8.5.12

AL SUD VELENI DI STATO


di Gianni Lannes

L’accesso è libero, aperto perfino ai bambini. «R 33: pericolo di effetti cumulativi. R 50/53: altamente tossico per gli organismi acquatici, può provocare a lungo termine effetti negativi per l’ambiente acquatico. S 35: non disfarsi del prodotto e del recipiente se non con le dovute precauzioni. S 60: questo materiale ed il suo contenitore devono essere smaltiti come rifiuti pericolosi. S 61: non disperdere nell’ambiente. Riferirsi alle istruzioni speciali contenute nelle schede informative in materia di sicurezza» avverte l’Enel, almeno sulla carta. La recinzione del sito è un eufemismo. Nella realtà, è un’altra musica. Bentornati nella Puglia “Felix” di Nichi Vendola: “tutto a posto”, recita la narrazione “poetica”. Attenzione, però: se attraversate la Capitanata fate un sosta ad Orta Nova, in contrada “La Palata”, dove il controllore locale dell’Arma, maresciallo dei carabinieri Giordano Protopapa, sedimentato da anni non si è accorto di nulla, salvo inventarsi indagini antiterrorismo - respinte dai magistrati competenti - contro i giornalisti sgraditi al potentucolo di turno. In buona compagnia del comandante dei vigili urbani Umberto Santoro che non ha esercitato alcuno controllo sul territorio di sua competenza. Controllori e controllati si confondono e tacciono. Dal 1992, l’ente nazionale energia elettrica è una società per azioni, in parte privatizzata. Fino al 1999 era monopolista statale del settore, escluse alcune aziende municipalizzate e investitori - stranieri e non - minori. Tuttora il Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano è l’azionista di riferimento, con una quota diretta e indiretta del 31 per cento. Lo Stato ne risponde: nell’ordinamento giuridico italiano, come ha più volte ribadito la Corte Costituzionale, «la protezione dell’ambiente è imposta da precetti costituzionali (articoli 9 e 32) ed assurge a valore primario ed assoluto». Ergo: agli agricoltori spetta un risarcimento economico.



Contaminazioni gratuite - «Avvertenze: contiene pcb suscettibili di provocare effetti cumulativi nell’organismo e di contaminare l’ambiente. Evitare ogni contatto diretto con il liquido e/o vapore contenente pcb. Evitare che i rifiuti contenenti pcb, sia liquidi che solidi, vengano scaricati nelle fogne o nei canali di scolo e che siano abbandonati sul terreno (…) Inoltre i rifiuti devono essere raccolti in contenitori metallici ermetici di adeguata robustezza e conservati fino allo smaltimento finale - dichiara l’Enel in un cartello all’ingresso del sito, dove figura addirittura un’autocertificazione - contaminazione da pcb inferiore a  0,05 %». Se lo attestano loro, ci sarà da crederci? Insomma, siamo alle solite: raccomandazioni di facciata, avvisi formali, parole al vento. La situazione è fuori controllo da un pezzo, grazie a ben due sindaci “latitanti” in materia di doverosa difesa sanitaria e salvaguardia ambientale, nonché all’Arpa in letargo stagionale. Non è tutto in questa martoriata campagna appiccicata al centro urbano (18 mila anime) dove giace la cantina Ricciulli. Soltanto gli autoctoni faticatori della terra e i comuni mortali, a differenza di autorità ed istituzioni, ignorano i pericoli annidati nell’agro ortese. Che dite? A furia di inquinare impunemente la terra sarà stata compromessa la catena alimentare?

Insalata di scorie? - I cartelli corrosi dalla ruggine impressi con tibie e teschio avvisano: «Pericolo di morte». In questo fazzoletto di terra esteso per 2.598 metri quadrati, circondato da campi di grano, distese di ortaggi a perdita d’occhio e vigneti, abbondano i rifiuti chimici abbandonati dall’Enel, vale a dire da una parte dello Stato tricolore; in superficie, ma non solo. Anche il sottosuolo non è stato risparmiato: da alcune cisterne ben occultate alla vista emerge un vaso di Pandora, in cui galleggia il micidiale apirolio. «La Parte Acquirente esonera altresì la Parte venditrice dal rilascio di qualsivoglia garanzia in ordine alla situazione ambientale (…) In relazione all’eventuale esistenza di materiali inquinanti o inquinati che possono essere rinvenuti all’interno di quanto in oggetto ed anche nel soprassuolo e/o sottosuolo dello stesso, la medesima Parte Acquirente assume ogni e qualsivoglia onere relativo ivi compreso, in via solo indicativa e non tassativa, lo smaltimento, messa in sicurezza, bonifica o quant’altro previsto dalle vigenti norme in materia» attesta l’atto di compravendita intercorso tra Enel e Carapelle Energia.

