18.9.12

MAFIE DI STATO

di Gianni Lannes

In Italia c'è qualche differenza tra rubare e speculare a danno del popolo sovrano? La Cassa depositi e prestiti è un'istituzione finanziaria controllata dal Ministero dell'economia e delle finanze (70 per cento) e da fondazioni bancarie (30 per cento), è partner di riferimento degli enti locali italiani. Dovrebbe svolgere un ruolo chiave nel finanziamento degli investimenti pubblici in Italia. La sua missione include, tra l'altro, lo sviluppo di infrastrutture per i servizi pubblici a carattere locale. Invece, a quanto pare, fa speculazioni per conto terzi, a danno del popolo tricolore.

Controllata dallo Stato, è nata per finanziare gli enti locali, ma dall'analisi della realtà pare si comporti come un comune fondo d'investimento alla ricerca di profitti. La CDP è in realtà una banca, presieduta da Franco Bassanini, più volte titolare del dicastero della Funzione pubblica, ed è oggi la più «liquida» d'Italia. Infatti, dispone di risorse messe a disposizione da clienti ignari: tutti i cittadini italiani che sottoscrivono un libretto alle Poste o un buono fruttifero postale, e che magari pensano che la raccolta della Cassa depositi e prestiti serva ancora, ed esclusivamente, a garantire i mutui per gli investimenti che gli enti locali sono chiamati a realizzare.
La stragrande maggioranza di italiane e italiani non lo sa: la Cassa è cambiata nella sua funzione. Oggi è una società per azioni partecipata al 70 per cento dal Ministero dell'economia e delle finanze e per il 30 per cento da 66 fondazioni bancarie, e chiude con regolarità i bilanci in attivo per numerose decine di miliardi di utili e vanta partecipazioni azionarie in numerose società, anche quotate in Borsa, come Eni, Enel Terna, ST Microelectronics, Poste italiane e partecipa attivamente a svariati fondi d'investimento, tra cui F2i, di cui detiene oltre il 14 per cento del pacchetto azionario.

I settori strategici in cui opera sono la difesa (produzione, vendita e traffico di armamenti), la sicurezza, l'energia, le infrastrutture di trasporto e comunicazione, i servizi pubblici, l'high tech e i servizi finanziari. Si tratta, in questo caso, di diventare e comportarsi come azionisti. Non più da erogatori di mutui. Con buona pace degli enti locali e dei prestatori, i cittadini, dato che, ancora oggi, maggior parte delle risorse utilizzate dalla Cassa dipendono dalla raccolta postale: oltre il 90 per cento del portafoglio della Cassa depositi e prestiti è frutto di libretti e buoni fruttiferi.

La Cassa depositi e prestiti è di fatto il nostro fondo sovrano, uno dei pochi colossi che circolano nello scenario bancario italiano, cioè in un sistema che soffre problemi di patrimonializzazione e scarsa capitalizzazione dei principali attori. Da qui nasce l'idea di fare della Cassa una sorta di fondo sovrano, a partire da una liquidità che viene dagli enti locali, con gli interessi sui mutui, dai buoni postali, da una liquidità diffusa, popolare.

Nei Paesi emergenti, questi fondi nascono per rispondere a ragioni politiche: per dare mezzi alla volontà di influenzare l'economia in settori-strategici. Anche alcune operazioni della Cassa potrebbero avere queste caratteristiche. La Cassa depositi e prestiti acquisisce titoli, azioni od obbligazioni, con una logica di «interessamento relativo» alle sorti della società. Alla fine conta il rendimento. Le operazioni in cui verranno impiegati i capitali della Cassa finiranno con l'essere più orientate verso partecipazioni in operazioni e attività già esistenti che verso nuovi progetti da sviluppare, tema già visto in merito al caso di F2i, che è stato definito «il fondo onnivoro». F2i è un fondo d'investimento partecipato dalla Cassa per il 14 per cento, come sopra detto.

Speculazioni legalizzate - Emerge una volontà politica fatta di scelte che spettano al consiglio di amministrazione, o al comitato d'indirizzo della Cassa, che nel caso dell'acqua - in barba al referendum popolare - ad esempio, ha deciso ad esempio d'investire come un privato, attraverso il fondo F2i.

Forte di un portafogli di miliardi di euro, il Fondo italiano per le infrastrutture di F2i sgr, creatura di Cassa depositi e prestiti, che ha nominato anche il presidente, Ettore Gotti Tedeschi, negli ultimi anni ha effettuato un grande numero di acquisizioni: ha acquistato per 436 milioni di euro Metroweb, la società creata dal comune di Milano che gestisce la maggiore rete a fibra ottica d'Europa, in consorzio con Intesa Sanpaolo, entrando così nel comparto delle telecomunicazioni. Poco dopo ha completato l'acquisto di G6 Rete Gas spa, società attiva nella distribuzione del gas (con 990 mila clienti, la maggior parte in Puglia), finora controllata al 100 per cento da Gdf Suez Energia Italia. Grazie alle autorizzazioni in deroga alle norme di protezione ambientale e paesaggistica, del compiacente governatore (ecologista) Nichi Vendola, il committente, ovvero Cassa Depositi e Prestiti sta stuprando la Puglia (delibera di giunta regionale numero 1504 del 24 luglio 2012).

