11.5.12

FORZE ARMATE: SPESE FOLLI


di Gianni Lannes

L’Italia già in guerra dalla metà degli anni ’90 per smembrare e distruggere la Jugoslavia (grazie anche a Prodi, D’Alema e Berlusconi) - calpestando la Costituzione - ai giorni nostri  vanta più militari (178.600) di Germania, Inghilterra e Spagna. Abbiamo già pagato 13 miliardi di euro per gli Eurofighter ed il premier antidemocratico Monti Mario conta di spenderne altri 9 per sommergibili e navi sottraendoli al popolo italiano già stremato e in preda ai suicidi. Ecco i conti bucati della nostra Difesa, mentre la popolazione sborsa sempre più tasse senza ribellarsi.
Caccia- F-35: l’Italia ha in piedi una commessa da 15 miliardi di euro per l’acquisto dalla Lockheed Martin (Usa) di 135 aerei dal costo unitario di 124 milioni di euro (salvo ulteriori lievitazioni).

Eurofighter: l’ultima tranche del programma costerà ai contribuenti (fessi) del Belpaese altri 5 miliardi di euro, dopo i 13 già sborsati.


Aerei senza pilota (Uav): il governo abusivo Monti intende acquistarne otto dal costo complessivo (per ora) di 1,3 miliardi di euro.

Elicotteri: lo Stato tricolore ha appena comprato 116 (+1 in opzione) nuovi velivoli NH 90 per la modica cifra di 3,2 miliardi di euro.

Navi da guerra: l’Italia ha acquistato 10 fregate “Fremm” per una spesa di 5 miliardi di euro.

Sommergibili: l’Italia ha comprato altri 2 sommergibili bellici per 1 miliardo di euro.

Sistemi digitali per l’Esercito: il progetto “Forza Nec” serve a dotare le unità di terra e da sbarco di un sofisticato sistema tecnologico per ammazzare facilmente il nemico. Solo la progettazione in atto ci è già costata 650 milioni di euro. La stima di spesa complessiva si aggira per il momento sui 12 miliardi di euro. L’anno prossimo saranno acquistati dal ministero della Difesa ben 249 blindati “Freccia” per una spesa di 1,6 miliardi di euro. Nel 2015, due fregate antiaeree “Orizzonte” per altri 1,4 miliardi di euro. Mentre nel 2012 termineremo di pagare la portaerei “Cavour” e quattro sommergibili U-212 saldando i restanti 3,2 miliardi. Attualmente sul bilancio dello Stato riformulato dai servitori della banca speculativa Goldman Sachs, ovviamente sotto la supervisione del Club Bilderberg e della Trilaterale, gravano ben 71 programmi di cosiddetto ammodernamento e riconfigurazione di sistemi d’arma, che ipotecano la spesa sbellica fino al 2026, salvo aumenti ed imprevisti. Domande in libera uscita al premier pro tempore in scadenza. Professor Monti sono tutte acquisizioni necessarie e indispensabili? E in rapporto a quale modello di difesa e su quale visione del ruolo dell’Italia nello scacchiere internazionale? Per caso, ancora e sempre offensivo?

Anomalia personale - Manteniamo a sbafo tante stellette, decisamente troppe: 511 tra generali e ammiragli (69 sono i generali di corpo d’armata: ovvero più del doppio dei corpi d’armata attualmente operativi. Ce ne sono 50 tra Esercito, Aeronautica e Marina, 10 nell’Arma dei Carabinieri e 9 nella Guardia di Finanza), 2.600 colonnelli e 23 mila ufficiali. Addirittura due terzi del bilancio Difesa sono assorbiti per mantenere tali addetti. Anche l’ex capo di Stato Maggiore delle Forze Armate, generale Vincenzo Camporini, ha confessato il rischio concreto che “l’Esercito si trasformi in uno stipendificio”. I sottufficiali ammontano a 71.837: di cui 55.974 marescialli e 15.858 sergenti. In sostanza: un numero spropositato rispetto ai comandanti. La truppa volontari conta 83.421 unità in servizio permanente 48.173 e 35.248 in ferma prefissata. Ne risulta un organico con un’età anagrafica molto avanzata. Attualmente le missioni all’estero impegnano 7.435 unità. In totale le spese per il personale si assestano sulla cifra di 9,4 miliardi di euro. Secondo i dati Sipri (Stockolm International Peace Research Institute), “l’Italia è la decima potenza militare al mondo”. Spendiamo addirittura più d’Israele con cui facciamo affari in materia (grazie ad un memorandum di stampo berlusconiano in parte segreto): la nazione più bellicosa del Pianeta Terra. E’ ora di tagliare, una volta per tutte, questa improduttiva ed inutile cuccagna. O no? I parassiti in divisa ingrassano e noi muti e obbedienti, paghiamo senza fiatare. 

5 commenti:

  1. L'ipocrisia della guerra spacciata per pace
    di Fabio Mini

    http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=43229

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  2. La maggior parte delle spese militari si veste di altro, si inizò a camuffare pesantemente con il nucleare..... nuova opzione da vendere è la salvezza del pianeta...


