12.4.12

MONTI RINNOVABILI

Foggia, inceneritore e fabbrica ecoballe Marcegaglia.

di Gianni Lannes

Nel Belpaese che nel 1993 ha quotato in Borsa i rifiuti con un trucco legislativo,  padroni e padroncini le chiamano fonti verdi ma sono più nere del carbone. In gergo affaristico altrimenti dette “rinnovabili”. Ora sono stati appena varati i nuovi incentivi. Target al 35% entro il 2020.Neanche Berlusconi aveva osato tanto.  Esultano i padroni del vapore: banche, potentati, lobbies, Marcegaglia, De Benedetti e compagnia bella. «Viene introdotto un sistema di incentivi moderno, europeo ed equo per le tasche dei cittadini e delle imprese», scrivono i ministri Passera, Clini e Catania. Naturalmente, alla faccia dell’ignaro contribuente già dissanguato da tasse e balzelli d’ogni genere. A farne le spese sarà l’indifesa natura, aree agricole comprese.
Sono questi i traguardi cui ambisce il Governo Monti, eterodiretto e privo di legittimazione democratica, che ha appena  varato i decreti ministeriali con i quali si introduce un nuovo regime di incentivazione per le “energie rinnovabili”. «Scopo del Governo - si legge nella nota diffusa dai ministeri competenti - è programmare una crescita dell’energia rinnovabile più equilibrata che, oltre a garantire il superamento degli obiettivi comunitari al 2020 (dal 26% a circa il 35% nel settore elettrico), consenta di stabilizzare l’incidenza degli incentivi sulla bolletta elettrica».

I decreti, varati dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, dai ministri dell’Ambiente Corrado Clini e dell’Agricoltura Mario Catania, sono ora all'esame dell’Autorità dell'Energia e della Conferenza Stato-Regioni. Definiscono i nuovi incentivi per l’energia fotovoltaica (il cosiddetto Quinto Conto Energia) e per le rinnovabili elettriche non fotovoltaiche (idroelettrico, geotermico, eolico, biomasse rifiuti, biogas). «Il nuovo regime - si legge nella nota - pone le basi per uno sviluppo ordinato e sostenibile delle energie rinnovabili, allineando gli incentivi ai livelli europei e adeguandoli agli andamenti dei costi di mercato (calati radicalmente nel corso degli ultimi anni). Vengono favorite le tecnologie con maggior ricaduta sulla filiera economico-produttiva nazionale e ad alto contenuto innovativo, introducendo inoltre meccanismi per evitare distorsioni a livello territoriale e conflitti con altre filiere produttive nazionali, in particolare con quella alimentare».

Il sistema, come già previsto dalla precedente normativa, entrerà in vigore al superamento della soglia di 6 miliardi di incentivi per il fotovoltaico (previsto tra luglio e ottobre prossimi) e il 1 gennaio 2013 per il non fotovoltaico. «Con i due decreti firmati oggi (11 aprile, ndr) - hanno dichiarato i ministri Catania, Clini e Passera - viene introdotto un sistema di incentivi moderno, europeo ed equo per le tasche dei cittadini e delle imprese. L’energia rinnovabile continua a essere un pilastro fondamentale della nostra strategia, ed è per questo essenziale supportarla in modo efficace, favorendo le fonti verdi che possono sviluppare una filiera industriale e produttiva nazionale. Abbiamo inoltre posto un freno importante alla crescita dei costi energetici per cittadini e imprese. La sostenibilità economica e quella ambientale - hanno concluso i ministri - sono i due cardini su cui il governo intende basare la nuova strategia energetica nazionale in corso di elaborazione». Tra le innovazioni introdotte nei decreti c’è l’assegnazione degli incentivi attraverso aste competitive per gli impianti a energia rinnovabile superiori ai 5 Megawatt. Viene inoltre introdotto un sistema di registri di prenotazione per gli impianti di taglia medio-piccola, sistema dal quale sono invece esclusi i micro impianti. Qualche numero. Solo in provincia di Foggia la società Eta del clan Marcegaglia – ramo ecomafie - ha già intascato illecitamente ben 24 milioni di euro per un mastodontico ed illegale inceneritore di rifiuti, spacciato inizialmente per una piccola centrale a biomasse.

1 commento:

  1. Una bomba e tutto finisce.

    La raccolta differenziata non fa comodo alla mafia, gli 'econinceneritori' invece si. Sono fonte di grande lucro in barba alla salute

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Gradita firma degli utenti.