Attualmente F2i controlla il 17 per cento del mercato italiano del gas, e in termini di clienti gestiti è secondo solo al gruppo Eni. Quest'ultima operazione - in partnership con Axa - vale 772 milioni di euro. Il periodo d'investimento del fondo scade nel 2013.

Infine, col beneplacito di sua emittenza Silvio Berlusconi (tessera P 2 numero 1816), è stato creato il Fondo strategico italiano spa (FSI) con tanto di decreto ministeriale 8 maggio 2011. È una holding di partecipazioni, il cui azionista strategico è Cassa depositi e prestiti spa, attiva nel sostegno dell'economia e nello sviluppo infrastrutturale. Nell'azionariato di FSI, a Cassa depositi e prestiti si affianca il Ministero dell'economia e della finanza, tramite Fintecna. Gli attuali fondi disponibili sono pari a 4 miliardi di euro ed il capitale obiettivo è pari a 7 miliardi di euro. Opera acquisendo quote, generalmente di minoranza, di imprese di rilevante interesse nazionale, che siano in equilibrio economico-finanziario e presentino adeguate prospettive di redditività e sviluppo. La politica di investimento del Fondo strategico italiano prevede un orizzonte temporale di lungo periodo, un attivo coinvolgimento nella governance delle aziende partecipate, volto ad assicurare il perseguimento delle finalità dell'intervento. Fondo strategico italiano può investire nel settore della difesa, sicurezza, infrastrutture, trasporti, comunicazioni, energia. Gli obiettivi spaziano dalla creazione di poli industriali alla nascita di agglomerati di servizi locali, dall'espansione della rete distributiva alla crescita per linee esterne. Fondo strategico italiano ha recentemente mostrato interesse per AVIO, società partecipata dal gruppo Finmeccanica.

Cane a sei zampe - Altro che concorrenza. L'Eni rischiava una sanzione da parte dell'antitrust europeo, per una violazione della concorrenza nella gestione dei gasdotti. Di fronte all'obbligo di cedere il controllo di alcune infrastrutture, però, la soluzione scelta non è stata il mercato ma Cassa depositi e prestiti. La Cassa depositi e prestiti, che di Eni è il primo azionista, con il 26,4 per cento, ha firmato con l'Eni stessa un contratto di compravendita che prevede la cessione a Cassa depositi e prestiti della partecipazione pari all'89 per cento delle azioni esistenti, cui corrispondono il 94 per cento dei diritti economici, detenuta in Trans Austria Gasleitung GmbH. Tag è la società titolare dei diritti di trasporto relativi al tratto austriaco del gasdotto che collega la Russia all'Italia, registrando ricavi totali notevoli pari a centinaia di milioni di euro. Invodinate un po' chi è il residente di F2i da maggio 2009? Già detto: Ettore Gotti Tedeschi. La medesima persona fisica è stata nominata in precedenza anche consigliere della Cassa depositi e prestiti, azionista di assoluta maggioranza di F2i; infatti la proposta del suo nome è stata avanzata proprio dall'azionista Cassa depositi e prestiti. È inoltre presidente dello IOR, Istituto per le opere di religione, la banca che ha sede presso la Città del Vaticano.

Da rilevare che Ettore Gotti Tedeschi ha rassegnato le dimissioni dalla carica di membro del consiglio di amministrazione di Alerion Clean Power, a seguito della nomina a presidente del consiglio di amministrazione di F2i.

Boiardi di Stato - Nei fatti narrati vi è l'essenza di quello che Ernesto Rossi definiva un capitalismo inquinato, fatto di un'economia domestica che sta lentamente morendo, schiacciata sotto il peso di un cancro politico e istituzionale, che erode i fondamenti sui cui poggia il nostro sistema economico e industriale. Questo cancro - dietro regia del Vaticano da sempre in affari con le mafie (anche prima di Sindona) - è il conflitto di interessi tra politica ed economia, tra banche e industria, tra banche e finanza. L'immagine del capitalismo italiano è quella di un mondo di “prenditori” sostanzialmente ingessato, governato da blocchi di potere sempre più chiusi in se stessi, protetti da accordi incrociati, vincoli azionari, poteri di veto, legami familiari e privilegi ereditari. Il capitalismo italiano manifesta una progressiva incapacità di essere competitivo sui mercati internazionali e di assicurare dinamicità e capacità di crescita alla nostra economia. Negli ultimi venti anni si sono registrati tassi di sviluppo tra i più bassi dell'intera storia dell'Italia unita (con la forza, l'inganno e i quattrini della massoneria inglese), e si è accumulato un preoccupante divario di crescita rispetto alle altre economie dell'area euro. Ed è immediato collegare il forte rallentamento della crescita della produzione nazionale alla progressiva perdita di competitività delle nostre imprese sui mercati internazionali. 

Puglia, nuovo  gasdotto SGI.
 

3 commenti:

  1. si fossi qui ti bacerei.......
    non c'è differenza tra rubare e speculare
    grazie

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  2. Ma chi sarebbero tutti questi acquirenti di titoli postali? Pensionati che risparmiano? Impossibile, non arrivano alla fine del mese e quelli che riescono devono prestare i soldi ai figli (poi ci sono quelli da 100.000, però non si spiega). I lavoratori? Impossibile, il lavoro manca e gli altri sono precari (almeno la maggior parte). Anche bot,cct,btp,ecc chi saranno gli acquirenti?

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