12.2.13

GRILLO, CASALEGGIO & LO ZIO SAM



di Gianni Lannes

Mentre i padroni anglo-americani-sionisti fanno a pezzi il sistema Italia (Eni e Finmeccanica ancora non addomesticate) per impadronirsene, mi distraggo un attimo. Sembra il momento di gloria di un fenomeno da baraccone che ha tutta l'aria e l'intenzione di sfasciare definitivamente lo Stivale. Questa volta non voto e dico la mia.  Niente di personale: dei politicanti parassiti ho scritto in maniera documentata per anni. Adesso tocca a chi per decenni ha impunemente insultato i giornalisti e chiunque altro gli capitasse a tiro di sputo. Oggi appunto la mia attenzione su un prepotente attaccabrighe che solo perché ha accumulato un sacco di soldi, pensa di incutere timore a chiunque. Uno allo stato brado che pretende di avere la ricetta facile in tasca per la risoluzione di innumerevoli problemi, mentre sembra un mero tornaconto personale. E’ giunta l’ora di metterlo in riga, se non proprio a cuccia, visto che ha la pretesa di governare l’Italia senza avere neanche l’abc per dirigere una stalla. Un venditore di fumo per conto terzi, un ciarlatano? Non esistono salvatori della patria, ma solo palloni gonfiati, che appena li sfiori si afflosciano. 

Le aberrazioni di un dittatorello non sono invisibili. Ecco il nuovo che avanza (intervista di Gianroberto Casaleggio al Corsera): “Con Beppe Grillo ho scritto il non statuto del movimento 5 stelle insieme abbiamo definito le regole”. Da applicare a chi? Banale: ai pecoroni belanti.
Recita infatti l’articolo 3: «Il nome del MoVimento 5 Stelle viene abbinato a un contrassegno registrato a nome di Beppe Grillo, unico titolare dei diritti d’uso dello stesso».

Beppe Grillo: unico proprietario del marchio e del nome, unico soggetto ad autorizzare qualsiasi iniziativa. Insomma, il padrone. Ed il ragioniere ligure osa chiamare questa fetenzia addirittura democrazia diretta. Al massimo il predicatore, se ne comprendesse il senso ed il significato, potrebbe blaterare di oligarchia.   

Più che il plagio di massa intravedo una regressione di una parte del popolo italiano che si è infatuata per il comicante un tanto al chilo in eccesso. Un pezzo della massa sembra aver abdicato al proprio senso di responsabilità. E così va in scena una regressione all’infanzia, senza offesa per i bambini che hanno sale in zucca e non c’entrano niente in questa sceneggiata a reti unificate!

In altri tempi, quando l’Italia aveva cultura e buon senso, un pagliaccio a caro prezzo non sarebbe durato qualche giorno. Ma come si fa a prendere in considerazione uno spacciatore di boiate? Uno che impara a pappardella discorsi altrui vomitandoli a soggetto e teme qualsiasi confronto diretto con chi può metterlo dialetticamente a tappeto? Grillo non è un qualunquista qualunque, ma si è autodefinito il “capo e garante delle 5 stelle”. Ergo: eventuali parlamentari prenderanno ordini direttamente da lui. E la chiama democrazia, pensate un po’!

A Grillo & Casaleggio che non tollerano il dissenso e che per esempio - come da loro programmino - vogliono imporre l’apprendimento dell’idioma inglese fin dall’asilo e l’abolizione dei libri di scuola stampati, dico che prima dovrebbero imparare la lingua italiana ed il rispetto del prossimo, “stranieri” o “extracomunitari” in primis.
La pratica dell’odio e della paura rende le masse malleabili. Vero Casaleggio? La manipolazione del prossimo passa attraverso la risata. Perché Grillo non fa satira sul bignamino elettorale in salsa Casaleggio? In questo elenco di slogan non vi è un cenno al fatto che la Costituzione italiana è stata annullata dal Trattato di Lisbona, entrato in vigore il primo gennaio 2009.

Come tralasciare la più grave ed eclatante omissione sfornata dal duetto eterodiretto? Il signoraggio bancario. Possibile? Scandagliate il “programmetto” buono al massimo per un’elezione condominiale, e ve ne renderete conto. Il massimo che si legge è: “Riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi e con l’introduzione di nuove tecnologie”.

Grillo & Casaleggio tornate alle elementari. Ma chi volete prendere per i fondelli? Possibile che l’Italia sia ridotta in queste condizioni?
Grillo semina odio e sparge violenza verbale impunemente da anni. Dileggia volgarmente chiunque non lo osanna a dovere. Il pericolo è dietro l’angolo:  non si scherza con la retorica e le illusioni. Anche i buffoni servono al regime in decadenza. I problemi del nostro Paese non si rivolvono con i suoi “vaffa-day”, usando i più giovani. Grillini non siate grullini!

Per dirla con George Orwell: (1984): “La menzogna diventa verità e passa alla storia”. E tanto per citare Hegel: “La storia è la versione dei fatti di chi detiene il potere”. 

Il populismo d’accatto è cercare consenso usando luoghi comuni di facile presa. E allora, tanto va lo schiavo alle urne che si crede cittadino. Povera patria? Adesso basta con questo spettacolo di infima categoria: siamo una realtà di intelligenze e saperi.

Basterebbe paralizzare pacificamente ad oltranza l’Italia, sull’esempio di Gandhi, per orientare il popolo italiano alla riconquista della civiltà e della democrazia. Saremo in grado di vincere questa sfida e scrollarci le catene?

