5.2.13

AMNESIE DI BEPPE GRILLO


di Gianni Lannes


Il padrone per conto terzi di un movimento politico che ha nella bandiera l’etica comportamentale, che non dialoga bensì monologa, possiede un precedente personale molto ingombrante. E’ condannato e quindi secondo le sue regole non dovrebbe candidarsi…. eppure, guarda caso, lui stesso sembra non seguirle. Che disinvoltura. Siamo in Italia, bellezza! In campagna elettorale tutto fa brodo.


In tanti mi chiedono lumi sull’intrattenitore italiota. A parte aver già dedicato un corposo paragrafo alle sue bravate, proprio nel mio libro IL GRANDE FRATELLO. STRATEGIE DEL DOMINIO, è utile aggiungere qualche altra riflessione documentata sull’ultimo “profeta” (sic!) allevato nello Stivale dai poteri massonici inglesi.  


Qualcuno si è montato la testa in piazza? Sull’attendibile sito web di Rai News 24 leggo ora un comunicato stampa con tanto di logo del capoccia e programma (datato11 gennaio 2013), intitolato “Cinque stelle candida Grillo a palazzo Chigi” che non riporta smentite dell’interessato. Ma, come, il ragioniere ligure aveva sempre spergiurato, che non si sarebbe candidato? La notizia che campeggia in bella mostra sul portale radiotelevisivo recita esattamente così: 


«Il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo ha presentato il proprio simbolo al Viminale e candida proprio il comico blogger, e leader di riferimento del Movimento, a governare la Repubblica italiana».




Accantoniamo i conclamati deliri razzistici, i peana sulla mafia in Sicilia e gli accoppiamenti destrorsi, ma vuoi mettere lo spettacolo a pagamento per anni di quei fessi degli italioti? Guardiamo oltre. 

Giustamente il padrone del movimento 5 stelle non vuole in Parlamento i condannati per corruzione. E i condannati per omicidio colposo come lui? Loro possono sedere alla Camera dei Deputati o alla Presidenza del Consiglio dei Ministri? Beppe Grillo è stato condannato per omicidio colposo. Esatto. Lo sapevate?



Il pluriomicida - La vicenda è sepolta nell’oblio, ma è bene rinfrescare la memoria di chi soffre accidentalmente d’amnesia, ed insulta violentemente chi osa dissentire civilmente.

Venticinque anni fa la Corte Suprema di Cassazione  ha confermato la condanna definitiva - un anno e quattro mesi di carcere - a Beppe Grillo per omicidio colposo plurimo, poiché giudicato responsabile della morte di due coniugi genovesi, Renzo Giberti (45 anni) e Rossana Guastapelle (33 anni), e del loro bambino Francesco, di 9 anni, a seguito di un incidente stradale nei pressi di Limone Piemonte, da lui causato l'8 dicembre 1981.


Ecco cosa si apprende da un verbale di interrogatorio in aula, nel 1984: «Quando si è accorto di essere finito su un lastrone di ghiaccio con la macchina?»; «Ho avuto la sensazione di esserci finito sopra prima ancora di vederlo»; «Allora non guardava la strada». In primo grado Grillo venne assolto con formula dubitativa ma la Corte d’Appello di Torino, il 13 marzo 1985, lo condannò a un anno e 4 mesi col ritiro della patente: «Si può dire dimostrato, al di là di ogni possibile dubbio, che l’imputato risalendo la strada da valle, poteva percepire tempestivamente la presenza del manto di ghiaccio (…). L’esistenza del pericolo era evidente e percepibile da parecchi metri, almeno quattro o cinque, e così non è sostenibile che l’imputato non potesse evitare di finirci sopra», sicché l’imputato «disponeva di tutto lo spazio necessario per arrestarsi senza difficoltà» ma non lo fece, anzi decise «consapevolmente di affrontare il pericolo e di compiere il tentativo di superare il manto ghiacciato. Farlo con quel veicolo costituisce una macroscopica imprudenza che non costituisce oggetto di discussione». 


La condanna, appunto, sarà resa definitiva dalla IV sezione penale della Corte Suprema di Cassazione l'8 aprile 1988.


