24.4.12

CAVIRO: DITTATURA DI
UN INCENERITORE TARGATO PD

Calvio e Gentile - Foto L.Caporale.

di Gianni Lannes

“In nome du lu podestà è proibit”. L’incipit è di una famosa ballata del cantastorie Matteo Salvatore, nativo di Apricena, tornata improvvisamente d’attualità. Infatti, le lancette della storia in provincia di Foggia sono state forzatamente riportate al ventennio fascista,  in concomitanza del 25 Aprile e del Primo Maggio. Purtroppo accade realmente in questo 2012, sotto la regia delle propaggini periferiche del centro sinistra. Insomma, in nome e per conto del Partito Democratico ad Orta Nova, in Puglia, la sindachessa, Maria Rosaria Calvio (appartenente ad una famiglia con un passato illustre nel regime mussoliniano a livello locale) - ben protetta e diretta dall’assessore regionale Elena Gentile e dal capogruppo in provincia Paolo Campo (fautore dell’inceneritore illegale Marcegaglia), ora ha proibito a ben due movimenti politici, liberi e indipendenti che rappresentano una moltitudine di persone (ORTA CHE VORREI ed ORTA NOVA PER IL BENE COMUNE), di poter raccontare la verità sull’inceneritore fuorilegge, ovvero i retroscena  del losco affare propinato dalla ditta a responsabilità limitata Carapelle Energia, di proprietà della Caviro di Faenza (già joint venture con Hera nella impresa ad esclusivo trattamento rifiuti speciali, altrimenti detta Energica), in società con la Stc Group e la Coprag. Per la cronaca: questo inceneritore in Emilia Romagna è stato bandito, mentre nella vicina Carapelle (dove regna il sindaco PD, Alfonso Palomba, favorevole alla fabbrica di morte) è stato bocciato dalla popolazione. “Silenzio e a cuccia”, altrimenti sono guai: i 18 mila ortesi, tuttavia, devono subirlo senza fiatare. Il 21 marzo 2012 è piombato il progetto in municipio, ma la sindachessa Calvio non ha informato il Consiglio Comunale e tantomeno l’ignara popolazione. La Calvio a quasi un anno dal suo insediamento non mai profferito verbo contro l’inceneritore Marcegaglia, imposto dal suo capo, Campo Paolo. Anzi, il contrario: non ha mai chiesto di partecipare all’iter amministrativo  o, comunque di chiedere all’Unione dei 5 Reali Siti, di intervenire concretamente per proteggere dall’inquinamento atmosferico la popolazione ed il territorio.

Calvio, Monaco e Palomba - Foto L.Caporale.


Abuso di potere - Per il capo della stazione carabinieri, tale Giordano Protopapa, in passato responsabile di abusi ed omissioni clamorose - dice ai giovani dell’ORTA NOVA CHE VORREI  - “è tutto a posto: il sindaco ha il potere di decidere quello che vuole”. Dunque, al di sopra della legalità con il benestare di chi indossa una divisa dell’Arma. Incredibile. Il 5 aprile scorso Gianluca Di Giovine, ha comunicato alle autorità, compresa la sindachessa che, appunto, in coincidenza dell’anniversario della Liberazione antifascista, avrebbe tenuto una pubblica conferenza in piazza Pietro Nenni dalle ore 19 alle 21. Non l’avesse mai fatto. L’amministrazione comunale del centro sinistra solo quando ha appreso da fonti giornalistiche, ormai pubbliche, ovvero il 20 aprile (15 giorni più tardi) che si sarebbe parlato del costruendo impianto di morte progettato dalla Caviro, ha notificato al giovane politico, a mezzo del messo comunale Antonio Sardella la seguente comunicazione, tra l’altro riportando erroneamente la data dell’evento: «In riferimento all’oggetto - ovvero “Comizio del 25.04.2012. Riscontro Nota N. 10165 di prot. del 05.04.1012” - si comunica che non è possibile concedere l’autorizzazione richiesta, in quanto Piazza P. Nenni sarà utilizzata nella stessa data per iniziative istituzionali». Tutto apparentemente normale: insomma, un pretesto qualsiasi pur di impedire il disvelamento dei retroscena.  Non è tutto. Anche un altro sodalizio politico ha comunicato al questore - come prescrive l’articolo 17 della Costituzione Repubblicana ed Antifascista - l’annuncio di una conferenza pubblica per il Primo Maggio (dalle ore 19 alle 21), nella piazza principale del centro urbano. Il 23 aprile, la sindachessa Calvio, affondando nel ridicolo ed oltraggiando la sintassi, ha notificato a mezzo di vigili urbani, al responsabile che «in considerazione dell’importanza della ricorrenza e della manifestazione per la “Festa del lavoro” che per la stessa non è possibile rilasciare l’autorizzazione richiesta, anche per garantire l’ordine e la sicurezza pubblica ed evitare sovrapposizioni di manifestazioni». Perfino in questo caso non è dato sapere cosa bolle nel pentolone, in occasione della festa dei lavoratori. Addirittura «la mattina del 24 aprile - riferisce al telefono il giovane Paolo Sacchitelli - il sindaco ha diramato l’ordine di vietare l’affissione dei nostri manifesti per il 25 aprile ed il Primo maggio, incentrati sulla questione dell’inceneritore. Motivo? Sono critici».

