospitare segretamente ordigni, e missili nucleari di proprietà degli Stati Uniti d’America, sono stati la Puglia (Gioia del Colle e Poggiorsini) ed il Veneto (Longare). Dal 1957 le atomiche si sono ammassate senza mai alcun tipo di controllo da parte della Autorità italiane. 

Inoltre, il Governo USA ha fornito allo Stato italiano la prima ed unica centrale nucleare, utilizzata dal Camen (poi Cresam, oggi Cisam) per sperimentazioni atomiche che non rientra in alcun piano di dismissione e bonifica. Il sito sottoposto a segreto di Stato si trova a San Piero a Grado, a pochi chilometri da Pisa, addirittura nel parco di Migliarino San Rossore (un'area protetta ed inaccessibile ai comuni mortali).  Le pericolose scorie si trovano sepolte in loco, nella pineta. Adesso le autorità militari si accingono a scaricare nel Mar Tirreno i liquidi radioattivi dell'impianto nucleare.



Non esistono piani di sicurezza per la popolazione civile italiana ed europea!

Vicenza - base USA "Dal Molin" - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)


E non a caso è stata inviduata Vicenza per una nuova base militare da cui lanciare le guerre a pronto impiego nucleare. Tant'è che lo Zio Sam ha riattivato il vecchio deposito atomico di "Site Pluto" a Longare, ad un soffio proprio da Vicenza. Singolare coincidenza, in loco, nel 2006 è stata inaugurata ufficialmente - nella caserma dei carabinieri "generale Chinotto" - la sede internazionale di Eurogendfor, la gendarmeria europea con poteri illimitati, ossia non soggetti ad alcuna autorità - né della magistratura né del Parlamento - ma solo alla NATO. Strano, perché la ratifica parlamentare del Trattato di Velsen risale al 2010, mentre l'operatività di Eurogendfor dura da 7 anni, vale a dire ben prima, dunque illegalmente.

Per i padroni a stelle e strisce l'Italia è semplicemente una portarei da cui esercitare il dominio, mentre il popolo italiano è considerato inferiore e dunque sottomesso.

 






 

2 commenti:

  1. Abbiamo fino ad oggi consentito, per lo più inconsapevolmente, ad un'orda di zombie italioti, di svendere e violare la sovranità, l'integrità e la sacralità del nostro territorio, all'elite angloamericana; e questo dura ormai da un secolo e mezzo, considerato che i Savoia erano in floridi affari privati con la corona inglese e sono stati i primi a tradire e attentare alla nostra sovranità. Siamo in tempoo per rigettare questi accordi capestro e per spezzare le catene che ci rendono utili servi della nato e delle elite che si cela dietro questo turpe gendarme globale.

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  2. Dobbiamo costruire una tenaglia anello per anello spezziamo la catena.

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