6 commenti:

  1. "Basterebbe paralizzare pacificamente ad oltranza l’Italia"

    Saremmo in tre gatti a fare uno sciopero ad oltranza, purtroppo la stragrande maggioranza degli italiani non ha nè l'intenzione, nè il coraggio di fermarsi. Tanti muri di gomma così bravi a lamentarsi poi sono i primi ad alimentare questo sistema, hanno la pancia piena e se ne fregano. Queste persone dovrebbero guardare la realtà greca per rendersi conto del futuro che li aspetta se non si svegliano...
    Saluti

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  2. Non sono pessimista sul futuro dell'Italia! Bisogna coltivare l'ottimismo della ragione anche se il quadro complessivo delle minacce è grande.

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  3. Possibile che tutti quelli che verranno eletti si faranno comprare o eterodirigere. Saranno tanti. Se la metà cominciassero a raccontare alla gente quello che si legge sul Suo blog...

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  4. Questo arruffone, telecomandato e becero populista, proprietario di un pseudomovimento politico e del suo marchio, manderà un centinaio di sprovveduti in parlamento, piò o meno; quegli stessi sprovveduti che hanno firmato con lo studio legale del padrone, un contratto che prevede una specifica disciplina di partito oltre che una sensibile decurtazione dello stipendio da parlamentare...che insieme ai rimborsi dei gruppi parlamentari fanno milioni di euro che affluiranno nelle casse del buffone di genova e del sul ideologo da strapazzo. Ce ne sarebbe abbastanza per dichiarare incostituzionale il pseudomovimento politico ed ineleggibili gli eletti (che secondo la costituzione dovrebbero svolgere il loro ufficio senza vincolo di mandato). Troveremo qualche neoeletto in grado di sollevare la questione innanzi alla giunta delle elezioni di ciascuna delle camere?

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  5. Ma non è Grillo che esppelle i dissidenti?
    Ma no è Grillo il dittatorello?

    PARTITO davvero DEMOCRATICO?

    Sui giornali semmai si legge questo:

    Espulsa dal Pd l'ex sindaco di Avigliana, con lei vicesindaco e assessore.

    Acqui Terme. Ferraris e Giglio espulsi dal Pd.

    Il Gruppo del Partito Democratico del IV Municipio di Roma ha deciso di espellere il consigliere Giorgio Limardi, a seguito di un ripetuto comportamento difforme alle linee del partito.

    Mario Russo, Valerio Addentato e Roberto Merlini sono stati espulsi dal segretario del PD provinciale di Roma Carlo Lucherini.

    Agropoli. Carmine Parisi: "Cacciato dal Pd perché ho denunciato la speculazione edilizia".

    Troina. Espulsi dal PD due consiglieri comunali, per avere votato in contrasto con le indicazioni del partito.

    Castiglione del Lago. Rosanna Ghettini, Caterina Bizzarri, Giancarlo Parbuono e Ivano Lisi espulsi dal PD.

    Terremoto PD Alessano: espulsi Cosimo Del Casale e Donato Melcarne.

    Piacenza, bufera nel Pd: espulsi i sostenitori di Renzi dall’esecutivo. Sostituiti i dirigenti con una telefonata.

    Rapallo, sono stati espulsi dal PD: Maria Cristina GERBI, Giorgio BRACALI, Alessio CUNEO, Emanuele GESINO, Maurizio Ivan MASPERO, Maria MORRESI, Giulio RIVARA.

    La segreteria cittadina di Orta Nova ha attivato le procedure per il deferimento del consigliere comunale Antonio Bellino alla Commissione di garanzia, alla quale sarà proposta l’espulsione dal PD per violazione dello statuto e del codice etico.

    San Mauro Torinese, Rudy Lazzarini espulso dal PD insieme a un nutrito gruppo di colleghi.

    CASERTA. Rino Zullo è stato espulso dal PD.

    Carmelo Mazzola e Domenico Prisinzano sono stati espulsi dal PD di Castelbuono.

    Afragola: Valentino espulso dal PD.

    Sei iscritti al PD allontanati dal partito per non aver appoggiato Marini candidato sindaco a Frosinone.

    Solidarietà a Paolo Dean ex sindaco di Fiumicello e a Rosanna Fasolo, ex assessore della giunta Dean, espulsi dal PD.

    Terlizzi. Segreteria Pd: «Espulsi dal partito Ceci, Grassi e Adamo».

    Avezzano. Il Partito democratico ha avviato la procedura per espellere Nicola Pisegna Orlando dal partito.

    Anghiari. Danilo Bianchi espulso dal PD.

    Campobello di Licata, il consigliere comunale Mimmo Tascarella espulso dal PD.

    Gavorrano. Serena Remi, ex segretaria Pd ha presentato ricorso al Comitato Provinciale dei Garanti contro il provvedimento di allontanamento dal partito: «Registra pecche di forma ed è infondato».

    Siena. Sospensione dal partito per Giovanni Bazzini, Anna Gioia, Luca Guideri, Giancarlo Meacci, Lucio Pace, Alessandro Piccini e Gian Luca Ranieri.

    Belluno. Il Pd “scomunica” Massaro e gli vieta di iscriversi.

    Mondragone. Sfiducia Cennami, espulsi dal Pd i tre consiglieri.

    Il Pd passa ai fatti espulsioni ad Alessano.

    San Giuliano Terme, il Pd espelle dal partito due consiglieri comunali.

    Teramo. Le critiche scatenano l'epurazione. Espulso presidente comunale Pd.

    Eboli. Salvatore Marisei, Carmine Campagna, Antonio Petrone, Armando Cicalese, espulsi dal PD.

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