Retroscena inquinati - L’atto è stato registrato a Roma il primo giugno 2011, dal notaro Vladimiro Capasso. Sono terreni situati in località “La Palata” dell’agro di Orta Nova. Si tratta di un compendio immobiliare (fabbricato e terreno) comprato da Sergio Celotti, presidente del consiglio di amministrazione della Carapelle Energia srl, nonché direttore tecnico della Caviro da ben 10 anni, così almeno attesta l’ultima visura camerale. Tuttavia, la proposta d’acquisto risale al 19 luglio 2010. Nel documento di compravendita si legge: «Dichiara la Parte Acquirente di aver visitato quanto oggetto del presente atto, di ben conoscere che sull’area esterna sono ad oggi ancora presenti gli alloggiamenti di cemento armato per i trasformatori della vecchia cabina di trasformazione (...) La Parte Acquirente esonera altresì la Parte venditrice dal rilascio di qualsivoglia garanzia in ordine alla situazione ambientale (…) In relazione all’eventuale esistenza di materiali inquinanti o inquinati che possono essere rinvenuti all’interno di quanto in oggetto ed anche nel soprassuolo e/o sottosuolo dello stesso, la medesima Parte Acquirente assume ogni e qualsivoglia onere relativo ivi compreso, in via solo indicativa e non tassativa, lo smaltimento, messa in sicurezza, bonifica o quant’altro previsto dalle vigenti norme in materia». In altri termini, l’area è stata inquinata dall’Enel, senza uno straccio di controllo preventivo di ben due sindaci. Il primo responsabile è Moscarella Giuseppe (Msi, An, Pdl) che, addirittura, ha rilasciato una sanatoria a fronte di un abuso edilizio. Infatti recita l’atto notarile all’articolo 8: «il rappresentante della Società venditrice dichiara che, per i successivi interventi edilizi eseguiti in assenza delle prescritte autorizzazioni è stato rilasciato, dal medesimo comune di Orta Nova, in data 14 settembre 2010, permesso di costruzione in sanatoria». In ogni caso, il grosso dei terreni su cui sarà realizzato l’inceneritore, ribattezzato con un eufemismo “centrale a biomasse”, appartiene al promittente venditore Samele Luigi. L’area è un terreno agricolo con destinazione  agricola, di complessivi catastali mq. 296.381”.  “Il contratto preliminare di vendita sottoposto a condizione sospensiva” è stato registrato a Faenza dal notaio Paolo Castellari in data 31 maggio 2011 (n. 1737, serie 15).