Niente in regola - L’area della particella 132 confinante con suoli agricoli appartenenti a tali Calvio e prim’ancora posseduti dai Torraco, è stata venduta l’anno scorso dall’Enel alla Carapelle Energia, presieduta da Sergio Celotti. Una scatola con appena  90 mila euro di capitale che in caso di incidente non coprono danni e spese. In altri termini, è la società a responsabilità limitata di proprietà della Caviro di Faenza, nonché della Stc Group e della Coprag che in loco pretende di costruire una stazione elettrica asservita alla “centrale a biomasse”: in realtà un altro inceneritore di rifiuti nei pressi dell’impianto fuorilegge del gruppo Marcegaglia (società Eta S.p.A.) voluto da Paolo Campo (ex sindaco di Manfredonia ed attuale capogruppo in Provincia del Pd) ed imposto da Raffaele Fitto ed accettato da Nichi Vendola. Si tratta di un compendio immobiliare che comprende «un fabbricato di un piano fuori terra un tempo adibito a cabina primaria di trasformazione dell’energia elettrica e di un’annessa area esterna di pertinenza». L’atto è stato registrato a Roma il primo giugno 2011 dal notaio Vladimiro Capasso.  La cabina primaria da 150/20 kV, denominata “Ortanova 38-0171”, è letteralmente abusiva, a partire dal piano edilizio. Possibile? Nel documento di compravendita si legge «che per i successivi interventi edilizi eseguiti in assenza delle prescritte autorizzazioni è stato rilasciato dal medesimo comune di Orta Nova in data 14 settembre 2010, permesso di costruire in sanatoria n. 53, al foglio 11, particella 132, subalterno 1, giusta variazione per “ampliamento e diversa distribuzione degli spazi interni” del 12 novembre 2010 e successiva variazione nel classamento del 31 marzo 2011. La Società Enel Servizi S.r.l. dichiara, per ogni conseguente effetto di legge, e la Parte Acquirente ne prende atto, dichiarandosene edotta, di non garantire la conformità degli impianti esistenti nell’immobile oggetto del presente atto alla normativa in materia di sicurezza». Qui, fino al maggio 2011 ricopriva la carica di “primo cittadino” il neofascista Moscarella Giuseppe (ex Fuan, ex Msi, ex An, ora Pdl), mentre il responsabile dell’Ufficio tecnico comunale risponde al nome di Giovanni Battista Vece. La comunità è in buone mani, anche se la cronaca giudiziaria racconta che lo stesso dirigente dell’Utc, risulta già sotto processo al tribunale di Foggia, per aver falsificato alcune certificazioni urbanistiche che hanno consentito all’Agecos S.p.A. (dei fratelli Bonassisa) di costruire illegalmente una discarica per rifiuti speciali. Più, recentemente, otto giorni fa, anche la sindachessa Maria Rosaria Calvio (Pd), pur al corrente perché l’atto notarile è contenuto nel progetto dell’inceneritore, è stata avvisata dai movimenti politici ORTA NOVA CHE VORREI ed ORTA PER IL BENE COMUNE ed invitata a diffidare la Carapelle Energia ad approntare una immediata bonifica; entrambi i sodalizi, d’altro canto, hanno presentato una proposta di delibera popolare invocando un consiglio comunale urgente a carattere monotematico. Nel frattempo, le persone si spengono improvvisamente a causa del cancro, come nel caso di Eusepia Monopoli. Sarà una coincidenza?

Parola di ministro - Il ministro della salute, Ferruccio Fazio, in risposta ad un’interrogazione parlamentare presentata da sei deputati del Partito Democratico (prima firmataria Elisabetta Zamparutti) - numero 4/10606 - il 10 ottobre 2011, a proposito della condizione epidemiologica di Orta Nova, sia pure estesa ad un arco temporale limitato ha puntualizzato: «Complessivamente nel periodo 2000-2005 si sono registrati 377 decessi per tutte le cause negli uomini e 276 nelle donne. Sia tra i maschi sia tra le femmine, i decessi per malattie dell’apparato circolatorio rappresentano la causa più frequente di morte (il 36,3 per cento tra i maschi, il 48,9 per cento tra le femmine). Tra quelle non tumorali, seguono le malattie respiratorie nei maschi (9,8 per cento) e i disturbi circolatori dell’encefalo tra le femmine (10,5 per cento). Tra i maschi, i decessi per tutti i tumori rappresentano i 27,3 per cento della mortalità totale, mentre tra le femmine il 24,3 per cento. Tra tutti i tumori, quello al polmone rappresenta la causa di morte più frequente tra i maschi (24,3 per cento di tutti i tumori: il 6,6 per cento di tutte le cause); tra le femmine, invece, i decessi per tumore più frequenti riguardano la mammella (21 per cento di tutti i tumori e 5,1 per cento di tutte le cause). Le leucemie sono responsabili del 10,4 per cento della mortalità per tumori e del 2,5 per cento dei decessi per tutte le cause nelle femmine (rispettivamente 3 e 0,8 per cento tra i maschi). In entrambi i sessi la mortalità per leucemia risulta più elevata (circa + 13 per cento) dei valori regionali».