La storia - Nel pomeriggio dell'8 dicembre 1981 Beppe Grillo perse il controllo di un fuoristrada Chevrolet K5 Blazer mentre percorreva la strada militare, vietata al transito, che da Limone Piemonte porta sopra il Colle di Tenda. Il veicolo sei chilometri dopo Quota 1400 scivolando su un lastrone di ghiaccio cadde in un burrone profondo ottanta metri. A bordo con Grillo c'erano altri quattro amici genovesi con i quali stava trascorrendo il fine settimana dell'Immacolata. Grillo si salvò, essendosi gettato fuori dall'abitacolo in tempo prima che cadesse nel vuoto. Tre settimane dopo l'incidente, per Grillo scattò l'incriminazione per omicidio plurimo colposo. Nell'ottobre 1982 la perizia ordinata dal giudice istruttore suggerisce che Grillo fu colpevole di non aver fatto scendere i suoi passeggeri prima di affrontare il tratto di strada più pericoloso e pertanto il 28 settembre 1983 il popolare comico genovese viene rinviato a giudizio. Il processo di primo grado si celebrò a Cuneo il 21 marzo 1984 concludendosi con l'assoluzione di Grillo per insufficienza di prove. Pubblico ministero e avvocato della difesa ricorrono in appello. Il primo perché aveva chiesto una condanna a sedici mesi di reclusione, il secondo per avere un'assoluzione più ampia.


Tragedia un piffero - Voleva mettere in mostra il gippone nuovo? Così ha alzato la sbarra di una strada chiusa perché troppo pericolosa? Gli altri hanno dissentito, ma lui non ha sentito opinioni? I due fidanzati, dopo aver verificato la scarsa tenuta del veicolo e l’imprudenza del guidatore, decisero prudentemente di scendere e farsela a piedi. Ma la famiglia Giberti non aveva questa alternativa. Francesco era troppo piccolo per camminare al freddo per tutta quella strada e i cellulari non esistevano. Non avevano quindi altra scelta che mettere la vita propria e del figlio in mano ad uno sbruffone. Ad un certo punto si presentò un tratto di strada completamente ghiacciato. Grillo rallentò un po’ ma lo stesso decise di provarci, incurante del fatto che la sua auto - con solo due porte - era una trappola mortale per i passeggeri. Quando finì sul ghiaccio cominciò a sbagliare manovre. Ad un certo punto urtò una piccola sporgenza di roccia con la ruota di scorta posteriore e l’auto si girò, puntando minacciosamente verso il baratro. Iniziò così lentamente a muoversi. Appena avvertito il pericolo, Grillo, senza dire una parola scese dall’auto, ormai salvo, fuori dal fuoristrada senza controllo. Gli altri non avevano ancora realizzato nulla. Bilancio finale per la bravata di Grillo: tre morti (tra cui un bimbo) ed un ferito grave.



Cristina Giberti - «Beppe Grillo non si è mai scusato con me» - Il giornale Vanity Fair ad una manciata di settimane dalle elezioni politiche rispolvera una vecchia storia. La rivista ha intervistato Cristina Giberti,  la quale nel 1981 aveva 7 anni:


«Chiedo solo di incontrare il signor Grillo. È un gesto che devo a me stessa, ma anche ai miei genitori e a mio fratello, che non possono più parlare: lo faccio io a nome loro. Molte volte mi sono chiesta che cosa proverei ad averlo davanti a me, di persona, per chiedergli di quel giorno. (…) Non ho mai avuto occasione di sentirmi raccontare come sono andate le cose direttamente da lui, l’unico che possa davvero farlo. Mi conosceva bene, era amico dei miei, frequentava la nostra casa: come è possibile che in tutti questi anni non abbia mai sentito l’esigenza di vedermi, di chiedermi scusa, almeno di telefonare ai miei genitori adottivi per sapere come stavo?».


La donna ha spiegato di provare, comprensibilmente, un effetto particolare ogni volta che vede in tv il faccione del comico genovese:


«Fra tutti quelli che in questo periodo sentono continuamente parlare di lui e vedono la sua faccia e leggono ovunque le sue parole ci sono anche io, e lui dovrebbe ricordarselo, e dovrebbe capire l’effetto che mi fa».


La signora, impegnata nel volontariato per l’infanzia, ha raccontato di aver provato ad entrare in contatto con il leader del Movimento 5 Stelle, senza però particolare successo:


«Mi ha richiamato un nipote di Grillo: mi ha spiegato che tutta la sua famiglia aveva sofferto per l’incidente, che non era il momento di ritornare sull’argomento. Ma per me il momento è questo: sono cresciuta, sono mamma, sono pronta per sapere e per parlare».


E’ evidente che Grillo è un personaggio pubblico e che da tempo promuove una politica fatta da persone sulle quali non pendano condanne giudiziarie. Fino ad ora il comico genovese non ha commentato l’intervista della Giberti, anche se Vanity Fair - è scritto nel servizio stesso - lo ha contattato per concedergli spazio sin da subito.  


