29.3.13

SICILIA PERDUTA

 
Augusta - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)



di Gianni Lannes

Hanno ucciso le persone, i bambini, ed annientato la poesia di luoghi magici per fascino e tradizione. La ragione è unica: il profitto a tutto i costi. Augusta, Melilli e Priolo in provincia di Siracusa. La raffinazione del petrolio senza alcuna cautela ha distrutto per sempre un territorio ricco di storia, ed un tempo di ricchezze naturali.

Oggi la bellezza si intuisce sotto le ferite inferte dall'avida mano industriale. La vita umana, il mare e la terra non hanno alcun valore e sono stati inesorabilmente cancellati. Tutto il resto è retorica.



Un eczema purulento, un tombino infernale del capitalismo. Nessuno equilibrio e la sofferenza non ha tregua. In fondo il codice penale nello Stivale ignora l'ambiente, salvo perseguitare i rari giornalisti ficcanaso con norme antidemocratiche ed illiberali.  

Nel 1990 l'ampia area è stata dichiarata ad "elevato rischio di crisi ambientale" a causa del degrado della qualità dell'aria, del depauperamento della falda idrica causato dai ponderosi emungimenti petrolchimici, della presenza di numerose discariche - legalizzate ed abusive (non fa differenza) - a cielo aperto, dell'esistenza di impianti pericolosi (ai sensi delle direttive Seveso) per lo stoccaggio di migliaia di tonnellate di idrocarburi, gas, ammoniaca e veleni di vario genere nei pressi dei centri abitati; in un'area, per giunta, altamente sismica. La cronaca ha registrato incidenti a catena.

Da decenni gli effetti nefasti di queste attività deleterie sono oggetto di solenni studi, di clamorose denunce e di qualche inchiesta giudiziaria della magistratura che non ha prodotto alcun effetto concreto in positivo, a favore del bene comune. Soltanto qualche spicciolo elargito dall'Eni (non più in mani italiane) a mò di elemosina per i tanti morti ed i malati allo stadio terminale. In questo angolo di Sicilia nord orientale la vita viene soffocata già in fase di procrezione, eppure la Chiesa Cattolica che si batte in teoria per la difesa degli embrioni, in concreto effettivamente tace sui corpi di vita massacrati quotidianamente. In compenso il cancro è a norma di legge.

Nel 1995 il Governo italiota approvò l'altisonante  "piano di risanamento ambientale" di questa zona del siracusano, ma degli interventi allora previsti si sono smarrite definitivamente le tracce. In seguito, nel 2008, fu sottoscritto dal governo nazionale e dagli enti locali, il solito accordo di programma per le bonifiche delle aree comprese nel Sin (sito di interesse nazionale) di Priolo, tra cui la rada di Augusta. 

Un bel giorno, l'allora ministro autoctono Stefania Prestigiacomo, di nota nota famiglia inquinatrice locale, dichiarò trionfalmente: "Oggi istituzioni e imprese si sono impegnate a compiere uno sforzo economico importante, di cui il territorio ha dirittto. Abbiamo la consapevolezza che occorrerrà far presto e far bene perché bisogna recuperare il tempo perduto". 

Insomma, la solita aria fritta: chiacchere al vento per abbindolare i creduloni.

Sono passati altri 5 anni, ma né lo Stato la Regione hanno mosso un dito, nonostante la sbandierata autonomia e l'ingresso dei grullini in maggioranza, alleati dei tanto vituperati partiti.

L'accordo di programma prevedeva interventi per 778,50 milioni di euro, ma attualmente sono disponibili soltanto 110 milioni, che non bastano nemmeno per la bonifica del porto di Augusta (dove sostano sommergibili a propulsione ed armamento nucleare dell'Alleanza atlantica, in violazione delle norme di sicurezza civile). E non si sa che fine abbia fatto il resto del malloppo di quattrini pubblici. 

Forse non frega proprio proprio niente a nessuno se qui si sopravvive e nascono da decenni bambini malformati, se l'economia agricola è in ginocchio, se la pesca ha chiuso i battenti da un pezzo, se la gente comune arranca giorno per giorno. 

E tanto per non farsi mancare niente: imperversano anche i giochi di guerra della NATO sulla faglia sismica più pericolosa della Penisola. Un destino che non risparmia il resto dell'Italia, senza un segno di ribellione a tutto campo contro questa dittatura

Ladri di vita e di futuro: hanno cancellato anche i sogni, e tanti applaudono pure l'avanspettacolo al Parlamento. Bel progresso!


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