Inceneritori a tutto spiano - Il Consiglio municipale (30 aprile) a parole impegna «l’Amministrazione comunale ad esprimere parere negativo al progetto in ogni sede istituzionale ed a promuovere azioni di sensibilizzazione civica ed istituzionale avverso il progetto stesso ed a tutela della qualità della vita dei cittadini» almeno così recita il comunicato stampa numero 72, sfornato il 2 maggio scorso. In realtà l’amministrazione Calvio non ha depositato alcun atto di opposizione al deleterio  progetto dell’inceneritore Caviro, alla scadenza dei termini previsti dall’iter amministrativo, proprio alla stregua dell’inoperosità istituzionale manifestata nei confronti della fabbrica di morte targata Marcegaglia, dimostrata anche dall’Unione dei 5 Reali Siti (un baraccone di politicanti a buon mercato costato al contribuente finora 125 mila euro). Allora: è come se in un processo l’interessato non si costituisse parte civile: fumo negli occhi di cittadine e cittadini. A tutt’oggi a parte i proclami altisonanti tesi ad imbambolare la popolazione, il centro urbano affonda sotto il peso imponente dei rifiuti e la differenziata non parte neanche con le cannonate, perché ai piani alti del potere hanno stabilito che l’antica Daunia sarà trasformata in una cloaca industriale a base di inceneritori a tutto spiano. A pagarne le conseguenze, non solo in termini economici, ma quanto a perdita di salute ed integrità ambientale, sarà la popolazione. La sindachessa adusa al vuoto ecologismo di facciata cela addirittura il nulla ed evita come la morte i confronti dialettici. Comunica, a suo dire, solo a mezzo di comunicati stampa che legge anche nell’assise comunale che non ha ancora un difensore civico, pur previsto nello statuto comunale. Infatti, nonostante l’amministrazione Calvio, sulla carta vanti due avvocati, non ha partorito ancora una semplice delibera in materia. Banale sterilità politica o c’è dell’altro? O meglio, una strategia che tenta di affondare la verità in un mare di menzogne? L’unica memoria tecnica è stata consegnata all’ente Provincia dai movimenti ORTA NOVA PER IL BENE COMUNE ed ORTA NOVA CHE VORREI, accompagnata dalla sottoscrizione di un migliaio tra cittadine e cittadini. La Calvio ben ammaestrata da Campo (capogruppo Pd alla provincia) e Gentile (assessore regionale) seguita ad ingannare l’opinione pubblica. Così ieri ha fatto affiggere una serie di manifesti contenenti un guazzabuglio di sciocchezze e varie ipocrisie in cui si nota, tra l’altro un passaggio: «il territorio ortese interessato dall’eventuale passaggio di un elettrodotto». La Carapelle Energia non ha perso tempo: ha già realizzato il cavidotto che collegherà l’inceneritore alla stazione elettrica; inoltre, ha piazzato nell’agro ortese ben due cabine elettriche prefabbricate. Chi ha rilasciato la concessione edilizia? E quando? Ma la sindachessa vive sulla luna o finge di ignorare la cruda realtà? Non basta dire no e agire alla Ponzio Pilato, sostenendo che tutto dipende dalla regione e dalla Provincia. Qualcuno spieghi all’avvocatessa sindachessa il senso e la portata della riforma costituzionale che ha modificato l’articolo 114 della Costituzione: Comuni, Province e Regioni sono su un piano paritetico e non più gerarchico. «E’ una pazzia quest’altro inceneritore - ripete l’ex sindaco, socialista d’altri tempi, Pasquale Ruscitto - nella zona Bonassisi, già nota ai tempi dei Romani come testimoniano segni e tracce inequivocabili del passato, esistono prove tangibili di una costruzione risalente a Federico II. E poi, almeno i geologi dovrebbero saperlo: quell’area sotto il torrente Carapelle, si allaga spesso e volentieri. Non a caso nel 1200 gli antichi costruirono la Posta Bonassisi sopra un’altura. Siamo pronti ad una mobilitazione popolare se questo ennesimo scempio non sarà arrestato seriamente e non a chiacchiere». Una follia statale che beneficia uno stuolo di prenditori con i certificati verdi, sorta di licenza di inquinare, pagati dai contribuenti nella bolletta elettrica. 

ATTO di ACQUISTO  CARAPELLE ENERGIA da ENEL SERVIZI - 01 06 11

















1 commento:

  1. Non ho parole! E i nostri parolai di regime cosa fanno?

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Gradita firma degli utenti.