Nulla di personale. Grillo, però è stato infatti giudicato responsabile, naturalmente ''per colpa'' non per altro, della morte di due adulti e del loro bambino, per avere guidato imprudentemente un fuori strada che è precipitato in un burrone con le tre vittime imprigionate all'interno, mentre lui è riuscito a salvarsi. Una disgrazia, dunque, ma causata dall'imprudenza. Chi incorre in una vicenda come questa è sicuramente degno di pietas: un suo errore, una sua imprudenza l'hanno consegnato per tutta la vita a una colpa terribile. L'unica cosa che si chiede a chi sia incorso in un tragico errore come questo, però, è che non si erga a moralizzatore di un’intera nazione. Invece no. Beppe Grillo si propone all’Italia come Masaniello contro una classe politica di immorali. Non può farlo. Lui, non può farlo. Ed è incredibile che lui stesso, per primo, non lo comprenda e faccia finta di nulla. Tutto qui. O forse vogliamo fare una legge ad personam, che esclude lo sterminatore di una famiglia? Grillo ha anche fatto Appello e il ricorso per Cassazione, perché voleva forse far credere che i tre si erano suicidati? Mi limito ad osservare che nella circostanza Grillo è andato con l’auto in una zona vietata alzando una sbarra, quando si è accorto che a causa del ghiaccio l’auto sbandava e non riusciva più a controllarla, è sceso ed ha abbandonato al loro destino una famiglia ma, soprattutto un bambino, non provando neppure a salvarlo. Questo dovrebbe essere il soggetto a cui affidare la guida di un Paese?


La vicenda giudiziaria di Grillo non fa di lui un criminale, naturalmente, ma ne ha accertato l’irresponsabilità, che ha causato l'eliminazione di un’intera famiglia. Lo stesso tipo di irresponsabilità mi sembra manifestarsi nell’aizzare in un certo modo la folla. Preparatevi a morire, dunque: una risata vi seppellirà. E visto che va in onda una farsa, è preferibile astenersi da un voto inutile con una pericolosa legge che viola la Costituzione.

  
riferimenti:







13 commenti:

  1. Gianni, questo retroscena di Grillo non lo conoscevo e mi ha fatto rabbrividire... ma una domanda mi sorge spontanea, con le elezioni alle porte, chi puo' essere degno del nostro voto?
    Roberto

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  2. Il voto del popolo italiano con una legge palesemente incostituzionale non ha senso!

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  3. Grazie per l'approfondimento in merito allo svolgimento della vicenda e alla sorte della superstite.

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  4. Grazie per l'approfondimento sulla questione che in rete e nella memoria latitano parecchio.

    Posso permettermi di farle una domanda?
    Può confermare o smentire la presenza di Beppe Grillo a bordo del panfilo Britannia il 2 giugno 1992?

    Alessandro

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  5. Per inciso. Da quanto ho capito, Eugenio Benetazzo si augura la vittoria del movimento 5 stelle, al di là del giudizio che se ne può dare (positivo-negativo), in quanto servirà alla realizzazione di quell'"effetto cuneo" che permetterà la disgregazione di questo status quo incrostato e apparentemente duro da scalfire della nostra classe dirigente politica in Italia.

    Grillo certamente avrà le sue pecche e questo tragico vecchio caso, riportato nuovamente alla luce della cronaca, è un peccato originale difficile da cancellare con un semplice colpo di spugna, nonostante i tanti anni trascorsi.
    Giustamente Gianni Lannes fà il giornalista (nel senso effettivo della parola) e riporta la notizia del fatto da lui commentata pari pari, senza infingimenti, crudamente, senza possibilità di facili scusanti.
    Credo che Grillo abbia, non so come dire, un qualche meccanismo di percezione della realtà guasto al suo interno. Sarà un trauma che agisce in sordina?... Questo silenzio e occultamento della memoria di Grillo si ripete. Anche nel caso del microscopio elettronico sottratto alla ricerca dei coniugi Montanari & Gatti, c'è stato questo gap di rimozione che ha lasciato molti di noi di stucco. Non ne ha voluto più parlare apertamente, né confrontarsi in pubblico a dire le sue ragioni sul perché del suo comportamento e in merito a questa "sottrazione". Una cosa che avrebbe dovuto fare per obbligo verso i suoi sostenitori e ancor più verso tutte le persone che hanno contribuito all'acquisto di questa importante apparecchiatura, le quali si saranno certamente sentite prese per i fondelli... Semplicemente: si è chiuso ermeticamente nel suo sacro alone di impenetrabilità, rifiutando qualsiasi confronto. Tranne qualche sparuta pseudo-spiegazione frettolosa o sparata giornalistica dell'ultima ora, come quella fatta da una certa Valeria Rossi, questa faccenda resta poca chiara (da parte di Grillo s'intende e non di Montanari). Di "perché" senza risposta ne restano tanti... Non siamo nel campo della teologia, minato da incertezze e dubbi... anche se siamo comunque e purtroppo in Italia. Questi sono punti oscuri che non riesco a spiegarmeli ab origine diversamente se non, come detto, causati da una qualche disfunzione interna. A meno che non si voglia considerare Grillo un individuo double face a tutti gli effetti (cosa a cui non credo) o, ancor peggio, un tragi-comico "pupazzo" (Montanari) finito nelle mani del ventriloquo Casaleggio che gli detta gesti e parole da mettere in bocca al suo discorso.