    “(…) Ma allora perché c’è la corsa al nucleare? il nucleare è anche militare e allora, siccome le società non democratiche si basano sulla violenza, e le società democratiche si basano sulla truffa e sull’inganno, bisogna convincere le persone che lo Stato opera solo a fin di bene, non prepara la guerra e se c’è una guerra è solo in risposta ad un’aggressione esterna. Il nucleare civile è un modo per occultare il nucleare militare e anche per far vedere che il nostro bilancio della difesa è piccolo perché tanto una parte della spesa della difesa militare viene addossata ai bilanci di altri ministeri, questo viene fatto anche in Italia, Per fare le bombe atomiche bisogna avere le tecnologie adatte, avere il materiale esplosivo pronto, cosicchè in caso di necessità sia possibile costruire un ordigno in una settimana. (…) la Francia avendo risorse minori rispetto a quelle degli Stati Uniti e della Russia ha creato delle centrali d’uso duale in cui recuperano parte dei costi vendendo l’energia. Quindi non è vero che l’energia nucleare costa meno, l’energia nucleare francese viene venduta sottoscosto perché è il sottoprodotto di una produzione militare. Adesso che i pericoli di guerra aumentano, gli interessi di vari paesi si orientano nuovamente verso il nucleare, anche perché sono stati inventati nuovi tipi di armi nucleari diverse da quelle precedenti che richiedono nuovi tipi di impianti ed ecco la necessità di costruire queste nuove centrali. Se si guardasse solamente al problema dell’energia l’idea di costruire impianti nucleari è così assurda che non verrebbe in mente a nessuno.(…)”

    (Prof. Emilio del Giudice, fisico, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dell’International Institute of Biophisics di Neuss (Germania) – 3-2-2008 – Convegno “Pianeta Terra – Ass. Saras Milano)

    “(…) Il nucleare civile serve a quello militare. Gli strumenti progettuali e le conoscenze tecnologiche per le applicazioni pacifiche sono derivati dal know-how militare. Costruire centrali nucleari è sempre stata una comoda strada per ammortizzare i costi del nucleare militare. Non solo: il nucleare civile a sua volta favorisce la proliferazione orizzontale del nucleare militare. Si tranquillizza il mondo con l’obiettivo dichiarato di costruire un impianto civile e così si può lavorare in pace alla costruzione di testate nucleari (…) Grazie al programma nucleare civile si evitano tanti problemi. Tutto diventa più facile…Le centrali nucleari producono plutonio come scarto. Si ritrova, in percentuale variabile, nelle scorie radioattive. 1 Kg di plutonio –una pallina da ping pong- ha la potenza di 20.000 tonnellate di tritolo, quanto basta per distruggere una città. Per una bomba H si impiegano, in media, 5 kg. di plutonio: una centrale elettronucleare di 1.000 megawatt produce circa 250 Kg annui di plutonio da cui si possono ricavare 40-50 bombe atomiche. Il nucleare civile è un ottimo paravento che permette di lavorare indisturbati sul nucleare militare. La tecnologia nucleare ha costi enormi. Le centrali nucleari servono ad ammortizzarli, riducendo i costi del plutonio per uso militare. La ricaduta civile del nucleare militare riduce l’enorme saldo negativo che gli armamenti inducono nel bilancio dello stato. Ecco quindi che le potenze nucleari impongono il nucleare civile che anche se fosse l’energia meno costosa –il che non è- e, anche se fosse completamente sicura –il che non è- resta una soluzione eticamente inacettabile”.

    (Prof. Angelo Baracca, professore di fisica Università di Firenze – Comitato “Scienziati contro la guerra” relazione 15-10-2008)

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  3. “…Tra il 1943 e il 1945 a Los Alamos- USA, il maggiore centro di ricerca nucleare, 600.000 dipendenti lavoravano in modo compartimentale (succede anche in medicina) così nessuno sapeva che cosa si stesse costruendo. Il fisico Robert Oppenheimer fu processato e condannato a morte perché voleva che le ricerche fossero note a tutti in quanto riteneva che la scienza fosse patrimonio dell’umanità. Fu salvato dalla comunità scientifica internazionale che insorse contro il governo statunitense (…) Le centrali nucleari sono state costruite oltre che per fabbricare bombe anche per fabbricare motori nucleari da utilizzare nei sommergibili e nelle portaerei consentendo a questi mezzi riserve di energia di 2 0 3 anni (…) quindi il nucleare civile è una stampella di quello militare (…) Più si creano reattori raffinati più aumentano i rischi. (…) La sicurezza nucleare è una menzogna.”

    (Prof. Luigi Sertorio, docente di Ecofisica Università di Torino; ha lavorato 15 anni a Los Alamos USA e 3 anni nella divisione ambientale della NATO Europa – conferenza 26-4-2011 – Torino – Le bugie nucleari)

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  4. Ciao Gianni, ti rivolgo una domanda: secondo te le ingenti spese sostenute dallo Stato per acquistare dalla Lockheed Martin gli aerei di cui parli possono rientrare in eventuali accordi di compensazione tra Italia e U.S.A risalenti alla fine della Seconda Guerra mondiale? Mi spiego meglio, non è che per caso ci troviamo di fronte a spese ultradecennali stabilite all'epoca, in segno di risarcimento da parte del nostro paese? Alla fine noi facemmo il classico salto della quaglia, diventando co-belligeranti...

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    1. In questo caso i danni di guerra c'entrano come un fico secco! Sono state altre le compensazioni: ad esempio la perdita effettiva di sovranità e l'inquinamernto ambientale pervasivo, ormai diffuso su gran parte del territorio nazionale! Gli angoloamericani al termine della seconda guerra mondiale hanno realizzato nei mari Adriatico e Tirreno (con la collaborazione dello statucolo italiano) ben tre enormi cimiteri subacquei di ordigni chimici proibiti dalla Convenzione di Ginevra del 1925. Le analisi dell'Icram hanno accertato che le sostanze tossiche contenute nelle bombe all'iprite (e perfino fosforo, fosgene, napalm, eccetera) sono entrate nella catena alimentare! Il rapporto è chiuso a chiave in un cassetto dimenticato dello Stato.

      Gianni Lannes

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