L’ex fascista inquinatore - Singolare coincidenza: in un recente passato, proprio qui, l’allora sindaco Moscarella  - responsabile insieme alla sua amministrazione di ossequienti fans, compreso il “legale” Americo, di una voragine di bilancio certificata ora anche dalla Corte dei Conti pari ad oltre 14 milioni di euro - aveva tentato infruttuosamente di realizzare un inceneritore di rifiuti. Lo stesso Moscarella in poltrona per tre mandati aveva autorizzato illegalmente nel territorio comunale (località Ferrante) alcune discariche di rifiuti che hanno inquinato le falde e conseguentemente le colture agricole. Inoltre, il Moscarella non ha mai presentato ricorso al Consiglio di Stato (così ha certificato la sentenza numero 5453 del 19 ottobre 2007 che riunito tutti i ricorsi) per arrestare legalmente la costruenda discarica di rifiuti del ras dell’Agecos Spa, Rocco Bonassisa, né tantomeno ha mai fatto un’ordinanza di sospensiva dei lavori illegittimi, nonostante fosse emersa in maniera inequivocabile la presenza di una falda freatica affiorante sul fondo del sito in costruzione (3 febbraio 2008). Il consigliere provinciale Moscarella non ha mai neanche opposto un diniego pubblico e documentato al costruendo inceneritore Marcegaglia, alla stregua del collega Palomba. Neppure, l’Unione dei 5 Reali Siti ha mai avuto da ridire alcunché.

Affari in comuni - Carapelle ed Orta Nova: filo diretto per qualsiasi prestazione, ordinaria e straordinaria. «Nomina sostituto ing. Giovanni Battista vece assente per malattia dal 4/7/2011 e per 15gg» recita l’oggetto della delibera di giunta numero 109 datata  4 luglio 2011. E ancora,  è scritto nel dispositivo: «è stato interpellato il Comune di Carapelle sulla possibilità di autorizzare il responsabile del settore tecnico comunale a scavalco; preso atto che il suddetto Comune ha autorizzato, giusta richiesta sindacale prot. 11479 del 4/7/2011, il proprio Responsabile del Settore Tecnico Comunale, Geom. Mazzili Nicola, con nota prot. 18485 del 04/07/2011 (…) delibera di stabilire, in linea di massima, che l’incarico in questione si espleti per circa 6 ore settimanali, e per quanto necessario per il raggiungimento degli obiettivi dell’Ente, in giorni da concordare con l’Amministrazione comunale e, comunque, in orario diverso e al di fuori del debito orario dallo stesso espletato, presso il Comune di appartenenza». Lo stesso giorno la giunta (presente Calvio, Sauro, Borea, Trecca ed Attini) delibera «di proporre al Consiglio Comunale l’adozione del Documento programmatico Preliminare - DPP - che anche se non materialmente allegato ne fa parte integrante e sostanziale al Piano Integrato di Sviluppo Territoriale - PIST, elaborato dall’arch. Michele Salatto. Sempre il 4 luglio in sede di consiglio comunale, all’unanimità viene approvato l’atto richiesto. Anche se alcuni consiglieri comunali (Maffione, Annese, Porcelli) fanno rilevare l’assenza della documentazione per poter deliberare. Che strano. Allora, a cosa è  servita l’assunzione part time del geometra Mazzilli? E come si spiega la rapidità fulminea con cui nella medesima giornata in sede di giunta si invia una lettera al comune di Carapelle che dà l’approvazione istantaneamente. C’è qualche zampino nei protocolli? Più di qualcosa non torna, anche perché il comune di Carapelle è capofila nel progetto dell’inceneritore. Allora, sindachessa, in nome della trasparenza amministrativa, sancita dalla Legge Regionale, numero 15, entrata in vigore nell’anno 2008, è il caso di spiegare all’opinione pubblicare lo stato dell’arte. Ci auguriamo che il Tavernello non le abbia dato alla testa, perché i rifiuti solidi urbani invadono le strade della città e la differenziata nonostante le normative in materia e le sollecitazioni sociali, è ancora un miraggio. Nel frattempo,  altro che zitti e muti: su la testa.

Elena Gentile, assessore regionale.

Orta Nova, anno 2012.




















ATTO di ACQUISTO cabina elettrica
CARAPELLE ENERGIA da ENEL SERVIZI - 01 06 11

1 commento:

  1. Santo cielo dott. Lannes, ma non è proprio possibile scrivere alcunchè su questo blog?!

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