    Certamente il caso del microscopio elettronico "sottratto" sembra molto più significativo riguardo all'attendibilità e credibilità del personaggio Grillo che, da buon predicatore qual'è razzola alquanto male. Vi vedo in nuce [stavo per dire in duce] un pericolo di incontrollabilità da parte del sistema democratico che è già di per sé, allo stato attuale, incontrollabile per molti versi. È facile intuire che qualcuno ne possa approfittare... di questo presunto "guasto", recidiva reticenza, occultamento apparentemente inspiegabile.

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  6. Conoscevo a grandi linee la storia dell'incidente, ma non ero a conoscenza dei tanti particolari riportati nell'articolo. Gli incidenti stradali, come altre disgrazie più o meno gravi, purtroppo possono capitare a tutti. Esiste però, in ogni nostra azione, un'etica, una morale propria che esula dall'accadimento in sé stesso.E quello su cui dobbiamo riflettere non è tanto "il fatto", (anche se costellato di macroscopiche imprudenze) ma, piuttosto, come il personaggio "affronta il fatto", perché questo ci parla dell'etica e della morale ella persona. Mi sembra che da questa storia il personaggio non esca tanto bene, come non esce tanto bene anche neanche dalla storia del "microscopio di Montanari" come giustamente rileva gitano e come in tutti e due gli accadimenti il comportamento si ripeta in maniera perfettamente sovrapponibile.
    Quello che però mi ha colpito di questo incidente è il confronto con il Movimento 5stelle. Sembra quasi che Grillo abbia caricato tutti i suoi seguaci su un jeeppone trascinandoli tutti su una strada nuova, inesplorata, ma estremamente pericolosa, dove solo un pilota estremamente esperto e abile e non un mediocre guidatore preso a caso abbia la possibilità di portare i suoi passeggeri incolumi alla meta. Qualcuno è sceso in anticipo, vedendo il pericolo e non fidandosi. Qualcun altro è rimasto sulla jeep andando incontro a morte certa, oppure salvandosi all'ultimo insieme al guidatore, che in politica lo sappiamo si salva sempre. Sorge anche la curiosità di sapere chi ha messo questa jeep (Movimento 5Stelle) in mano a un comico esagitato, ha indicato la strada e a quale scopo.

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  7. Non capisco il nesso con un incidente per cui Grillo è condannato colpevole, i poteri massonici inglesi e la sua presunta irresponsabilità politica e qui quoto Enrica Martolini. Vorrei ricordare che il nostro sistema elettorale non prevede la candidatura di un premier, che è nominato dal Presidente delle Repubblica.

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  8. Il nesso è un filo nero che sbarca dagli States! Abbia la pazienza di leggere i precedenti. Avrà mica perso qualche puntata della telenovelas grullesca! Quanto alla nomina del presidente del consiglio dei ministri, non esiste la figura del premier in Italia, è ovvio che formalmente lo nomina il presidente della Repubblica. Forse le è anche sfuggito il comunicato stampa, ovvero una notizia, non un commento, pubblicata l'11 gennaio 2013 dal movimento 5 stelle! Comunque non è stato chiamato in causa lei, ma Beppe Grillo in persona, che ovviamente non il coraggio di un confronto pubblico!

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  9. Se il partito di proprietà di Beppe Grillo, denominato "movimento 5 stelle" dovese vincere le elezioni chi farà il presidente del consiglio? E se dovesse ottenere un buon risultato elettorale, resieterà alla lusinghe di Bersani & Vendola per un posto almeno da ministro? Ebbene chi sarà il fortunato? Sorvolo sul programmma perché è uno scarno elenco. Insomma populismo allo stato brado! Altro che politica per il bene comune.

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  10. Lannes, se vince il M5S il premier lo fara' un macellaio o un operaio di turno. Tanto in sala di controllo c'e' altra gente.

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  11. Lannes, se vince il M5S faranno Presidente l'operaio o il macellaio di turno. Tanto nella sala di controllo hanno altra gente.

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  12. io non comprendo una cosa :
    perchè la gente ama votare?
    delegare sovranità a qualcun altro vi fa sentire in democrazia?

    io non voterò in quanto indipendentemente dagli esiti le decisioni importanti (trattati europei, vincoli di bilancio ecc ecc) sono già state prese a porte chiuse...

    quanto siamo stupidi...

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  13. Metafora perfetta: Rompe le regole alzando la sbarra di una strada militare chiusa, avanza imperterrito malgrado i pericoli insiti nel percorso, e compreso che la sua spavalderia può portare alla morte, quando non c'è più niente da fare abbandona i compagni al loro destino, ma lui si salva uscendo di scena.

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